
PROROGA MORATORIE, ENTRO IL 15 GIUGNO DOMANDE ANCHE VIA MAIL
«Chi è titolare di una sospensione garantita potrà portarla avanti oltre la scadenza attuale del 30 giugno e arrivare fino al 31 dicembre in linea con la proroga che verrà disposta per legge, ma solo per la quota capitale e non più per gli interessi. Il richiedente, quindi, non dovrà formulare una nuova richiesta formale che – in quanto tale – potrebbe anche essere rifiutata dall’istituto di credito, ma dovrà fare una semplice comunicazione, anche attraverso una mail», si legge sul Sole 24 Ore. Il termine ultimo entro il quale inviare la comunicazione è fissato al 15 giugno. Termine oltre il quale la moratoria sarà considerata terminata. Un chiarimento necessario perché, questa volta, il mantenimento della sospensione non sarà più considerato un automatismo che cammina di pari passo con la proroga per legge, ma dovrà essere esplicitamente richiesto dal titolare.
PRESTITI GARANTITI DALLO STATO: MENO COPERTURA MA TEMPI PIU’ LUNGHI
Oltre alle moratorie, si prorogano anche i prestiti garantiti dallo Stato. «La norma, infatti, prevede la possibilità di allungare i prestiti ma a fronte di una riduzione della copertura delle garanzie dal 90 fino al 60% a seconda delle durate. Per i prestiti fino a 30mila euro, dal 1° luglio non viene più garantita una copertura al 100% ma al 90%», scrive il Sole 24 Ore. Il correttivo dovrebbe limitare il taglio della garanzia solo ai nuovi prestiti e non alle ristrutturazioni o ai finanziamenti già in essere che richiedono un allungamento temporale. La decisione di diminuire la copertura delle garanzie deriva dai negoziati con Bruxelles, «che ha concesso l’allungamento dei prestiti oltre i 6 anni, ma ha richiesto un segnale di riduzione delle misure di aiuto pubbliche».
CREDITO, SACE ESTENDE LA SUA GARANZIA ITALIA
Lo si legge su Italia Oggi: «Estesa fino al 30 giugno la garanzia cosiddetta “Italia” sui finanziamenti concessi alle imprese colpite dall’emergenza Covid-19. Gli incentivi economici con garanzia di stato concessi dai soggetti finanziatori sono disponibili per qualsiasi tipologia di impresa, indipendentemente dalla dimensione, dal settore di attività e dalla forma giuridica». Possono beneficiare della garanzia le imprese che non erano in difficoltà al 31 dicembre 2019 ma che si sono trovate in difficoltà successivamente; le imprese che hanno già utilizzato il fondo centrale di garanzia fino a completa capienza; imprese che hanno già esaurito il plafond delle garanzie rilasciate da Ismea. La durata dei finanziamenti non potrà essere superiore ai 6 anni e, quindi, non potrà estendersi oltre il 30 giugno 2027. Le imprese potranno avvalersi di un preammortamento di durata fino a 36 mesi.
FONDO PERDUTO, PER LE PARTITE IVA GLI AIUTI ARRIVANO A 23 MILIARDI
«La nuova puntata degli aiuti a fondo perduto sarà chiamata a muovere poco più di 14 miliardi, portando a 23 il conto complessivo prodotto dai due decreti intitolati ai “sostegni”», scrive il Sole 24 Ore. Sul piano pratico, l’architettura del fondo produce un complesso di aiuti che scendono al crescere della dimensione d’impresa. Alcuni esempi proposti dal quotidiano economico: «Nel caso di una partita Iva da 90mila euro, che abbia visto scendere il volume d’affari di 50mila euro nel 2020 rispetto al 2019, la macchina degli aiuti offe due assegni da 2.500 euro. Dal momento che il calo annuo cresce a 55mila euro prendendo come riferimento il periodo 1° aprile 2020 – 31 marzo 2021 rispetto ai 12 mesi precedenti, il nuovo provvedimento assicurerà una piccola integrazione, calcolata sulla differenza di 5mila euro fra i due confronti. Il risultato è 250 euro». Un aiuto pari al 10,5% delle perdite e al 5,8% del fatturato precrisi.
SUPERBONUS SALVO: SI’ ALLA CESSIONE PARZIALE DEI CREDITI AZIENDALI
Lo si legge sul Messaggero: «Salvo il Superbonus per le aziende attraverso la cessione parziale dei crediti da impegnare nelle ristrutturazioni. Quindi, dopo lo stop partito dalla Ragioneria di Stato – che gettava ombre sul 110% ordinario riservato ai privati e sugli altri bonus edilizi che sfruttano lo stesso meccanismo della cessione del credito – ora si procede verso il ripristino della misura in grado di movimentare 20 miliardi di liquidità. La soluzione dovrebbe superare i timori di un aumento del debito connesso con la possibile applicazione di Eurostat (l’autorità statistica europea) di un diverso trattamento contabile a questa voce, facendola pesare sui conti pubblici». Ora rientra in pista la possibilità di cedere a terzi, comprese le banche, il credito di imposta. E per il cessionario, la possibilità di utilizzarlo in compensazione.