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FORMAZIONE, RICERCA E LOGISTICA GREEN. SULLA MOBILITÀ AVANZATA VARESE E BUSTO CI SONO
I Comuni di Varese e Busto Arsizio “attaccanti” nella partita della mobilità avanzata. Un tema strategico sul quale Confartigianato Imprese Varese si era già spesa nel 2020 con lo studio “Mobilità avanzata: un nuovo hub per Varese” realizzato con The European House-Ambrosetti.
Nel documento emergono le potenzialità di una filiera della mobilità avanzata (elettrica e a idrogeno) che si snoda sull’asse Milano-Torino. Varese provincia può giocare un ruolo centrale nella riconversione industriale, produttiva e di servizio di 1.500 imprese, con circa 83.400 occupati e ricavi per 44 miliardi di euro. Alla voce “Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile”, il Pnrr ci ha messo 31,4 miliardi di euro: un tesoretto da sfruttare anche in provincia. Da un lato il Comune di Varese ha ottenuto un finanziamento per la progettazione di un centro di formazione e ricerca sullo sviluppo di tecnologie legate alla mobilità sostenibile all’interno della ex scuola De Amicis; dall’altro l’assessore all’Urbanistica del Comune di Busto Arsizio Giorgio Mariani ha avviato un tavolo, con le imprese e i player della logistica, per sviluppare le potenzialità dell’idrogeno nell’ambito del trasporto pesante. Confartigianato Varese si rende disponibile ad aprire una collaborazione su entrambi i fronti.
SUL SUPERBONUS AL 110% CONTROLLI ORDINARI E TRADIZIONALI
L’Agenzia delle Entrate vuole tranquillizzare i contribuenti sull’attività di verifica sul Superbonus al 110%. Ne scrive il Sole 24 Ore: «Ci sarà il controllo formale per chi utilizza il Superbonus in detrazione nella propria dichiarazione. In questo caso si devono conservare le fatture e le ricevute fiscali che comprovano le spese sostenute. Per chi esercita l’opzione di sconto in fattura o di cessione del credito si utilizzeranno le ordinarie attività di controllo ma con le limitazioni che ci sono nell’articolo 119 (affidamento del terzo che riceve la cessione del credito)». Insomma, se la pratica è ben istruita e i professionisti hanno effettuato un lavoro adeguato i cittadini possono stare tranquilli. A monte, però, ci sono anche le verifiche dell’Enea sulle asseverazioni: accertamento della chiusura delle attività e della conformità delle opere rispetto al progetto, raggiungimento degli obiettivi di risparmio energetico, congruità delle spese sostenute per realizzare gli interventi.
ORA LA FATTURA ELETTRONICA SARA’ ESTESA ANCHE ALLE PICCOLE IMPRESE
Scrive il Messaggero che «l’obbligo di fatturazione elettronica verrà presto esteso a tutte le partite Iva. Anche a quel 44% che oggi è esentato rientrando nel regime forfettario. L’obbligo varrà anche per le piccole imprese». Il Governo lavora per un giro di vite anti-evasione estendendo l’obbligo della fattura elettronica anche a quel milione e mezzo di imprese o lavoratori autonomi che hanno un volume di affari inferiore ai 65mila euro e che versano il 15% di imposte». Ricordiamo che l’obbligo è partito il 1° gennaio 2019 e che l’Italia è stato il primo Paese europeo ad avere dato il via all’obbligo: siamo lo Stato Ue «con il maggior gap Iva: secondo i dati di settembre 2018 della Commissione europea, questo ammonta a 35,9 miliardi di euro».
AIUTI COVID: LE IMPRESE ITALIANE SECONDE SOLO A QUELLE FRANCESI
«Le imprese italiane sono le più aiutate d’Europa dopo quelle francesi», si legge su Italia Oggi. Infatti, se la Francia ha sborsato 155,36 miliardi di euro per i suoi imprenditori, l’Italia ne ha erogati 107,9. Quindi, la situazione italiano del primo lockdown si ribalta: non siamo più gli ultimi nella Ue per aiuti (ristori, prestiti o garanzie) sborsati. Però, i numeri dvono essere valutati analizzando i diversi tipi di aiuti: nel primo periodo della pandemia la Francia ha fornito quasi esclusivamente garanzie pubbliche a condizioni favorevoli; la Germania ha fatto uso di ristori da non rimborsare; l’Italia ha usato metà ristori e metà garanzie sui prestiti. Tra metà marzo e fine dicembre 2020, dalla Ue erano stati approvati 2.960 miliardi di euro di aiuti, ma ne erano stati utilizzati solo 554 miliardi. In termini assoluti, la Francia ha concesso più di un quarto del totale degli aiuti erogati, seguita dall’Italia con il 19,1%.