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Misure apprezzabili, ma non risolutive, per lo sblocco dei crediti: le proposte di Confartigianato

Misure apprezzabili, ma non risolutive, per lo sblocco dei crediti: le proposte di Confartigianato

L’incontro a Palazzo Chigi tra il governo e le associazioni di categoria sull’annunciato stop alla cessione dei crediti fiscali legati al Superbonus, con Confartigianato Imprese a rimarcare quelle richieste sulle quali è intervenuto più volte, ha portato ad una prima soluzione: i crediti incagliati, cioè quelli maturati e che il sistema bancario ha difficoltà ad assorbire (ad oggi si parla di 19 miliardi che pesano sulle 25mila imprese del settore delle Costruzioni), potranno essere compensati dagli istituti di credito con i versamenti di imposta che i clienti effettuano con il modello F24. In pratica, le tasse da versare allo Stato potranno essere scontate dei crediti edilizi bloccati in banca.

IPOTESI CHE VANNO NELLA GIUSTA DIREZIONE, MA NON RISOLUTIVE
Confartigianato, pur apprezzando la disponibilità al confronto da parte del Governo, considera le ipotesi prospettate come un primo passo nella giusta direzione, ma non ancora risolutive. Ed è per questo che l’Associazione chiede di agire rapidamente su due fronti, e con misure più efficaci, per sbloccare i crediti incagliati di quelle imprese che hanno effettuato lavori utilizzando lo sconto in fattura e la cessione del credito.

LE RICHIESTE DI CONFARTIGIANATO

  • Aumentare la capacità di assorbimento dei crediti da parte del sistema creditizio, permettendo alle banche di compensare i crediti da loro acquisiti con parte dei debiti contenuti nei modelli F24 presentati ai loro sportelli dalla clientela
  • Prevedere, dopo un check sull’assorbimento dei crediti da parte degli istituti di credito, l’acquisto dei crediti da parte di un acquirente pubblico di ultima istanza per la parte non acquisita. Su questa richiesta Confartigianato insiste particolarmente, perché gli interventi delle imprese di minore dimensione sono di piccoli importi, quindi poco appetibili al sistema bancario. Da qui l’esigenza di aprire ad un intervento della Cassa Depositi e Prestiti
  • Rinviare, con un provvedimento urgente, la data entro la quale è necessario aver presentato la Cila per poter mantenere la possibilità di cessione/sconto del credito: dal 16 febbraio (fissata ad oggi dal Governo) a fine febbraio 2023. Per gli interventi di edilizia libera, quella per la quale non sono richiesti titoli autorizzativi (per esempio caldaie e infissi), il Governo ha parlato dell’ipotesi di introdurre un tetto alla spesa. Confartigianato, invece, chiede che sia prevista una specifica modalità per dar prova dell’inizio dei lavori

LA CESSIONE DEI CREDITI E L’EFFICIENTAMENTO ENERGETICO
La volontà del Governo di tenere aperti i tavoli di confronto sul futuro dei bonus edilizia sarà utile anche per affrontare la proposta di Direttiva Ue sull’efficientamento degli edifici in discussione a livello comunitario. Infatti, l’obiettivo della transizione green degli edifici non potrà essere raggiunto se, insieme con un sistema delle agevolazioni sotto forma di detrazioni fiscali, non verrà mantenuta la possibilità della cessione dei crediti e dello sconto in fattura per alcune fattispecie, in particolare i soggetti con redditi bassi e privilegiando gli interventi su immobili con una classe energetica molto bassa o con ridotti requisiti sismici.

ECCO PER CHI VALE IL BLOCCO DEL CREDITO
Il Sole 24 Ore entra nel merito delle categorie interessate dallo stop alla cessione del credito:

  • Le imprese che stanno realizzando edifici frutto di demolizione con ricostruzione o di una ristrutturazione. Questi lavori, fino a pochi giorni fa, potevano accedere a due bonus specifici (al 50% o al 75%-85%), entrambi con sconto in fattura. Il mantenimento degli sconti è riservato ai soli rogiti firmati e ai preliminari già registrati al 16 febbraio
  • I piccoli lavori in edilizia libera. Per questi, in assenza di un’autorizzazione o di una comunicazione al Comune, la legge prevede che i cittadini potranno mantenere la possibilità di effettuare cessione e sconto solo se, entro il 16 febbraio, i lavori sono stati iniziati
  • Gli acquirenti che hanno sottoscritto un preliminare di acquisto prima del 16 febbraio, pensando di avvalersi dello sconto in fattura, ma che non l’hanno ancora registrato. Anche in questo caso, lo sconto in fattura non c’è più
  • I condomini che hanno svolto la parte preliminare della pianificazione dei lavori di Superbonus, ma non sono arrivati alla Cila