
ITALIA SUL PODIO DELLA CRESCITA ECONOMICA. ORA ATTUARE IL PNRR
Non era accaduto neppure dopo le crisi del 2009 e del 2012-2013. Non era mai accaduto dal 2000 ad oggi “che dopo sei mesi l’Italia fosse prima nell’Ue per crescita acquisita del Pil: il nostro robusto +4,8% rappresenta un segnale di netta discontinuità rispetto al passato”, si legge sul Sole 24 Ore. Insomma, siamo un’Italia diversa: “Più forte e competitiva, la cui rinascita parte da quel ciclo di riforme strutturali e di efficaci misure di politica economica avviato nel 2015-2017, tra le quali spicca su tutte per importanza il Piano Industria 4.0. Adesso, affinché la nostra economia possa centrare un 2022 altrettanto brillante come il 2021, sarà necessaria l’attuazione puntuale ed efficace degli obiettivi del Pnrr”. Risorse che dovranno essere gestite molto bene, senza sprechi e inefficienze.
PNRR E 110% A RISCHIO. ALL’EDILIZIA MANCANO 265MILA LAVORATORI

L’Italia corre, ma qualche ostacolo è duro da superare. Durante la crisi del 2008, il settore delle Costruzioni ha perso 400mila lavoratori. Ora, l’Associazione Nazionale Costruttori Edili (Ance) lancia il grido d’allarme: “Il comparto delle costruzioni non trova la manodopera necessaria a realizzare le opere finanziate con i fondi del Pnrr. A rischio anche le prospettive di sviluppo del settore privato trainate dal Superbonus al 110%”. La domanda di lavoro è in forte crescita, ma all’appello mancano 265mila lavoratori: non si trovano il 52% degli addetti alle finiture e il 60% dei giovani operai specializzati richiesti. Nel caso di operai e artigiani specializzati nel mantenimento di strutture edili, la percentuale è del 43,2%. Ma il settore necessita anche di ingegneri ambientali e project manager.
COVID 19, CONT CON REGOLE CERTE. I CHIARIMENTI DELL’OIC
Gestione contabile del Superbonus e degli altri bonus edilizi: alcuni chiarimenti arrivano dall’Organismo Italiano di Contabilità (Oic) che considera queste agevolazioni fiscali come contributo in conto impianti. Nella comunicazione dell’Organismo si “esaminano le diverse fattispecie che si possono dare, sia dal punto di vista dell’impresa committente che del soggetto commissionario, declinandone anche le varie e alternative modalità di detrazione (utilizzo diretto, cessione, sconto in fattura)”, si legge su Italia Oggi. Un aspetto che non viene trattato dal documento dell’Oic è quello relativo alla possibile estensione dei principi di rilevazione, qualificazione e rappresentazione contabile illustrati ad altre fattispecie di bonus e agevolazioni fiscali che risultano essere particolarmente frequenti in conseguenza della crisi da Covid-19.
CONTRIBUTO COVID FUORI DA IRES E IRAP
Lo si legge su Italia Oggi: “Il contributo erogato dalla regione per far fronte all’emergenza Covid-19 non concorre a

determinare la base imponibile né ai fini dell’Ires, né ai fini dell’Irap”. Lo chiarisce l’Agenzia delle entrate citando l’art. 10 del decreto Ristori: “I contributi e le indennità di qualsiasi natura erogati in via eccezionale a seguito dell’emergenza da Covid-19 e diversi da quelli esistenti prima dell’emergenza, da chiunque erogati e indipendentemente dalle modalità di fruizione e contabilizzazione, spettanti ai soggetti esercenti impresa, arte o professione, nonché ai lavoratori autonomi, non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’Irap”.