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Bonus edilizi: norme sulla quarta cessione retroattive, ma le imprese sono caute

Bonus edilizi: norme sulla quarta cessione retroattive, ma le imprese sono caute

Un altro passo è stato fatto: la legge di conversione del Decreto Semplificazioni fiscali – domani dovrebbe arrivare in Senato per l’ultima approvazione – ha segnato una modifica importante. Questa: le nuove norme sulla quarta cessione dei crediti ora sono retroattive. Cioè si applicano a tutti i crediti presenti nei cassetti fiscali, anche a quelli comunicati prima del mese di maggio 2022.
Ad entrare nel merito della questione è il Sole 24 Ore: «La nuova quarta cessione è stata regolata dalla legge di conversione del Decreto Aiuti: le banche e le società appartenenti a gruppi bancari possono cedere i loro crediti a soggetti diversi dai consumatori che siano anche loro correntisti. In base a questa regola, tutte le partite Iva possono fare da valvola di sfogo per il mercato, aumentandone la capienza».

SUPERBONUS 110%: UN VALORE ECONOMICO DI 124,8 MILIARDI DI EURO
Dopo un andamento a yo-yo delle normative riguardanti i bonus edilizi, soprattutto il Superbonus al 110% (sedici aggiustamenti in 24 mesi di vita), il governo punta alla ripartenza del settore edile. Che, proprio grazie a queste agevolazioni, ha generato un valore economico di 124,8 miliardi di euro (il 7,5% del Pil italiano). A porre l’accento sull’accelerata economica data dal Superbonus è Nomisma. Dei 124,8 miliardi:

  • 56,1 miliardi hanno preso corpo nel settore edilizio e nell'indotto (per la creazione di semilavorati, prodotti intermedi, servizi)
  • Altri 25,3 miliardi grazie "alla catena di azioni e reazioni indotte dalla produzione del prodotto costruzioni"
  • Infine, 43,4 miliardi come stipendi e consumi finali di tutte le persone impiegate nell'attività di ristrutturazione

I miliardi già investiti sono stati 38,7 e hanno aumentato di 410 mila unità gli occupati del settore edilizio e di 224 mila quelli dei settori collegati (per un totale di 634 mila in più). Se guardiamo alle famiglie, 483mila nuclei con reddito medio-basso (sotto i 1.800 euro) hanno avuto l’occasione, grazie al Superbonus, di effettuare lavori di riqualificazione energetica profonda alla propria abitazione a costo zero. Inoltre, i 147.242 cantieri conclusi hanno consentito un incremento del valore immobiliare di almeno 4,8 miliardi, (nell’ipotesi in cui tutte le unità immobiliari riqualificate partissero dalle classi energetiche inferiori).

IMPRESE CAUTE
Nonostante gli istituti di credito si stiano preparando alla ricessione dei crediti, per dare alle imprese la possibilità di acquistarli dalle banche per pagare le proprie imposte, da parte delle aziende si registra ancora una certa cautela. Sono queste, infatti, «a dimostrare ancora scasa fiducia verso un sistema di regole che, nel corso degli ultimi mesi, ha garantito poca stabilità». E’ questa ad aver frenato Cassa Depositi e Prestiti che, per ora, resta alla finestra in attesa di tornare sul mercato della cessione. Inoltre, alcuni operatori bancari definiscono «non adeguate» le soluzioni individuate dal Decreto Semplificazioni.

LA DILIGENZA DI CHI ACQUISTA I CREDITI
Sotto i riflettori c’è la circolare dell’Agenzia delle Entrate 23/E, che pone l’accento sulla diligenza necessaria da parte di chi acquista i crediti e sulla possibile responsabilità solidale rispetto a eventuali frodi in caso di controlli poco attenti. Per alcuni istituti di credito, i criteri individuati dall’Agenzia non sono chiari e così mancano ancora le indicazioni dettagliate su cosa fare. Insomma, la circolare propone parametri indefiniti. A scriverne è ancora il Sole 24 Ore: «La circolare 23/E ha spiegato che la diligenza di chi acquista i crediti va valutata anche guardando all’eventuale incoerenza reddituale, e patrimoniale, tra il valore e l’oggetto dei lavori asseritamente eseguiti e il profilo dei committenti beneficiari delle agevolazioni».

IL RISPARMIO
Secondo i dati Nomisma, ogni beneficiario del Superbonus ha ottenuto un risparmio medio annuo di 500 euro in bolletta. Inoltre, l’agevolazione ha limitato l'impatto ecologico dei cantieri con una riduzione di 979 mila tonnellate di CO2 emesse. Con l’installazione di pannelli fotovoltaici e solari, poi, sono stati immessi in consumo ben 106 milioni di kW annui di energie rinnovabili, con una previsione di inserimento di ulteriori 37 milioni per i cantieri ancora in attivazione.