
La manovra verrà presentata oggi alla Camera e l’attenzione va, quasi tutta, alla tassa sugli extraprofitti che, nell’ultima versione del testo, è diventata un’addizionale Ires con aliquota al 50%. Ma sotto i riflettori ci sono anche le misure contro il caro bollette, il taglio del cuneo fiscale, i sistemi di pagamento (dall’innalzamento del tetto al contante ai Pos) e il Fondo per il sostegno alle filiere produttive del Made in Italy. Vediamole:
Ridefinizione della norma sugli extraprofitti
La nuova tassa varrà soltanto per il 2023 e sarà pari al 50% dell'incremento di reddito complessivo Ires superiore di almeno il 10% rispetto alla media dei redditi complessivi conseguiti nei quattro periodi d'imposta precedenti al 2023. Il contributo straordinario sarà dovuto fino a un massimo del 25% del valore del patrimonio netto alla data di chiusura dell'esercizio 2021. Il contributo resta indeducibile ai fini delle imposte indirette e dell'Irap.
Le imprese chiamate a versare il contributo, circa 7mila, svolgono vendita dei beni, produzione di energia elettrica, attività di produzione di gas metano o di estrazione di gas naturale. Ma in elenco ci sono anche aziende che rivendono energia elettrica, gas metano e gas naturale e che svolgono produzione, distribuzione e commercio di prodotti petroliferi. Il contributo è dovuto anche dai soggetti che, per la successiva rivendita, importano a titolo definitivo energia elettrica, gas naturale o gas metano, prodotti petroliferi o che introducono nel territorio dello Stato questi beni provenienti da altri Stati dell'Unione europea.
Fuori i costi per il nucleare dagli oneri in bolletta
Sono fuori dalla bolletta elettrica le spese per lo smantellamento del nucleare. Il primo cambiamento negli oneri di sistema che pesano sulla bolletta elettrica niente hanno a che fare, però, con i consumi della luce di imprese e famiglie. Per procedere nella stessa direzione, Arera propone che siano evidenziati altri oneri pesanti ancora presenti in bolletta.
Lo stop degli oneri di sistema sulle bollette
La legge di bilancio conferma lo stop degli oneri di sistema sulle bollette del primo trimestre 2023 delle utenze non domestiche in bassa tensione, per altri usi, con potenza disponibile fino a 16,5 KW. La misura vale anche per le famiglie.
Sconto Iva e bonus contro il caro bollette
Anche per il primo trimestre 2023 saranno potenziati i crediti di imposta riservati a energivori e gasivori, ma anche alle piccole attività e ai consumatori industriali caratterizzati da elevati consumi di metano. Altre risorse saranno utilizzate per allargare, dal 40 al 45%, l’aliquota riservata ai non gasivori. Per bar, ristoranti ed esercizi commerciali l’aliquota passerà dal 30 al 35%. Si conferma, per i primi tre mesi del 2023, la riduzione al 5% dell’Iva sul gas per gli usi industriali e civili.
Taglio del cuneo fiscale al 3%
Il governo ha confermato il taglio del cuneo contributivo del 2% per le retribuzioni lorde fino a 35mila euro annui. Un’ulteriore sforbiciata, dell’1%, interesserà la retribuzione imponibile – parametrata su base mensile per tredici mensilità – fino a 1.538 euro (20mila euro annui).
Esonero dai contributi per le imprese che assumono under 36
Nella manovra è previsto l’esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro per un massimo di 36 mesi nel limite annuo di 6mila euro che assumano stabilmente giovani che non abbiano compiuto 36 anni o apprendisti o donne.
Esonero dai contributi per le imprese che assumono percettori del RdC
Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2023, l’esonero del versamento del 100% dei contributi previdenziali con importo massimo di 6mila euro interesserà anche gli imprenditori che assumeranno con contratto a tempo indeterminato i percettori del Reddito di cittadinanza.
Contante e Pos
Dal 2023, la soglia del contante salirà a 5mila euro. Le sanzioni per commercianti ed esercenti che rifiutano i pagamenti con il Pos, dovrebbero scattare solo se l’importo da saldare supera i 60 euro. Si ricorda che la doppia sanzione sul Pos (fissa da 30 euro più una variabile del 4%) è entrata in vigore il 30 giugno scorso in anticipo rispetto all’originaria decorrenza del 1° gennaio 2023. Ora si punta a mettere una soglia per la sanzione sul rifiuto dei pagamento con carta a 60 euro.
Il Fondo per la tutela del Made in Italy
In Manovra dovrebbe entrare il Fondo per il potenziamento delle politiche industriali di sostegno alle filiere produttive del Made in Italy. I settori interessati devono ancora essere definiti, ma già si parla di tessile, alimentare, arredamento, automazione. Il fondo servirà per alimentare le misure di un disegno di legge delega per la promozione, la valorizzazione e la tutela del Made in Italy che sarà collegato alla legge di bilancio.
Premi di produttività detassati
Per i dipendenti aliquota al 5% per premi di produttività fino a 3.000 euro.
Flat tax incrementale per i lavoratori al 15%
Introduzione per i lavoratori autonomi di una flat tax incrementale al 15% con una franchigia del 5% e un tetto massimo di 40.000 euro.
Rottamazione cartelle
Tra le misure dovrebbe trovare posto anche la discussa tregua fiscale. Si parla dello stralcio delle cartelle sotto i mille euro e del saldo di una parte di quelle di importo superiore. Prevista una nuova rottamazione per i debiti emessi dal 2015 in poi e un nuovo piano di rateazione per i soggetti decaduti dalla precedente definizione agevolata.
Plastic e Sugar tax
Per il 2023 è stata sospesa l’entrata in vigore di Plastic e Sugar tax, le imposte sui prodotti in plastica monouso e sulle bevande zuccherate.
Rifinanziato il fondo per 1 miliardo per il 2023
Il fondo garantisce tutte le operazioni finanziarie direttamente finalizzate all’attività d’impresa concesse da un soggetto finanziatore (banca o altro). Prorogato bonus Ipo, il credito imposta per favorire la quotazione delle Pmi in borsa.
Modifiche al regime forfettario
La Manovra innalza da 65.000 euro a 85.000 euro il limite di ricavi o compensi di cui al comma 54 della legge n. 190 del 2014, che costituisce uno dei requisiti di accesso e permanenza nel regime forfetario per lavoratori autonomi e Partite Iva. Il nuovo limite si applicherà a partire dal periodo d’imposta 2023.