Il trimestre delle imprese si gioca sul margine
Congiuntura - Aggiornamento a ottobre 2026
Nel terzo trimestre 2026 il Pil italiano si è fermato (0% sul secondo, stima preliminare Istat) e a settembre i prezzi alla produzione di energia elettrica e gas sul mercato interno erano più alti del 35,9% su un anno prima. Per un’impresa che spende in luce e gas il 10% dei propri costi, se il rincaro arrivasse per intero, vuol dire costi complessivi più alti del 3,6%.
Anche il credito costa di più, perché ad agosto (dato provvisorio) un nuovo prestito alle imprese di importo fino a un milione costava il 4,4%, 0,45 punti più di un anno prima (su centomila euro presi oggi, circa 450 euro di interessi in più l’anno), e in quel dato il secondo rialzo della Bce, deciso a settembre, non c’è ancora. A Varese, nel secondo trimestre, la produzione delle imprese industriali manifatturiere calava dell’1,9% sull’anno, unica fra le province lombarde del bacino, mentre quella dell’artigianato manifatturiero cresceva dello 0,9%. Il Report Congiuntura del Centro Studi Imprese Territorio ne ricava tre priorità per le Pmi, dai contratti di luce e gas ai dazi verso gli Stati Uniti.




