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Metano e luce giù e superbonus per l'autonomia energetica, ma l'Europa rischia la stagflazione?

Metano e luce giù e superbonus per l'autonomia energetica, ma l'Europa rischia la stagflazione?

L’ONDA LUNGA NEI RIALZI DEI PREZZI: E’ STAGFLAZIONE?
Elementi transitori e strutturali dell’inflazione, ormai alle stelle: 7,9% negli Stati Uniti, 7,3% in Germania e 9,8% in Spagna. «Nessuno pensa che torneremo ai livelli conosciuti prima del Covid”, si legge su Il Sole 24 Ore. E uno scenario sembra prendere sempre più piede: la stagflazione. Intesa Sanpaolo ha calcolato da cosa è stata causata l’extra-inflazione di oggi (3,9 punti percentuali in più): «Due terzi sono dovuti alla componente energetica, mentre lo 0,8 punti sui 3,9 va ricercata nel settore alimentare (gravato dai maggiori costi dell’energia e dei fertilizzanti). Senza il petrolio e il gas alle stelle, in Eurozona l’inflazione sarebbe ben più bassa». Inoltre, in Europa a salire non sono i salari ma – secondo le aspettative di più persone – i prezzi: questo è un primo elemento che rischia di rendere strutturale il caro-vita. Sul quale gravano anche la de-globalizzazione e la transizione energetica. Perché basta una pandemia o una guerra per mandare in tilt le catene di approvvigionamento e, quindi, le filiere produttive lunghe e globali. Si pensa ad un rimpatrio delle produzioni, e questo farà salire i prezzi». Infine, quando l’inflazione dipende da rincaro dell’energia e delle materie prime, si distruggono i consumi. E per quanto le banche centrali alzino i tassi, i prezzi di petrolio e gas restano elevati. L’unica cosa a cui si può pensare è causare una recessione: «Diminuendo drasticamente i consumi, anche i prezzi poi calano».

MANIFATTURA, PRIMA IPOTESI DI UN SUPERBONUS PER L’AUTONOMIA ENERGETICA

Superbonus energia

La proposta arriva da Michele Fioroni, coordinatore della Commissione innovazione tecnologica digitale della Conferenza Stato-Regioni, e ne scrive Il Sole 24 Ore: «Un superbonus per le imprese manifatturiere che si rendono autonome dal punto di vista energetico, così come è stato fatto con il 110% nell’edilizia privata». Con detrazioni meno elevate, ma con coperture più alte rispetto a quanto garantito dagli iperammortamenti di Industria 4.0. Fioroni pensa a poche classi di investimento e ad un sistema di regole certe e stabili per favorire, in via prioritaria, «progetti per il fotovoltaico e l’eolico, cogenerazione e forme di efficientamento energetico come lo sono i sistemi di riutilizzo del calore prodotto nei processi produttivi, senza sottovalutare le comunità energetiche». Si parla di percorsi di autoproduzione e di efficientamento che, anche attraverso sistemi di premialità, potrebbero diventare appetibili per le imprese manifatturiere grazie al vantaggio della defiscalizzazione della bolletta energetica. Dalla platea degli aventi diritto si escludono i grandi produttori energivori.

GAS, PIANI D’ALLARME A BERLINO E VIENNA
Il Corriere della Sera scrive che «si tratta di una misura precauzionale, che allinea i Paesi

Gas

europei su fronte delle risposte comuni a un possibile taglio delle forniture di gas russo. Il cosiddetto “preallarme” o “early warning” (il primo di tre livelli: gli altri sono l’allarme e la dichiarazione di emergenza) è stato adottato da Berlino e da Vienna: i flussi di gas saranno sottoposti a monitoraggio stretto. Dopo questa notizia, il prezzo del gas spot sul mercato di riferimento, l’olandese Ttf, è risalito oltre i 120 euro a MWh». In Italia, il “preallarme” è stato ufficializzato il 26 febbraio. Le contromisure vanno «dall’obbligo per gli importatori di “tirare” al massimo i contratti alla riduzione del gas nelle centrali elettriche, dall’abbassare il livello di riscaldamento nelle abitazioni alla interruzione delle forniture di gas alle imprese fino ad intaccare la riserva strategica». Il governo italiano si è già dato la possibilità di adottare a discrezione tutte le misure. Nel frattempo, il nostro Paese ha sottoscritto un accordo bilaterale con la Germania per fare ricorso alla “solidarietà” (a pagamento) degli altri Paesi Ue «una volta esaurite tutte le contromisure disponibili».

METANO E LUCE GIU’ DEL 10%: UN PO’ DI SOLLIEVO IN BOLLETTA

Gas

Si legge su La Repubblica che «dopo sei aumenti trimestrali consecutivi le bollette sono tornate a scendere del 10,2% per quanto riguarda la luce e del 10% sul gas. Un po’ di sollievo, dunque, per imprese e famiglie. Queste ultime, tra il 1° luglio 2021 e il 30 giugno 2022 hanno visto un aumento per l’elettricità di circa 948 euro (87% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) e di circa 1.652 euro in più per quanto riguarda il gas (aumento del 71%). L’Authority ha comunicato che “nonostante la volatilità rimanga elevata, si ipotizza che nei prossimi mesi le tariffe siano comunque destinate a scendere”. Il calo delle bollette è sato reso possibile dai 19 miliardi messi in campo dal governo italiano per “congelare” una parte degli aumenti. E un ulteriore sconto arriverà con l’incasso da parte di Palazzo Chigi della tassa del 10% sugli extraprofitti delle società energetiche.