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Matteo Colombo: «La casa del futuro? Le tecnologie ci sono, mancano le competenze»

Matteo Colombo: «La casa del futuro? Le tecnologie ci sono, mancano le competenze»

L’estate 2026, con una temperatura media di 24,3° C, superiore al primato del 2003 di 23,6° C, ha innescato una corsa agli impianti di raffrescamento che non si è ancora fermata. Matteo Colombo, co-titolare della Baldina Srl, azienda con sede a Tradate, quaranta dipendenti (quindici solo in ufficio) e quarant’anni di attività nel settore degli impianti, ha appuntamenti fino a fine novembre: «Le richieste per il raffrescamento sono cresciute del 30% contro una diminuzione del 40% di interventi sulle caldaie. La ragione è tecnologica ed economica. Tecnologica, perché la pompa di calore la si usa sia per raffrescare che per riscaldare. Economica, perché sul nuovo impianto si recupera in dieci anni il 50% della spesa. Con il Conto Termico 3.0, invece, si risparmia sulla sostituzione del vecchio. Per quanto riguarda l’assistenza tecnica registriamo sedicimila interventi all’anno. Giornalmente, abbiamo superato le mille richieste per interventi sui vecchi impianti».

I NUOVI TARGET DEL MERCATO: DOPO CASE E CAPANNONI, ECCO ASILI E SCUOLE

Non è solo una questione di clima: «Si tratta di un effetto domino: le temperature in salita spingono l’efficientamento energetico, gli edifici ad emissioni zero - obiettivo della Direttiva “case green” (EPBD 2024/1275) dell'Unione Europea – pesano meno sui consumi, abitazioni e imprese a bassi consumi acquistano un valore maggiore sul mercato. Entro il 1° gennaio 2030, abitazioni e capannoni di nuova costruzione dovranno adeguarsi alla Direttiva. In pratica, dopodomani», sottolinea Colombo.

Il patrimonio edilizio italiano – secondo Enea, oltre il 60% è stato costruito prima del 1976 e una quota significativa interessa proprio le imprese nate tra la fine degli anni Cinquanta e il Boom economico - sta aprendo le porte ad un nuovo mercato: «Il raffrescamento nelle imprese è ormai qualcosa di imprescindibile: nei reparti produttivi di alcune realtà, dove si usano ancora gli aerotermi ad aria calda, abbiamo registrato temperature superiori anche ai 40 gradi. Le macchine reversibili caldo-freddo sono ormai indispensabili». Tra i nuovi target del settore ci sono anche asili e scuole, che «devono essere pronti per la prossima stagione estiva. Per il Comune di Varese siamo già intervenuti in tre materne (che restano aperte fino a luglio inoltrato) con impianti di climatizzazione, mentre negli altri istituti si stanno programmando i primi interventi».


POCHI GIOVANI: CHI HA LE GIUSTE COMPETENZE VALE ORO

L’approfondimento di Confartigianato Imprese Varese, “La casa del futuro”, parte dal clima per arrivare altrove: cambiano le abitudini, le esigenze e le aspettative di cittadini, imprenditori e lavoratori. E le competenze: «La formula “+ lavori = + margini” non regge: attrarre i giovani è difficile, ed è per questo – prosegue l’imprenditore - che i professionisti più esperti fanno valere la loro forza sul mercato chiedendo stipendi più alti. Questo incide su costi e margini. Le faccio un esempio: l’uscita di un tecnico caldaista si aggira su euro 45/h, mentre un frigorista (specialista del circuito frigo, contenuto anche nelle pompe di calore) con competenze acquisite in dieci anni, arriva a € 60/h. Su una villetta di circa 250 metri quadrati, si tratta di lavori della durata di due giorni con una squadra anche di quattro specialisti. E tutti devono essere dotati di Patentino FGas, personale o aziendale. Alla Baldina Srl puntiamo sulla formazione interna affidata ai capi tecnici e su corsi specifici organizzati dai maggiori brand del mercato. L’assistenza tecnica, però, interessa anche marchi venduti nei Centri commerciali».

Le competenze si raddoppiano: devi saper lavorare sulle pompe di calore, ma anche sulle caldaie.

IL PREVENTIVO DEVE ESSERE REALE: IL CLIENTE CHIEDE CERTEZZE. E LA IA AIUTA

Lo stesso fai-da-te ha dato un’accelerazione agli interventi di assistenza: «Le richieste sono aumentate del 50%, ma in questi casi prima dell’uscita del tecnico si chiede un report fotografico dell’installazione. Il problema comune è l’assenza di certificazioni di conformità e lavori a norma di legge. E sia sul nuovo, che sul vecchio, il lavoro preventivato deve coincidere con quello effettuato realmente perché il cliente chiede certezze. Non esiste una installazione standard, ed è per questo che non ci affidiamo ai preventivatori on-line: l’Intelligenza Artificiale aiuta nel definire un prezzo ipotetico che, però, deve essere confermato dal nostro sopralluogo».
La IA, però, c’è: «Alla Baldina Srl, un gestionale con IA ci aiuta nell’incrociare le competenze necessarie per un determinato lavoro con gli spostamenti dei tecnici in zona. Inoltre, indica le esigenze dei clienti – il nostro database è composto da settantamila contatti – senza doverli chiamare uno ad uno».

