
GREEN PASS: NO PER EDICOLE E ALIMENTARI, SI’ PER ANDARE DAL TABACCAIO
La lista delle attività nelle quali si potrà accedere senza green pass è ormai pronta. E tra oggi e domani Mario Draghi firmerà il decreto che “consentirà anche a chi deve affrontare questioni urgenti di giustizia di poter entrare negli uffici senza dover esibire la certificazione”, scrive il Corriere della Sera.
CARO ENERGIA, LO CHOC 2021 E’ IL TERZO PIU’ ELEVATO DOPO IL 1974 E IL 1979

Il rialzo registrato nel 2021 nei prezzi dell’energia elettrica e del gas è il più alto degli ultimi 42 anni. “Uno degli anelli di trasmissione degli effetti recessivi – si legge sul Quotidiano Energia – è rappresentato dalla bolletta energetica. L’Italia è il Paese dell’Unione europea che nei primi dieci mesi del 2021 segna il più marcato peggioramento del deficit energetico, con 11,6 miliardi di euro di maggiori importazioni nette. Ma a peggiorare la situazione è la ricaduta sui consumi delle famiglie dei più elevati prezzi al consumo: a dicembre 2021 l’indice sale al 4,2% in Italia. Fanno peggio di noi Spagna (6,7%) e Germania (5,7%)”. Quasi due terzi, il 64,9%, dell’aumento dei prezzi nell’Eurozona è determinato dai beni energetici: per la famiglia tipo, tra il 1° aprile 2021 e il 31 marzo 2022 il prezzo dell’energia sale del 68% rispetto ai 12 mesi precedenti; quelli del gas del 64%. Per le imprese, infine, questa esplosione di costi riduce il valore aggiunto della manifattura e preme sui prezzi alla produzione: nel mese di novembre 2021, al netto dell’energia, questi salgono dell’8,9% (un tasso di variazione mai raggiunto dal 2001).
INFLAZIONE AL 3,9% E INDUSTRIE ALIMENTARI IN AFFANNO: SI FERMANO LE FABBRICHE
Lo si legge sul Sole 24 Ore sulla base dei dati Istat: “Inflazione in netta crescita del 3,9%

con un aumento mensile dei prezzi al consumo dello 0,4% ai massimi dal 2008”. Ma l’accelerazione è dettata anche dai prezzi dei beni alimentari, sia lavorati (da +1,4% di novembre a +2%) sia non lavorati (da +1,5% a +3,6%). E così si fermano le fabbriche, “perché tenere accese le macchine è difficile quando la bolletta del metano, nel giro di 5 mesi, è passata da 2.280 euro a 12.720 euro al giorno. A questo si aggiunge l’aumento del costo della plastica, del cartone, dei pallet, degli imballaggi in carta, del legno e della logistica: i costi dei container sono triplicati e la loro disponibilità si è ridotta. Poi, c’è anche l’aumento del costo dell’energia usata per la refrigerazione”. Insomma, “i tanto temuti blocchi dell’industria alimentare sono cominciati: i produttori, schiacciati da costi sempre più crescenti, ora delle materie prime e ora dell’energia – continua il quotidiano economico – hanno cominciato ad andare in perdita. E là dove non riescono a scaricare una parte degli aumenti sui consumatori finali (da qui la fiammata dell’inflazione), spengono i motori”.
BOLLETTE: ALLO STUDIO UN DECRETO DA 4-5 MILIARDI

Il governo starebbe lavorando su un intervento da 4-5 miliardi: “Stavolta il focus sono le imprese, rimaste fuori dall’ultima manovra che ha riguardato le famiglie e i nuclei più vulnerabili”, scrive il Sole 24 Ore. Le ipotesi sul tavolo sono diverse. La prima è quella di destinare al caro-energia i proventi delle aste CO2, che sono vincolati quanto a destinazione per decreto e che nel 2021 hanno cubato 2,5 miliardi di euro. La seconda prevede di accantonare scorte strategiche di gas per le imprese, di utilizzare l’extragettito delle accise e di tassare gli extraprofitti delle società energetiche (ma qui bisogna evitare di “colpire” chi ha siglato contratti a lungo termine e non ha beneficiato degli aumenti dei prezzi del gas). Terza ipotesi: intervenire nuovamente sugli oneri di sistema. Su lato elettricità, “si era azzerato il fardello solo per le famiglie e le microimprese (quelle con potenza disponibile fino a 16,5 kilowatt), ma ora si sta pensando di innalzare l’asticella per includere anche le aziende più grandi”. Pensando alle risorse da mettere in campo, una domanda è lecita: più grandi di quanto?