
Difficile trovarli, eppure le imprese ne hanno bisogno come l’acqua nel deserto. Il problema del reperimento di personale non accenna a migliorare: nello scorso mese di novembre la difficoltà è salita al 48,5% e, per quanto riguarda gli operai specializzati e gli addetti ai macchinari, la soglia ha raggiunto quota 61%. Una entrata su due è di difficile reperimento e 1,5 giovani nella fascia di età compresa tra i 24 e i 25 anni è inattivo: un dato che porta l’Italia ad occupare, in negativo, la prima posizione nella Ue.
SEI MESI DI RICERCA COSTA PIU’ DI 10 MILIARDI DI EURO
Ce lo dicono gli imprenditori e i dati di Confartigianato: una ricerca del personale che supera i sei mesi di tempo ha un impatto di 10,2 miliardi di euro sul valore aggiunto delle micro e piccole imprese. Detto in altri termini, un costo esorbitante. Che pesa soprattutto sulle aziende lombarde, dove il maggior costo è di 2.493 milioni di euro. Seguono il Veneto (1.38 milioni), il Lazio (1.021 milioni), l’Emilia-Romagna (1.008 milioni), il Piemonte (780 milioni), la Toscana (653 milioni) e la Campania (529 milioni). Quasi la metà delle ricerche di personale, il 45,1%, è difficile da realizzare.
A CACCIA DI OPERAI SPECIALIZZATI

Le figure professionali di maggior interesse che si trovano con grandi difficoltà sono:
COSA FARE PER ATTRARRE E TRATTENERE I TALENTI
Il problema della ricerca del personale, però, si lega a quello – altrettanto sentito dagli imprenditori – di come

attrarre e trattenere i giovani in azienda. Sotto questo punto di vista, quali sono gli strumenti sui quali fanno leva le micro e piccole imprese? Eccoli:
GLI OSTACOLI DA SUPERARE
Ad ostacolare l’inserimento dei giovani nelle aziende persistono alcuni ostacoli che non sempre si possono superare se non attraverso una formazione interna “sul campo”:
Il 75,8% delle imprese sostiene che c’è almeno un ostacolo nel trovare personale qualificato, ma c’è anche una percentuale – non trascurabile – che la pensa diversamente: ed è il 24,2% delle imprese italiane.
ITALIA MAGLIA NERA IN EUROPA PER L’OCCUPAZIONE DI GIOVANI E DONNE
Secondo l’ultimo Report di Confartigianato, l’Italia occupa l’ultimo posto in Europa per quanto riguarda la

percentuale di occupazione di giovani e donne sul totale degli occupati:
NELLE PMI IL 59,6% DELLE ENTRATE PREVISTE TRA NOVEMBRE 2023 E GENNAIO 2024
E’ la capacità di reazione delle imprese ad offrire un impulso al mercato del lavoro nonostante il rallentamento del ciclo economico e la stretta monetaria imposta dalla Bce: nella prospettiva autunnale, infatti, la domanda delle aziende tiene mostrando un aumento tendenziale – 1,9% - delle previsioni di assunzioni nel trimestre settembre-novembre 2023. La crescita nelle assunzioni è trainata dalle piccole e medie imprese che occupano fino a 49 dipendenti: sono le Pmi a determinare il 59,6%% di entrate previste tra novembre 2023 e gennaio 2024.
PUNTARE SU SCUOLA E FORMAZIONE
Marco Granelli, presidente di Confartigianato Imprese, dice che «la carenza di manodopera qualificata è un ostacolo alla propensione green delle piccole imprese. Il lavoro c’è, mancano i lavoratori. Questo è il grande paradosso che compromette anche le prospettive di sviluppo sostenibile. C’è molto da cambiare e da migliorare nel rapporto tra il mondo della scuola e quello del lavoro, a cominciare dalla formazione e qualificazione del personale con una riforma del sistema di orientamento scolastico che rilanci gli Istituti Professionali e gli Istituti Tecnici, investa sulle competenze a cominciare da quelle digitali e green e punti sull’alternanza scuola lavoro e sull’apprendistato duale e professionalizzante. Bisogna insegnare ai giovani che nell’impresa ci sono opportunità, adeguatamente retribuite, per realizzare il proprio talento, le proprie ambizioni e costruirsi il futuro».