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La crisi di impresa si supera con l'esperto. La crisi energetica, invece, come si supera?

La crisi di impresa si supera con l'esperto. La crisi energetica, invece, come si supera?

NEGOZIATORI SI DIVENTA: LA CRISI D’IMPRESA SI SUPERA CON L’ESPERTO
Italia Oggi, scrivendo di composizione negoziata della crisi di impresa (Cnc), si concentra sulla figura dell’esperto che, senza sostituirsi all’imprenditore o ai suoi consulenti di fiducia, ha la funzione di “agevolare le trattative a fine di individuare una soluzione per il superamento delle condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario che rendono probabile la crisi o l’insolvenza”. In sintesi:

  • Chi nomina l’esperto. Un’apposita commissione composta da 3 membri: un magistrato, un membro nominato dal presidente della Camera di Commercio e un membro designato dal prefetto del capoluogo di regione
  • I requisiti che deve possedere. Indipendenza, anche intellettuale, ex ante e postuma dovendosi astenere dall’intrattenere rapporti professionali con l’imprenditore se non siano decorsi almeno 2 anni dall’archiviazione della Cnc
  • Come opera. In modo professionale, riservato, imparziale e indipendente
  • Abitudini da abbandonare. Parteggiare per una parte; non intromettersi nelle trattative
  • Incarichi. Non più di 2 contemporaneamente
  • Accettazione. Entro 2 giorni lavorativi inserendola nella piattaforma telematica.
  • Sostituzione. In caso di rifiuto o di difetto d’indipendenza
  • Durata dell’incarico. E’ decisa in 180 giorni (prorogabili per non oltre 180 giorni) dall’accettazione
  • Interruzione delle trattative. In ogni momento ove venga meno la condizione della risanabilità
  • Scopo. Agevolare le trattative tra imprenditore, creditori ed eventuali altri soggetti interessati per recuperare il going concern
  • Ausiliari. L’esperto può avvalersi di soggetti indipendenti dotati di specifica competenza nel settore economico in cui opera l’imprenditore e di un revisore legale
  • Cro. E’ il Chief restructorign officer: una figura indipendente la cui nomina può essere richiesta dall’esperto, con costi suddivisi tra le parti
  • Segreto professionale. L’esperto non è tenuto a deporre sul contenuto delle dichiarazioni rese e delle informazioni acquisite davanti all’autorità giudiziaria o ad altre autorità


TRANSIZIONE GREEN: AL VIA UN TERZO DEI BANDI. I COMUNI: “BISOGNA VELOCIZZARE”
Quasi 60 miliardi di euro per “proiettare l’Italia nella nuova sostenibilità energetica: il

Transizione Green

31,05% delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza”, scrive La Stampa. Ma ad oggi solo un terzo dei bandi è stato pubblicato: è già scaduto quello sull’efficientamento energetico dei porti italiani, ma sono ancora in corso “le iniziative su tessile verde, sul riciclo dei rifiuti platici, su quelli in carta e cartone, sui rifiuti di prodotti elettronici, sulla raccolta differenziata, sul trattamento dei rifiuti di pelletteria e tessile e sulle isole verdi, gli spazi urbani per migliorare l’ambiente cittadino”. Sotto il profilo dei progetti, la fetta maggiore di risorse va ad ecobonus e sismabonus fino al 110% per l’efficientamento energetico e la sicurezza deli edifici. Al secondo posto si trova il rafforzamento delle reti di distribuzione dell’energia elettrica, mentre al terzo la promozione delle energie rinnovabili. Le incognite, però, non mancano: l’Europa, energeticamente parlando, non è autosufficiente “e i processi di efficientamento energetico nell’area euro potrebbero subire ritardi anche in virtù dell’attuale crisi energetica”. I Comuni, poi, lamentano “ritardi notevoli ed evidenti” perché “mancano all’appello le riforme strutturali che vanno su tre direttrici: i gas verdi, il comparto idrico e l’inquinamento atmosferico. I bandi dovranno essere completati entro la metà del 2022, ed entro la fine del 2023 gli enti locali e le amministrazioni comunali dovranno aver individuato le imprese che realizzeranno gli interventi”. Il 60% di questi è nel Mezzogiorno.