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L'Italia cresce e scommette su biometano e rifiuti. Ma manca una cosa: il taglio del cuneo fiscale

L'Italia cresce e scommette su biometano e rifiuti. Ma manca una cosa: il taglio del cuneo fiscale

MANIFATTURA, COSTRUZIONI ED EXPORT TRAINANO LA RIPRESA ITALIANA
Da un lato gli incentivi di Industria 4.0 e dall’altro le agevolazioni fiscali: così manifattura e costruzioni trainano la crescita economica italiana. “Il valore aggiunto dell’industria manifatturiera in Italia – scrive il Sole 24 Ore – ha già fatto registrare dopo i primi due trimestri dell’anno in corso una crescita acquisita dell’11% in termini reali. La Germania, il nostro più temibile concorrente, fa +4,8%. Insomma, abbiamo quasi recuperato i valori precrisi (-0,8%)”. Il valore delle costruzioni è arrivato invece a +19% ed è al di sopra dei valori precrisi con un +12,2%. Superati i livelli del quarto trimestre 2019 (anche se siamo ancora un poco sotto con un -1,6%) in fatto di investimenti in macchinari e mezzi di trasporto. La crescita acquisita dall’export italiano è del 14% (la Germani fa +9,6%). L’Italia è forte, ma “preoccupa la strozzatura delle materie prime e della componentistica”.

L’OCSE ALZA LE STIME PER L’ITALIA, MA BISOGNA TAGLIARE LE TASSE SUL LAVORO
Lo scrive Repubblica: “Dall’Ocse, stime di crescita al rialzo del Pil italiano nel 2021: dal 4,5% di

Tasse

maggio al 5,9%. Ma per crescere bisogna creare posti di lavoro, tagliando in modo permanente il cuneo fiscale, oggi il quinto più alto tra i Paesi sviluppati”. Inoltre, l’Ocse chiede di “ristabilire immediatamente la correlazione tra età pensionabile e speranza di vita”. Alla base di una crescita più forte, più verde, più equa e più digitalizzata ci deve stare, secondo l’Ocse, “un settore pubblico più efficace, un riordino delle agevolazioni ed esenzioni fiscali, una riforma delle procedure giudiziarie. I processi più rapidi garantiscono la certezza del diritto, fondamentale per la ripartenza economica”.

FISCO, SETTEMBRE CALDO: 256 SCADENZE IN 15 GIORNI

Tasse

Lo si legge sul Corriere della Sera: “Nel sito dell’Agenzia delle entrate sono segnati 256 adempimenti concentrati in sole due settimane: dal 15 al 30 settembre”. Si comincia il 15, il “giorno nero del mese”, con 39 versamenti, 1 comunicazione e 3 adempimenti contabili. E via di corsa al 16 settembre con 143 adempimenti che interessano, in maniera particolare, i titolari di partita Iva soggetti Isa. Una piccola “tregua” arriva dal 20 al 28 settembre con 5 adempimenti, per poi riprendere con “il botto finale” di fine mese: altre 64 scadenze da ricordare. Tra le tante, questa: il 30 settembre è anche l’ultimo giorno utile per la presentazione del modello 730 dell’edizione 2021.

DAL BIOMETANO AI RIFIUTI, SCADENZE A INCASTRO
Entro fine anno dovranno essere compiuti i primi passi sul gas green e sul monitoraggio dei

Biometano

rischi idrogeologici. Ne scrive il Sole 24 Ore: “Lo scontro sul nucleare di quarta generazione rischia di spostare l’attenzione dalle tappe che attendono a stretto giro il Ministero della Transizione Ecologica (mite), uno dei motori del Pnrr”.

  • Rinnovabili: doppio snodo per spingere il biometano. Doppio step per promuovere la produzione e il consumo di gas green: entro fine anno è atteso il decreto attuativo del Mite con condizioni e criteri per l’utilizzo del biometano e gli incentivi.
  • Rifiuti: passaggio serrato per i nuovi impianti. Sono 1,5 i miliardi di euro previsti dal Pnrr per realizzare i nuovi impianti di gestione dei rifiuti e ammodernare quelli esistenti e i 600 milioni destinati a progetto “faro” di economia circolare. Entro la prima metà del 2022 dovrà essere adottato il decreto sul Programma nazionale per la gestione dei rifiuti.
  • Economia circolare: lo sprint necessario. Nel Pnrr l’Economia circolare vale quasi 5,3 miliardi. Entro fine giugno 2022 il Mite dovrà scrivere la nuova Strategia nazionale nella quale includere un nuovo sistema di tracciabilità digitale dei rifiuti, incentivi fiscali per supportare le attività di riciclo e l’uso di materie prime secondarie e la revisione della tassazione ambientale.
  • Rischio idrogeologico: il primo piano per il monitoraggio. Bisogna realizzare un sistema avanzato e integrato di monitoraggio e previsione nell’ambito di un mix di azioni per i quali sono previsti 3,7 miliardi di investimenti. Entro fine anno il Mite dovrà approntare un piano per rendere operativo il sistema di controllo.
  • Idrogeno: binario stretto per gli incentivi. Un piano da 3,19 miliardi di euro per aumentare la competitività dell’idrogeno, a partire da incentivi fiscali a sostegno dell’idrogeno verde e strumenti per spingerne il consumo nel settore dei trasporti.
  • Idrico: road map per il cambio di passo. Ci sono 4,4 miliardi di euro per la gestione sostenibile della risorsa idrica da realizzare attraverso una semplificazione normativa e nuove misure per la piena capacità gestionale. Entro giugno 2022 dovrà essere pronta una riforma del quadro giuridico.