COME EVITARE GLI ERRORI: SOPRALLUOGO E DIAGNOSI ENERGETICA

Il sopralluogo occupa una posizione centrale nel lavoro quotidiano di un impiantista. Proprio per evitare quegli “errori” che possono nascere da un’errata valutazione del rapporto tra costruzione e impianto di riscaldamento/raffrescamento. Matteo Colombo mette l’accento su una «corretta diagnosi energetica dell’edificio: grazie a questa si individua il generatore più efficace, ma anche la sostituzione di un impianto deve essere ben progettata. Ad aiutare il lavoro dell’impiantista sono i parametri energetici con i quali sono stati classificati gli edifici negli anni. Su una casa di sessant’anni fa, per esempio, funziona molto bene un sistema ibrido composto da caldaia a compensazione e pompa di calore. In edifici nuovi, invece, il full electric dà i maggiori risultati».

ECCO PERCHE’ SONO AUMENTATE LE RICHIESTE DI INTERVENTO

Un’errata progettazione e/o installazione fa lievitare le richieste di intervento: «L’esperienza spetta al tecnico, ma i clienti devono rendersi conto che non basta installare una macchina più potente per risolvere il problema del caldo: se il dimensionamento dell’impianto è in difetto, si rischiano ammanchi nella temperatura; se in è in eccesso, si consuma di più e questo incide sulle bollette. La prima strategia sta nel cambiare i serramenti, intervenire sul cappotto dell’edificio e coibentare il sottotetto perché il generatore, da solo, non può tagliare i consumi. E l’impiantista non è l’uomo dei miracoli. Ma anche la coibentazione sul nuovo dev’essere progettata in modo diverso: a volte, la “chiusura ermetica” degli ambienti porta al ristagno di umidità e alla comparsa di muffe. Per affrontare il problema, gli impiantisti si stanno specializzando anche nella Ventilazione Meccanica Controllata (Vmc) per eliminare l’umidità nei locali e immettere aria salubre».

DA IMPIANTISTA A CONSULENTE ENERGETICO

E si ritorna al sopralluogo, che da un lato accerta la condizione dell’impianto, o definisce le caratteristiche del nuovo da installare, e dall’altro rassicura il cliente: «L’impiantista si sta trasformando sempre più in consulente energetico e, parlando di sopralluoghi, ad oggi ne ho effettuati più di mille. Con il caldo torrido dell’estate 2026 sono saltati tutti i dimensionamenti degli anni passati. La provincia di Varese appartiene alla Zona Climatica E, che definisce le temperature di progetto da – 5 a + 20 gradi. Quest’anno, siamo arrivati a + 38: le nuove competenze si devono alleare a nuove tecnologie, nuovi materiali e ad una diversa progettazione».

COME ENTRA IL CALDO NEL PREVENTIVO

Il caldo incide sugli impianti, ma anche sugli uomini. Con l’Ordinanza n. 484/2026, Regione Lombardia ha posto il divieto di lavorare dalle ore 12:30 alle ore 16:00, ma solo nelle giornate in cui la mappa del portale Worklimate indica un livello di rischio “Alto”. Tra le categorie interessate: i cantieri edili all’aperto, il florovivaismo e le cave. Matteo Colombo: «Il nostro lavoro non è propriamente cantieristico, però in alcuni casi abbiamo iniziato gli interventi alle sette della mattina per interromperli a mezzogiorno. Il problema vero è che il caldo non può essere preventivato, quindi si aprono tre fronti: trovare professionisti che siano disposti alla flessibilità oraria, intervenire sul cambio contrattuale e predisporre nuovi preventivi. Con le temperature pazze i tempi dei lavori si allungano, e se prima un intervento si poteva finire in otto ore ora è impossibile».

LA PROFESSIONE DEL FUTURO: IL FRIGORISTA

Si torna da capo: le competenze. Perché a fare la differenza, soprattutto oggi, è la professionalità acquisita negli anni. Colombo tocca un nervo scoperto: «I giovani sono disorientati e il settore impianti è più apprezzato dai ragazzi stranieri di seconda generazione. Lo scorso anno, la Baldina Srl ha attrezzato un nuovo laboratorio all’Isis “Isaac Newton” di Varese con pompe di calore, sistemi ibridi, sistemi radianti e un bagno per educare i giovani al lavoro. Inoltre, un nostro tecnico insegna nell’Istituto due volte al mese con corsi sulle nuove tecnologie e ospitiamo studenti dell’Isiss “Don Lorenzo Milani” di Tradate per l’alternanza scuola-lavoro. La figura che farà la differenza nei prossimi dieci anni? Il frigorista. Sarà lui ad operare sugli impianti di nuova generazione».