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L'Europa è senza gas, ma la manifattura italiana regge. E alle regioni arrivano i fondi per l'occupabilità

L'Europa è senza gas, ma la manifattura italiana regge. E alle regioni arrivano i fondi per l'occupabilità

QUATTRO PISTE PER AFFRONTARE LA SFIDA DELLA SOSTENIBILITA’
Ne scrive Mauro Magatti sul Corriere della Sera: “Allo stato attuale, le strategie per affrontare la questione della sostenibilità seguono quattro piste”. Eccole: la prima è l’innovazione, anche se “non sarà la fata turchina capace di risolvere magicamente i problemi perché questa via ha tempi lunghi e costi elevati”. La seconda è quella degli accordi internazionali, “che sono essenziali, ma da soli non bastano”. La terza via passa, invece, “da una finanza meno speculativa e più sostenibile”: si diffondono sempre più gli investimenti orientati da criteri di sostenibilità, in particolare i cosiddetti Esg (Environmental, Social, Governance), ma anche se si tratta di strumenti utili, non sono certo risolutivi. Infine, la quarta via. Quella che “passa dai cambiamenti nelle abitudini dei consumatori e negli stili di vita”. Su tutto, c’è un punto importante: “Mentre intensifichiamo gli sforzi per andare nella direzione di una economia sostenibile, non tralasciamo di preparare le nostre società a gestire emergenze più meno gravi. Negli anni a venire, avremo bisogno di sistemi economici e sociali più coesi e resilienti, meno dipendenti dall’estero, più capaci di aggiustamenti veloci”.

L’UE SENZA GAS: E’ ALLARME SCORTE E L’INFLAZIONE SALE
Domani, la Commissione europea presenterà il suo “toolbox”, “l’insieme delle misure per far

Gas

fronte alla crisi del gas che dovrebbero avere effetti immediati sulle categorie di cittadini più disagiati (voucher, differimento dei pagamenti, riduzione delle aliquote) e per le aziende (aiuti di Stato temporanei)”, scrive Repubblica. Nel frattempo, la situazione peggiora: in Europa le scorte reintegrate di gas naturale a disposizione sono al 73%, “ben 16 punti in meno rispetto alla media degli ultimi 5 anni”. L’Ucraina ha scorte al 45,5%, il Portogallo al 54%, l’Olanda al 58%, la Germania al 70% e la Spagna al 74%. L’Italia sfiora il 90%, appena dietro la Francia (93%) e la Gran Bretagna, che raggiunge il 100%. Ma i prezzi continuano a salire: “In Italia, il costo dell’elettricità sul mercato all’ingrosso si è impennato di un altro 12% rispetto a una settimana fa e anche la benzina ha una media sui sette giorni pari a 1,7 euro al litro”.

LA MANIFATTURA ITALIANA REGGE, MA ATTENTI AL RISCHIO RALLENTAMENTI
Lo dice Marco Fortis, docente di Economia industriale all’Università Cattolica di Milano, a Italia Oggi: “L’andamento delle materie prime e la loro reperibilità allarma il mondo produttivo, ma la nostra manifattura nel tempo è riuscita a ridurre la quantità necessaria di materie prime per unità di prodotto. E ci sono diversi settori molto flessibili che sono in grado di affrontare questa situazione di stress. La manifattura italiana sta tenendo ed entreremo nel 2022 con più energia degli altri Paesi europei”. E’ però vero che l’Europa sconta la sua forte dipendenza dalle forniture russe di gas, diminuite negli ultimi tempi, quindi nel nuovo anno tutti i Paesi saranno sulla stessa linea di partenza “e il problema dell’inflazione, legato al rialzo delle materie prime, non sarà solo italiano. E’ per questo che ci vorrà un aggiustamento globale. Però, l’Italia è meglio attrezzata rispetto agli altri Paesi per poter uscire da questa situazione”.

GARANZIA OCCUPABILITA’, PART LA MACCHINA DEI PIANI REGIONALI

Lavoro

Si legge sul Sole 24 Ore che “entro 60 giorni ciascuna regione dovrà adottare un piano regionale per l’attuazione del programma nazionale Gol, Garanzia di occupabilità dei lavoratori, che parte inizialmente con una dote di 880 milioni di euro. Nei successivi 30 giorni, l’Anpal (Agenzia nazionale politiche attive lavoro) dovrà validare i singoli piani regionali”. Nella distribuzione delle risorse, la regione Lombardia occupa il primo posto con 6,5 milioni di euro. Il programma Gol si rivolge ai beneficiari di Cig, Naspi, Disc-Coll, reddito di cittadinanza, lavoratori fragili o vulnerabili, giovani Neet, donne in condizioni di svantaggio, persone con disabilità, lavoratori over 55, disoccupati di lunga durata e lavoratori con redditi molto bassi (working poor). L’inserimento lavorativo si deve sempre legare a percorsi formativi per acquisire nuove competenze e riqualificare le professionalità dei lavoratori.

A RUBA IL PRIMO EURO GREEN BOND: SUPER DOMANDA DA 135 MILIARDI
Lo scrive il Sole 24 Ore: “E’ stato un grande successo il lancio del primo bond verde della Ue,

Euro Green Bond

che finanzierà il piano di rilancio Next Generation EU”. Con l’obbligazione verde sono stati raccolti 12 miliardi di euro, e la domanda degli investitori – 135 miliardi – è stata oltre 11 volte superiore all’offerta. Il titolo è a 15 anni con scadenza a febbraio 2037 e il rendimento è pari allo 0,453%, “che comprende un piccolo premio riservato in genere alle emissioni verdi di 2,5 punti base”. La maggior parte degli investitori proviene dalla Gran Bretagna (29%), dall’Europa del Nord (12%), Benelux e Francia (11% entrambi), Germania (10%), Italia (9%), Spagna e Portogallo (4%).