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Made in Italy: le Pmi in pole position con Germania e Cina. E la Cina fa il botto con il cobalto

Made in Italy: le Pmi in pole position con Germania e Cina. E la Cina fa il botto con il cobalto

VIAGGIO LUNGO LE ROTTE DEL COBALTO
Ne scrive il Sole 24 Ore: “Apprezzato fin dall’antichità, in passato è stato un bene raro, tanto da scatenare la competizione tra Venezia e Anversa”. Oggi, il cobalto – insieme a nikel, alluminio, litio e terre rare – è una fra le materie prime più importanti per la transizione energetica. Perché è un elemento fondamentale nelle batterie delle automobili elettriche e lo è per il funzionamento dei telefoni cellulari. Inoltre, lo si usa nell’acciaio per strumenti da taglio particolari, nelle superleghe (turbine a gas), come catalizzatore per l’industria chimica e petrolifera, per gli elettrodi delle batterie per gli accumulatori. Inoltre, è impiegato come additivo alimentare per gli animali da allevamento, in medicina, in alcune protesi dentarie. I maggiori produttori al mondo di cobalto sono la Repubblica Democratica del Congo, la Cina, lo Zambia, la Russia e l'Australia. La domanda di cobalto dovrebbe esplodere nei prossimi anni: oltre le 300mila tonnellate all’anno entro il 2025.

MADE IN ITALY: RECORD CON GERMANIA E CINA. CROLLO CON L’INGHILTERRA

Export

Lo si legge sulla Discussione: “La Germania e la Cina si rivelano i primi mercati di destinazione del Made in Italy. A segnalare rispettivamente l’aumento dell’8,2% e del 21,4% è la Confartigianato sulla base dei dati Istat”. Nei primi cinque mesi del 2021, l’export supera del 23,9% lo stesso periodo del 2020. Sui maggiori mercati si registra la migliore performance in Cina con +21,4%, Paesi Bassi con +20,1%, Belgio con +18,1%, Polonia con +17,5% e Turchia con +14,4%. Si recupera anche con la Germania, primo mercato di destinazione del Made in Italy, con un aumento dell’8,2%. Crollano le esportazioni verso la Spagna (-1,6%) e si registra un forte ritardo, rispetto ai livelli del 2019, in India (-10,3%) e nel Regno Unito (-14,8%). Tra le prime 10 province per export verso la Germania, con vendite di prodotti manifatturieri superiori nel primo trimestre 2021 rispetto allo stesso periodo del 2019, troviamo Bergamo, Vicenza, Roma, Verona, Treviso, Bologna e Modena.

FIERE, IN ARRIVO 130 MILIONI DALLA UE
I limiti imposti dal “de minimis” mettono il freno al Sistema Fiere italiano. Nel 2020, il Covid ha cancellato 700 manifestazioni con una perdita di fatturato del 75% rispetto al 2019 e 300 milioni di costi fissi non coperti. I primi quattro operatori fieristici – Fiera Milano, BolognaFiere, Italian exhibition group e Veronafiere – hanno un fatturato complessivo di 700 milioni, ma i ristori sono in ritardo e, anche a pieno regime, “il sostegno massimo complessivo in favore dei quattro poli non potrà superare i 40 milioni di euro, a fronte di 170 milioni di perdite registrate solo nel 2020”, si legge su MFfashion. Colpa dei limiti imposti dal “de minimis”, che prevedono un’erogazione massima di 10 milioni di euro per richiedente e che la Germania ha superato appellandosi alla deroga in caso di “calamità naturali ed eventi eccezionali”. Anche l’Italia attende l’o dalla Commissione europea a non dover sottostare al regime “de minimis”: in caso di risposta positiva, il Sistema Fiere Italia potrà attingere a 130 milioni di euro totali.

EVASIONE, ECCO DOVE COLPIRA’ IL FISCO
Guardia di Finanza e agenzia delle Entrate rivedono insieme gli indici di rischio per contrastare frodi e illeciti tributari.

Fisco

Ad oggi sono state bloccate compensazioni indebite per 1,2 miliardi di euro. Fare accesi su 4mila posizioni che hanno chiesto il bonus Ricerca & Sviluppo. E’ il sole 24 Ore ad entrare nel merito delle nuove priorità della lotta all’evasione:

  • Indebite compensazioni. Il Fisco si è concentrato sull’utilizzo in compensazione di debiti tributari e previdenziali con crediti di imposta inesistenti a seguito di atti di accollo del debito, come pure la compilazione di deleghe di pagamento con un import dovuto pari a pochi centesimi di euro.
  • Commercio elettronico. Nel mirino è finito anche il boom registrato dall’e-commerce nel pieno della pandemia e coloro che, pur con volumi di vendita molto rilevanti, non hanno presentato dichiarazioni dei redditi e Iva.
  • Lettere di compliance. Le analisi interessano anche i soggetti destinatari delle comunicazioni per l’adempimento spontaneo che non hanno giustificato anomalie comunicate o non hanno modificato il loro comportamento a seguito dell’invito dell’Agenzia.
  • Contributi a fondo perduto. Con un protocollo d’intesa sottoscritto nel novembre 2020, sono state sviluppate analisi del rischio mirate sul diritto di accesso ai contributi a fondo perduto erogati con i provvedimenti emergenziali.