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Le 5 misure che fanno il Superbonus ancora più semplice. Poi, l'ok alla riforma degli Its: imprese sempre più coinvolte

Le 5 misure che fanno il Superbonus ancora più semplice. Poi, l'ok alla riforma degli Its: imprese sempre più coinvolte

MINIPACCHETTO 110%: LE NUOVE MISURE CHE SEMPLIFICANO IL SUPERBONUS
Ne scrive il Sole 24 Ore: “Il decreto legge 77 sulla governance del Pnrr (il Piano nazionale di ripresa e resilienza)) e sulle semplificazioni arriva nell’Aula della Camera dove, oggi, il governo dovrebbe mettere la fiducia”. Approvato un minipacchetto di cinque misure di ulteriore semplificazione per il Superbonus (per la sua proroga bisognerà però attendere l’autunno), con un articolo aggiuntivo al 33. Vediamole:

  • Il cappotto termico e il cordolo antisismico non concorrono al conteggio della distanza e dell’altezza, in deroga alle norme sulle distanze minime.
  • Le “violazioni meramente formali che non arrecano pregiudizio all’esercizio delle funzioni di controllo” non comportano “la decadenza delle agevolazioni fiscali limitatamente alla irregolarità do omissione riscontrata”. Lo stop al beneficio, quindi, si applicherà solo al singolo intervento oggetto di irregolarità od omissione.
  • Nel caso in cui l’immobile sia stato venduto e sia sottoposto al 110%, si allunga da 18 a 30 mesi il termine per fissare la residenza del nuovo immobile acquistato senza perdere i benefici fiscali legati all’acquisto. L’imposta de registro sarà ridotta del 2%.
  • Si considerano interventi di manutenzione straordinaria, ed eseguiti mediante Cila (comunicazione di inizio lavori asseverata), anche quelli che riguardano “le parti strutturali degli edifici o i prospetti”.
  • Gli interventi classificati come “edilizia libera” non sarà necessario presentare la Cila modello Superbonus (quindi con indicato il numero del titolo edilizio originario dell’immobile), ma sarà sufficiente una Cila con la semplice descrizione dell’intervento.

ISTITUTI TECNICI SUPERIORI, C’E’ L’OK ALLA RIFORMA
Lo si legge sul Sole 24 Ore: “Arriva la prima riforma organica degli Its, gli Istituti Tecnici Superiori. In Italia, l’unico canale di formazione terziaria professionalizzante alternativo all’accademia. La Camera ha acceso semaforo verde e il testo, composto da circa venti articoli, ora passa al Senato”. Le prime ad essere coinvolte in questo cambiamento sono le imprese, che “dovranno essere presenti, anche in gruppi o reti, nella fondazione Its di riferimento nel ruolo di soci fondatori, e lo stesso presidente dovrà essere espressione del mondo produttivo”. Le stesse aziende saranno parte attiva anche nel consiglio d’indirizzo della didattica. Insomma, gli Its diventano vere e proprie Academy nelle quali “il forte binomio formazione-lavoro è reale grazie alla forte partecipazione delle impese e la collaborazione con Regioni e altri enti territoriali”.
L’obiettivo? Quello di far fronte alla crescente domanda di figure specializzate da parte delle imprese: non a caso il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) destina agli Its 1,5 miliardi di euro, venti volte più del finanziamento annuale Pre-Covid. Risorse che saranno utilizzate per raddoppiare il numero di iscritti agli Istituti Tecnici Superiori: ora si contano 18.750 frequentanti e 5.250 diplomati all’anno. Il tasso di occupazione post-diploma, per chi esce dagli Its, si aggira tra l’80 e il 90%”. Con questo strumento le imprese possono affiancare le scuole, i centri di formazione professionale, le università (con le quali potranno sviluppare in piena autonomia percorsi formativi flessibili anche in regime di alto apprendistato) e centri di ricerca.