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Manovra di bilancio: Confartigianato chiede l’equilibrio tra rigore e crescita

Manovra di bilancio: Confartigianato chiede l’equilibrio tra rigore e crescita

Bruxelles chiama e l’Italia risponde: per rimettere a posto i conti pubblici del nostro Paese, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato una manovra che richiederà «sacrifici da tutti». Cittadini e imprese, grandi e piccole. Il richiamo è all’articolo 53 della Costituzione, secondo cui «tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva».

NON DELUDERE GLI IMPRENDITORI
Confartigianato, però, ha chiesto alle Commissioni congiunte di Bilancio e Camera di «mantenere l’equilibrio tra rigore e crescita economica». Secondo la Confederazione, infatti, è cruciale che la manovra finanziaria per il 2025 mantenga un focus sullo sviluppo, garantendo scelte che non compromettano il percorso di rilancio delle imprese e del Paese. Il contesto economico, segnato da costi energetici elevati e incertezze geopolitiche, richiede un approccio responsabile, senza tornare a politiche di austerity che hanno storicamente deluso le aspettative degli imprenditori.

LE RICHIESTE DI CONFARTIGIANATO
Confartigianato sollecita un impegno concreto per sostenere la competitività dell’artigianato e delle piccole imprese, valorizzando sia le produzioni tradizionali che le attività innovative e creando un contesto favorevole con:

  • La riduzione della pressione fiscale e del costo del lavoro
  • La semplificazione della Pa
  • Misure per facilitare l’accesso al credito
  • Politiche formative adeguate al fabbisogno di competenze delle imprese
  • Un sistema di incentivi realmente accessibile
  • La piena attuazione del Pnrr

POLITICHE FISCALI
Su questo fronte, la Confederazione sottolinea la necessità di completare la riforma fiscale per ridurre il carico tributario sulle imprese, rendere stabili per i prossimi tre anni gli incentivi per interventi edilizi e di riqualificazione energetica anche in vista dell’entrata in vigore della direttiva Case green, estendere l’abolizione dell’IRAP alle società di persone.

POLITICHE DEL LAVORO
Gli interventi, in questo caso, dovranno essere diretti a ridurre il cuneo fiscale sul lavoro, sostenere gli investimenti delle imprese sulle competenze potenziando l’apprendistato professionalizzante, introdurre la decontribuzione totale per i primi tre anni di contratto applicato dalle imprese artigiane e dalle imprese fino a 9 dipendenti, favorire l’alternanza scuola-lavoro.

FONDO CENTRALE DI GARANZIA E INCENTIVI
Oltre a misure dedicate ai settori della moda e dell’automotive, che stanno soffrendo più di altri le difficoltà di questa fase economica, vengono sollecitati il perfezionamento della riforma del Fondo Centrale di Garanzia e una nuova legge sui Consorzi Fidi, per migliorare le condizioni di accesso al credito da parte delle micro e piccole imprese. Così come viene richiesta la semplificazione del sistema degli incentivi per renderli facilmente fruibili dai piccoli imprenditori.