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Le piccole imprese, motore del Made in Italy, puntano su qualità e competenze. E il Pil italiano cresce

Le piccole imprese, motore del Made in Italy, puntano su qualità e competenze. E il Pil italiano cresce

L’Italia cresce. E lo fa grazie alle micro e piccole imprese. Nelle quali non si superano i 49 addetti ma si trova il 62% degli occupati totali di quella che è l’economia privata: il dato supera di ben 13,4 punti percentuali la media europea del 48,6%. A dirlo sono i dati nazionali, più che incoraggianti: l’Italia, infatti, registra la maggiore crescita del Pil rispetto ai livelli pre-pandemia. E anche la crisi energetica, e i conflitti in Ucraina e Medio Oriente, non sono riusciti a minare i punti di forza di queste imprese che hanno portato il Prodotto Interno Lordo italiano ad un +3,3% nel quarto trimestre del 2019. Una performance che supera di netto quella della Spagna (+2,1%), della Francia (+1,8%) e della Germania (+0,3%).

I PUNTI DI FORZA: QUALITA’ DEL PRODOTTO E COMPETENZE
Dall’ultima analisi dell’Istat emerge che i punti sui quali si basa la competitività delle imprese italiane sono, in prima battuta, qualità e competenze. Entrando nello specifico, si nota che:

  • Il 73,2% delle piccole imprese tra 10 e 49 addetti fanno leva sulla qualità del prodotto o del servizio offerto
  • Il 47,7% indica professionalità e competenza del personale. Questi due fattori competitivi, però, sono diffusi in modo omogeneo nelle diverse classi dimensionali d’impresa
  • Il 33,4% segnala, come punto di forza, il prezzo di vendita
  • Il 18,7% si concentra sulla flessibilità nella produzione di beni e fornitura di servizi
  • Il 17,5% segnala come fattore competitivo un’offerta diversificata di beni e/o servizi
  • Il 9,4%, poco meno di una piccola impresa su dieci, indica la localizzazione dell’impresa
  • Il 9,1% evidenzia i processi di innovazione che derivano dall’introduzione di beni e/o servizi nuovi o migliorati
  • Il 4,2% inserisce, tra i fattori competitivi, l’estensione della rete distributiva

I SETTORI E I FATTORI DELLA COMPETITIVITA’
La qualità del prodotto e la flessibilità produttiva sono fattori che si trovano, con valori percentuali più elevati:

  • Nella manifattura: la prima è al 79,8% (6,6 punti sopra la media), mentre la seconda è al 31,5% (12,8 punti sopra la media)
  • Nel settore delle Costruzioni, dove svettano le competenze professionali: 59,1%; 11,2 punti sopra alla media
  • Nel Commercio. Qui i fattori più forti sono il prezzo e la diversificazione della gamma offerta: il primo al 41,2% (7,9 punti sopra alla media), mentre la seconda al 23,2%; 5,1 punti sopra alla media

LE PICCOLE IMPRESE SONO IL MOTORE DEL MADE IN ITALY
Dice Marco Granelli, presidente di Confartigianato: «Ancora una volta abbiamo la conferma che le piccole imprese sono il “motore” del Made in Italy che, però, va alimentato con il carburante della fiducia. Dobbiamo quindi ripartire dagli artigiani e dalle piccole imprese diffuse sul territorio. Va riconosciuto e concretamente sostenuto questo loro ruolo con politiche economiche capaci di valorizzarne la qualità, l’innovazione, la capacità competitiva e di eliminare i tanti ostacoli che intralciano il cammino degli imprenditori».