
IL PNRR NON SI PUO’ FERMARE
Con il prossimo Documento di economia e finanza (Def), il governo aggiornerà il piano da 191 miliardi di euro per la ripresa e la resilienza. Il quotidiano Avvenire entra nel dettaglio dei singoli interventi che serviranno a «portare il Paese fuori dalla crisi». I tre assi sui quali scommette l’Italia sono: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale.
Imprese. Ci sono 24 miliardi da investire in transizione digitale, investimenti in tecnologia e ricerca, connessioni ultraveloci, competitività internazionale. Un ruolo importante è quello degli incentivi fiscali del piano Transizione 4.0.
Transizione ecologica. A disposizione ci sono 60 miliardi da destinare a energie rinnovabili, efficienza energetica, tutela del territorio e agricoltura sostenibile ed economia circolare. La spesa più rilevante nel campo delle rinnovabili interesserà il trasporto locale con il rinnovo delle flotte di bus e treni verdi. Poi, la promozione e la distribuzione dell’idrogeno.
Efficienza dell’amministrazione. Qui ci sono misure per il rafforzamento della capacità tecnica e amministrativa delle amministrazioni pubbliche chiamate a realizzare il Pnrr. Saranno riviste le procedure per l’affidamento degli appalti e ingenti saranno le risorse per la messa in sicurezza e l’efficientamento energetico delle scuole, degli edifici pubblici, delle strade e del territorio soggetto a rischio idrogeologico.
Donne e prossimità. Gli interventi vogliono promuovere la partecipazione femminile al mercato del lavoro, potenziando il welfare. Poi: Piano asili nido, estensione del tempo pieno scolastico, potenziamento delle infrastrutture sportive a scuola.
Istruzione. Le risorse puntano ad aumentare i posti negli asili nido, ridurre i tassi di abbandono scolastico, potenziare gli ITS, favorire il passaggio dall’università al mondo del lavoro, ampliare le competenze scientifiche, tecnologiche e linguistiche di insegnanti e allievi.
Sanità. Si vuole potenziare l’assistenza territoriale, attivare le “Case della Comunità” (punti di assistenza continuativa per la popolazione), potenziare i servizi domiciliari e la telemedicina.
Anziani e disabili. Per gli anziani si investirà sui servizi di prossimità e assistenza domiciliare; per i disabili è stato istituito un Fondo apposito per rimuovere le barriere architettoniche in musei, biblioteche e archivi, favorire l’accessibilità dei servizi di trasporto e nelle scuole e migliorare i servizi sanitari sul territorio.
OPERE PNRR, GIA’ 3 MILIARDI DI EXTRACOSTI

Lo scrive Il Sole 24 Ore: «Ammontano già a tre miliardi i costi aggiuntivi del Pnrr dovuti a rincari di energia e materie prime. Per le sole opere finalizzate allo sviluppo di una rete di infrastrutture di trasporto moderna, digitale, sostenibile e interconnessa (tratte autostradali, collegamenti ferroviari, prolungamenti delle metropolitane) gli aumenti, rispetto al Piano, arrivano dai maggiori costi (2,4 miliardi) che dovrà sostenere Rfi su 19 gare in programma per il 2022. Altri 500 milioni riguardano maggiori costi di grandi opere già in corso». Gli aumenti interessano 54 materiali su 56 (sforata la soglia dell’8% che fa scattare le compensazioni previste dalla legge) e la media aritmetica del paniere degli aumenti dovrebbe ormai viaggiare intorno al 36%. A questo si aggiunge l’ulteriore aggiornamento dei prezziari di alcune grandi stazioni appaltanti, come Rfi. Infine, «ai 3 miliardi di extra costi sul Pnrr andrebbero aggiunti quelli per le opere “non Pnrr”: per l’intero settore dei lavori pubblici si arriverebbe a 10 miliardi di costi aggiuntivi».
RINNOVABILI, I PIANI BLOCCATI VALGONO 4 VOLTE I CONSUMI. SPRECHI DEL GAS AL 10%
Si legge su Il Sole 24 Ore che «i progetti per costruire nuove centrali elettriche alimentate

dal sole e dal vento vanno verso i 200mila megawatt di potenza. Un livello che corrisponde a quattro volte gli attuali consumi in Italia. La situazione è a doppio senso: molti progetti sono in lista d’attesa a causa della paralisi delle autorizzazioni, ma alcune amministrazioni sono paralizzate dalla valanga di piani, spesso richieste fotocopia presentate uguali in tre, quattro o cinque luoghi diversi». L’Italia, inoltre, potrebbe risparmiare 5,8 miliardi di metri cubi di gas all’anno con piccoli accorgimenti quotidiani sui consumi energetici: la doccia, il termosifone, il televisore. Fare a meno del gas russo? «Non si può solo tirare dalla parte delle imprese per lasciare al freddo le famiglie, e non si può neppure fare il contrario». Quindi? Se si abbassa di un grado il riscaldamento di casa, una famiglia risparmia in media 118,6 metri cubi l’anno. In Italia ci sono 25,7 milioni di famiglie: tutti insieme potremmo risparmiare 3,05 miliardi di metri cubi di gas. E con alcuni comportamenti virtuosi, il risparmio in bolletta potrebbe arrivare al 10%. Per quanto riguarda le imprese – che dal 2005 hanno ridotto i consumi del 33% - i livelli di efficienza potrebbero aumentare «facendo leva sull’autoconsumo da fonti rinnovabili».