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Consegnare a credito ad altre imprese: una guida pratica da scaricare

Consegnare a credito ad altre imprese: una guida pratica da scaricare

Quanti giorni di pagamento posso accettare? Il cliente paga in ritardo: che cosa mi spetta senza chiedere nulla? Il lavoro che faccio è una subfornitura? La Guida 03 di Confartigianato Imprese Varese risponde in sedici sezioni, con una scheda delle decisioni da prendere e un modello di condizioni generali di vendita da compilare. Scarica subito l'estratto; se sei associato, puoi richiedere la guida completa via e-mail.

Ogni fornitura consegnata prima di essere pagata è un credito che l'impresa concede al cliente, spesso senza averlo deciso: con l'ordine accettato senza una conferma firmata, con le condizioni stampate sul retro della fattura, con il termine di pagamento che il cliente impone. Per proteggersi, però, serve capire quali decisioni contano e quando vanno prese.

La guida «A quali condizioni consegnare a credito» parte dalle decisioni che vengono prima della prima consegna, non dal recupero: che cosa dicono le proprie condizioni di vendita, quando e come arrivano al cliente, se il lavoro che si fa è una subfornitura, quanti giorni di pagamento si accettano, quali documenti firmati si tengono da parte. Per ogni passaggio dice che cosa la legge riconosce da sola, che cosa va scritto nel contratto e che cosa resta una scelta dell'impresa. È aggiornata al 1° settembre 2026, con il saggio degli interessi di mora in vigore fino al 31 dicembre 2026.

L'estratto gratuito contiene i cinque fatti che cambiano la decisione di fornire a credito, le soglie proposte e il modello di condizioni generali di vendita da compilare. Si scarica senza compilare il modulo.

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Un esempio: una fattura pagata con novanta giorni di ritardo

La guida mostra che cosa spetta al fornitore quando il cliente paga in ritardo, senza che debba mandare un sollecito, una raccomandata o una diffida.

Lo strumento è il calcolo degli interessi di mora, che la legge fa partire da soli: dal giorno dopo la scadenza corrono al tasso della Banca centrale europea maggiorato di otto punti, oggi il 10,40% all'anno, e a questi si aggiungono 40 euro per ogni fattura pagata in ritardo. Su una fattura da 30.000 euro pagata con novanta giorni di ritardo il totale è di circa 809 euro.

Segue la domanda che la guida pone. Il diritto c'è e scatta da solo, ma chi fornisce il proprio cliente più importante può conoscerlo e decidere di non esercitarlo, perché il conto che fa non è di 809 euro: è la commessa dell'anno prossimo.

L'esempio si chiude con la conseguenza pratica: il momento utile per far valere quello che la legge riconosce è quando il rapporto si apre e nessuno dei due ha ancora un ordine da perdere. Per questo la guida parla più di contratti che di recupero.

Sedici sezioni, una scheda, un modello da compilare

La guida completa è in tre parti. La prima è la scheda: le decisioni da prendere, i costi e le soglie. La seconda è il modello di condizioni generali di vendita, da compilare, adattare e far validare prima dell'uso. La terza è la guida di riferimento, da consultare sul caso concreto. Le sedici sezioni riguardano:

  • che cosa controllare prima della prima consegna;
  • perché le proprie condizioni di vendita potrebbero non valere;
  • quale garanzia chiedere prima di consegnare;
  • che cosa spetta al fornitore quando il cliente paga in ritardo;
  • i termini legali, se il contratto non dice entro quando si paga;
  • i termini oltre i sessanta giorni e chi deve giustificarli;
  • le clausole nulle sui pagamenti;
  • la subfornitura;
  • dal ritardo al recupero: quando muoversi e in che ordine;
  • il decreto ingiuntivo;
  • la mediazione prima della causa;
  • come scoprire se il cliente ha beni da pignorare;
  • vendere all'estero: quale legge e quale giudice;
  • la crisi del cliente;
  • la prescrizione;
  • il limite che resta.

La scheda contiene i cinque fatti che cambiano la decisione di fornire a credito, le undici decisioni da prendere, le soglie proposte e una stima di quanto costa e quanto dura un decreto ingiuntivo. Il modello ha dodici articoli, di cui sette da far approvare con una seconda firma, e prosegue con il blocco di approvazione specifica, la messa in mora, il piano di rientro e la transazione. In chiusura le fonti, l'aggiornamento e i limiti. L'impresa può partire dalla sezione che le serve.

Da dove conviene cominciare

Per chi non ha mai messo per iscritto le proprie condizioni, la guida propone un primo esercizio: rileggere le condizioni di vendita e controllare che dicano qualcosa su quattro punti, entro quando si paga, quali interessi si applicano in caso di ritardo, chi paga i costi di recupero, quale tribunale è competente. Se il documento non esiste, si compila il modello della Parte seconda.

Scriverle non basta. Le condizioni vanno consegnate prima che il contratto si concluda, non sul retro della fattura, e alcune clausole hanno bisogno di una seconda firma, separata da quella del contratto: sono quelle elencate dall'art. 1341 del codice civile, e nel modello il blocco di approvazione specifica richiama sette articoli su dodici. Il modello è una base da adattare ai prodotti e al settore e da far verificare da un professionista di fiducia o dagli uffici dell'associazione prima di consegnarlo ai clienti.

La guida aiuta anche a decidere quando muoversi. Sollecito entro la settimana, messa in mora entro il mese, piano di rientro firmato o decreto ingiuntivo a novanta giorni: sono convenzioni proposte dalla guida, non regole di legge, e servono a non decidere caso per caso. Attendere per non incrinare il rapporto è legittimo, purché sia una scelta e non un rinvio.

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L'estratto è ad accesso libero. Contiene i cinque fatti che cambiano la decisione di fornire a credito, le soglie proposte e il modello di condizioni generali di vendita, con il blocco di approvazione specifica e il contenuto della messa in mora.

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La guida completa è riservata alle imprese associate a Confartigianato Imprese Varese e a quelle che ne faranno richiesta. Compila il modulo per richiederla e riceverla via e-mail.

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