
La Nota di aggiornamento al DEF (Documento di Economia e Finanza) ha composto il calendario di appuntamenti che porteranno alla Legge di Bilancio 2024. Le prime cifre sulle quali concentrarsi sono principalmente due: nel 2023, si stima una crescita del Pil dello 0,8%, mentre nel 2024 dovrebbe salire all’1,2% con un rapporto debito/Pil al 140,1%.
LA STRETTA MONETARIA DELLA BCE PORTA LA SPESA PER INTERESSI A 6,5 MILIARDI
A queste cifre se ne aggiunge una terza. Sulla quale è bene porre la massima attenzione: la maggiore restrizione monetaria introdotta dalla Bce aumenterà la spesa per interessi di 6,5 miliardi di euro nel 2023-2024. E secondo il nuovo quadro di regole, il maggiore sforzo fiscale per l’Italia potrebbe arrivare a 27,8 miliardi di euro con un tetto alla crescita della spesa pubblica. Tetto dell’1,3%, già fissato in precedenza, così come chiesto al nostro Paese dal Consiglio europeo.
LA POLITICA FISCALE: UNA RAGNATELA CHE BLOCCA L’ITALIA
L’intricata ragnatela al cui interno si dibatte la politica fiscale allontana l’attesa normalizzazione nella gestione del bilancio, dopo anni di grande turbolenza: nel 2020 il contrasto alla pandemia ha generato 132,4 miliardi di euro di maggiore deficit e nel 2022 gli interventi per mitigare gli effetti della crisi energetica sono ammontati a 70 miliardi di euro, pari al 3,7% del PIL. Politica fiscale che rappresenta un’elevata complessità in un contesto nazionale, e internazionale, caratterizzato dall’incertezza. Sulla stesura del disegno di legge di bilancio, infatti, si scaricano gli effetti di numerosi fattori: il rialzo dei tassi Bce, la revisione del Pil, la contabilizzazione dei crediti fiscali, la riattivazione - dopo una probabile riforma - del Patto di stabilità e crescita e la rimodulazione ed attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).