News

La stretta della Bce non scoraggia le imprese: investimenti al 21,8% del Pil. Mai così alti dal 1991

La stretta della Bce non scoraggia le imprese: investimenti al 21,8% del Pil. Mai così alti dal 1991

Spintonate dall’inflazione che risale, strette nella morsa dei rincari energetici – in Italia l’incremento è stato del 26,6% contro il 10% degli altri Paesi europei – e non ancora uscite dalle montagne russe delle materie prime, le imprese italiane sono ancora oggi l’espressione di un “miracolo economico”. Possiedono le motivazioni e le intuizioni giuste, la capacità di adeguarsi in poco tempo ai cambiamenti repentini e quel know how che mette insieme design ad abilità tecnologiche.

LA STRETTA DELLA BCE NON ARRESTA GLI INVESTIMENTI DELLE IMPRESE ITALIANE
E l’Italia cresce. Lo fa nonostante la stretta monetaria europea. Che ha influito sì, ma senza eccessi, sulla scelta di investire degli imprenditori: gli investimenti italiani, nel quarto trimestre 2022, sono cresciuti del 2% e se guardiamo al bilancio dello scorso anno l’incremento è stato addirittura del 9,4%. L’Europa, invece, lascia a terra il 2,8%. Giovedì prossimo è attesa la decisione sui tassi da parte della Bce, eppure la salita degli interessi sui prestiti alle imprese non spaventa e anche il ritmo di accumulazione di capitale della nostra economia fa ben sperare: supera il +2,2% della Francia e quel +0,4% della Germania. A fare la differenza sul nostro Pil – che cresce dello 0,5% nel primo trimestre 2023 contro il +0,1% dell’Eurozona, il +0,2% della Francia e della crescita zero della Germania – sono proprio gli investimenti delle aziende private. Quelli pubblici calano dell’1,1%.

GLI INVESTIMENTI SOSTENGONO IL PIL: NEL 2022 LA SALITA RECORD AL 21,8%
Le performance migliori si misurano sul lungo periodo: tra il 2015 e il 2022, grazie alle politiche fiscali di sostegno a impresa 4.0 e agli interventi di riduzione del consumo di energia delle abitazioni, gli investimenti in Italia sono saliti del 33,9%. Ancora una volta il nostro Paese si distingue, in meglio, nei confronti dell’Eurozona (+20,3%), della Francia (+20,8%) e della Germania (+11,5% in Germania). E a beneficiare di questo trend è proprio il rapporto tra investimenti e Pil: nel 2022 è salito al 21,8%. Un livello così alto non lo si riscontrava dal 1991.

INVESTIRE PER SOSTERE DIGITALIZZAZIONE E GREEN
Gli investimenti delle imprese stanno sostenendo la digitalizzazione dei processi aziendali e la trasformazione green. Nel 2022, in Italia, gli investimenti in macchinari e impianti sono saliti dell’8,6%. Più della metà del +4,1% dell’Ue a 27 e ad un ritmo decisamente superiore al +3,3% della Germania e al +0,9% della Francia.

IL PIL ITALIANO NON SI FERMA
Nell’arco degli ultimi dodici mesi, caratterizzati dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e da una violenta crisi energetica, il Pil in Italia sale dell’1,8% su base annua, a fronte del +1,3% dell’Eurozona, facendo meglio del +0,8% della Francia e del -0,1% della Germania.