
Al Vertice del G7, che si sta svolgendo in questi giorni a Borgo Egnazia, nella Valle d’Itria in Puglia, tanti sono i temi chiave sui quali si sta dibattendo: il cambiamento climatico, l’energia, l’intelligenza artificiale, i flussi migratori, il Medio Oriente e l’Ucraina. Ma c’è un punto sul quale è importante rivolgere l’attenzione: la capacità delle piccole e medie imprese da fare da traino non solo all’economia italiana ma anche a tutti gli altri Paesi del G7.
NELL’ERA DELL’INCERTEZZA, l’ITALIA E’ LOCOMOTIVA DEL G7
In cinque anni, è cambiato il mondo: una pandemia, due guerre, la crisi energetica, l’inflazione, le strette monetarie, la crisi del Mar Rosso. Anni di grande incertezza nei quali, però, l’Italia ha saputo reagire con un diffuso sistema di piccole e medie imprese. Nell’arco degli ultimi tre anni, infatti, il nostro Paese occupa il primo posto tra i Paesi del G7 per:
Bene anche la crescita del volume di esportazioni di beni e servizi: tra il 2019 e il 2024, l’aumento è del 9,9%. Poco meno del Giappone, che fa +10,8%, ma più del doppio del +4% della media del G7.
Siamo al secondo posto, invece, per quanto riguarda la crescita del volume di esportazioni manifatturiere: +9,2%, subito dietro al Giappone (+10,8%), ma prima degli Stati Uniti (+7,1%), del Canada (+3,0%) e della Germania (+1,4%).
DIETRO AL SUCCESSO DEL MADE IN ITALY, PMI E ARTIGIANATO MANIFATTURIERO
Al sistema diffuso delle piccole e medie imprese manifatturiere si deve l’ottima performance del Made in Italy. Ed è proprio questo humus imprenditoriale a caratterizzare con forza l’Italia all’interno del G7. Lo dicono i dati Ocse: la quota di dipendenti nelle Pmi manifatturiere nel G7 è del 25%, con una maggiore incidenza proprio per l’Italia, che occupa il primo posto con il 47,2%. Seguono la Francia (30,9%), il Giappone (30,4%), il Regno Unito (28,3%), il Canada (24,3%), la Germania (19,7%) e gli Stati Uniti (18,4%).
L’OCCUPAZIONE E L’EXPORT: L’ECCELLENZA ITALIANA
Le eccellenze delle nostre imprese, però, sono numerose. E le performance si misurano, in modo più che positivo, anche sul fronte dell’occupazione e dell’export. Per quanto riguarda il primo, le Pmi manifatturiere italiane sopravanzano quelle degli altri Paesi del G7 con 1 milione 869mila occupati. La Germania ne conta 1 milione 577mila, mentre la Francia si ferma a 815mila.
Tra le maggiori regioni esportatrici, la quota di occupati nelle piccole e medie imprese manifatturiere è al 67,4% dell’intero comparto in Toscana, del 49% in Veneto, del 45,8% in Lombardia, del 44,5% in Emilia-Romagna e del 38,5% in Piemonte.
Rilevante è l’apporto delle imprese artigiane che pesano per un terzo (34,1%) dell’occupazione manifatturiera in Toscana, un quarto (24,4%) in Veneto, il 21,9% in Emilia-Romagna, il 17,6% in Piemonte e il 16,9% in Lombardia.