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Imprese e credito, aumenta la richiesta. Anche per pagare le bollette dell'energia

Imprese e credito, aumenta la richiesta. Anche per pagare le bollette dell'energia

A VARESE IL 2021 E’ L’ANNO DEI PRESTITI
Lo scrive la Prealpina: “Cresce l’accesso al credito da parte delle imprese e delle famiglie. In realtà, era già accaduto nel 2020 con la sospensione delle attività produttive: le aziende bloccate dalla pandemia avevano fatto ricorso alle misure di sostegno alla liquidità fino a portare i prestiti bancari ad un incremento del 7,3% a dicembre su base annua. L’incremento del credito si conferma anche nei primi mesi del 2021: 4,3% a marzo sui dodici mesi. A questa rincorsa ha contribuito l’ampio utilizzo, da parte delle imprese lombarde, degli schemi di garanzia pubblica sui nuovi finanziamenti e le moratorie sui prestiti in essere, che hanno ridotto il flusso di rimborsi”. Non fa eccezione la provincia del VCO, dove la crescita dei prestiti ha raggiunto il 18,9% su base annua. Il robusto incremento del credito è proseguito anche nel primo trimestre del 2021: 19,9% a marzo sui dodici mesi. Le famiglie hanno puntato sul risparmio: i depositi bancari, sul territorio varesino, nel 2020 hanno raggiunto i 18.398 milioni di euro, con un incremento del 6,5%. Un segnale che, tuttavia, ricalca il trend degli ultimi 5 anni, periodo in cui i depositi sono cresciuti del 17,6%.

ENERGIA, IL PARADOSSO ITALIANO: LE PMI CONSUMANO MENO E PAGANO DI PIU’

Energia

Con il pacchetto “Fit for 55”, la Commissione europea vuole abbattere entro il 2030 il 55% delle emissioni nette di gas serra e riformulare la direttiva sulla tassazione dell’energia. “In Italia la tassazione ambientale è pari al 3,3% del Pil, mentre la media europea è del 2,4%”, si legge sul Quotidiano Energia. In Italia, inoltre, l’80,8% dei 58,7 miliardi di euro di tassazione ambientale si riferisce all’energia, con il 44,1% del gettito che deriva dalle accise sugli olii minerali e il 26,2% da imposte su energia elettrica e oneri di sistema per le fonti rinnovabili. Le imprese prelevano il 24,5% dell’energia, eppure pagano il 33,2% degli oneri generali. Inoltre, l’Italia è al 5° posto tra i 27 Ue per prelievo fiscale ambientale, scende al 18esimo per intensità di emissioni di CO2, registra emissioni per abitante del 28,7% inferiori a quelle della Germania con una tassazione ambientale superiore dell’85,3%. I paradossi non finiscono qui: l’Italia è al 20esimo posto per prezzo industriale sul gasolio per autotrazione, ma sale al 1° posto per il livello delle accise, e si colloca al secondo posto per prezzo pagato dalle imprese al netto di Iva. L’Italia è anche il secondo Paese Ue per prelievo fiscale del trasporto in rapporto alle emissioni di CO2.

LOTTA ALL’EVASIONE 2021: SOTTO TIRO ECONOMIA DIGITALE E CRIPTOVALUTE
Lo scrive il Sole 24 Ore: “La lotta all’evasione si evolve e si adatta al processo di digitalizzazione del Paese, mettendo

Bitcoin

nel mirino anche il possibile sommerso collegato al mondo delle criptovalute”. L’obiettivo è di restituire ai contribuenti, sotto forma di riduzione del prelievo fiscale, i proventi sottratti agli evasori. E’ per questo che il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) raccomanda di alzare la guardia non solo sui rischi di riciclaggio, ma anche su quelli di occultamento della base imponibile o di trasferimento all’estero di capitali attraverso l’intermediazione delle piattaforme di exchange di criptovalute. Al centro dell’azione di controllo ci saranno sempre le strategie di compliance, “ossia l’incrocio dei dati per spingere imprese e cittadini all’adempimento spontaneo”. Qui, scatterà anche una sorta di rating dei contribuenti che hanno subito un controllo fiscale: questi verranno monitorati “per verificare nel tempo il loro grado di propensione all’adempimento e per valutare il loro livello di fedeltà fiscale”.