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Covid, come gestire viaggi, trasferte e trasporto merci all’estero in sicurezza

Covid, come gestire viaggi, trasferte e trasporto merci all’estero in sicurezza

IN AGGIORNAMENTO – Come da diversi mesi a questa parte, pubblichiamo l’aggiornamento sulle disposizioni per i transiti, il turismo e il lavoro all’estero conseguenti alla diffusione del Covid-19. In seguito all’incremento dei contagi, infatti, molti Paesi hanno adottato misure restrittive necessarie ad arrestare la pandemia.

Le informazioni sono a cura del servizio Estero di Confartigianato Artser.

AUSTRIA
“LOCKDOWN TOTALE” DAL 26 DICEMBRE 2020 AL 17 GENNAIO 2021

Dal 26 dicembre 2020 al 17 gennaio 2021 vige un “lockdown totale” che prevede un “coprifuoco generale” 24 ore su 24 nonché la chiusura

di tutte le attività commerciali non essenziali (con possibilità del “click and collect” di merce ordinata on-line)

delle scuole di ogni ordine e grado (con didattica a distanza dal 7 al 15 gennaio 2021)

della gastronomia

delle istituzioni culturali e sportive

delle strutture ricettive etc.

Per maggiori dettagli sulle disposizioni in vigore durante il lockdown totale si prega di leggere le informazioni riportate al punto 1) MISURE ADOTTATE IN AUSTRIA (divieti, restrizioni, contatti e link utili)

Ingresso in Austria con obbligo di quarantena di 10 giorni dai Paesi UE/SEE considerati “a rischio Covid”

L’ingresso dai Paesi UE/SEE, dalla Svizzera, dal Regno Unito, da Andorra, Monaco e San Marino considerati a “rischio Covid” è consentito con restrizioni, ovvero con obbligo di quarantena di 10 giorni.

Pertanto tutte le persone che fanno ingresso in Austria da uno di tali Paesi “a rischio covid” (tra cui l’ITALIA) sono tenute a sottoporsi ad una quarantena di 10 giorni dopo l’ingresso in Austria. Dopo 5 giorni la quarantena potrà essere interrotta, qualora un test PCR oppure un test antigenico risulti negativo.

POLONIA
Per il periodo compreso tra il 28 dicembre 2020 e il 17 gennaio 2021 sono previste in Polonia nuove misure restrittive, incluso l’obbligo di quarantena di 10 giorni per coloro che arrivano nel Paese con trasporto pubblico. Per maggiori informazioni in merito alle limitate eccezioni a tale regola si rimanda al  sito dell’Ambasciata d’Italia a Varsavia (https://ambvarsavia.esteri.it/Ambasciata_Varsavia/it/ambasciata/sala-stampa/avvisi-e-informazioni/coronavirus-covid-19-informazioni.html). Per le misure previste sul territorio nazionale nello stesso periodo, si rimanda invece alla sezione sanitaria di questa scheda.
Le misure in questione sono oggetto di continui aggiornamenti, per i quali si consiglia di consultare  il sito dell’Ambasciata d’Italia a Varsavia (https://ambvarsavia.esteri.it/ambasciata_varsavia/it/) e i siti ufficiali del Governo polacco (https://www.gov.pl/web/koronawirus), del Comando della Guardia di Frontiera (www.strazgraniczna.pl ) e dell’Ispettorato sanitario (https://gis.gov.pl) tutti in lingua polacca.

SLOVENIA
Il 2 gennaio 2021 è entrato in vigore un nuovo Decreto sulla determinazione delle condizioni di ingresso nella Repubblica di Slovenia per il contenimento e il controllo della malattia infettiva COVID-19, che prevede, tra l’altro, che siano riconosciuti solo i test PCR eseguiti negli Stati membri dell’UE o nell’area Schengen . La validità del test negativo è di 48 ore dalla raccolta del tampone .

Le modifiche stabiliscono inoltre che se una persona proveniente da un paese in lista rossa ( L’Italia è tra questi paesi) e che entra nel confine Schengen esterno non presenta un test PCR negativo all’ingresso o non rientra in nessuna delle 12 eccezioni, può entrare solo a un valico di frontiera in cui sono fornite le condizioni di prova. con un test rapido dell’antigene. Questi valichi di frontiera sono:

– aeroporto Jože Pučnik di Lubiana,
– valico di frontiera di Obrežje,
– valico di
frontiera di Gruškovje ,
– valico di frontiera di Metlika, – valico di frontiera di Središče ob Dravi,
– valico di frontiera di Jelšane.

Una persona che si sottopone a un test rapido dell’antigene e un risultato del test negativo può entrare in quarantena a casa senza deferimento.

A una persona che non supera il test rapido dell’antigene o risulta positivo al test deve essere rifiutato l’ingresso se il cittadino di un paese terzo è in viaggio non di emergenza. Altre persone che risultano positive o che non vogliono essere sottoposte al test possono entrare e mandare in quarantena a casa.

SPAGNA
È consentito l’ingresso in Spagna da tutti i Paesi europei ed appartenenti allo spazio Schengen, senza obbligo di quarantena. Chi arriva dall’Italia, dagli altri Paesi UE (ad eccezione dell’Irlanda) e da una quarantina di Paesi extra UE, deve presentare un certificato che attesti di essersi sottoposto a un tampone molecolare (PCR), risultato negativo, effettuato nelle 72 ore antecedenti l’ingresso nel Paese. Non sono ammessi i test rapidi (antigenici).

A partire dal 22 dicembre e senza al momento una data di scadenza, è stato limitato l’accesso al territorio spagnolo da Gibilterra: in particolare, l’attraversamento della frontiera terrestre è ora consentito solo a: a) cittadini spagnoli, b) cittadini stranieri con residenza legale in Spagna, c) lavoratori frontalieri, d) persone con residenza legale nel territorio di Gibilterra qualunque sia la loro nazionalità.

SVIZZERA
Il Consiglio federale è giunto alla conclusione che i provvedimenti adottati il 18 dicembre scorso, ossia la chiusura dei ristoranti e delle strutture per la cultura, lo sport e il tempo libero, sono adeguati e che non è necessario inasprirli. Conformemente a quanto deciso il 18 dicembre, il Consiglio federale è stato informato per scritto il 30 dicembre sulla necessità di dare o meno una stretta ai provvedimenti di lotta contro il coronavirus. Dopo avere valutato approfonditamente la situazione epidemiologica, è giunto alla conclusione che i criteri stabiliti per un inasprimento non sono soddisfatti. Alla luce delle condizioni attuali, il Consiglio federale ha perciò deciso di rinunciare a ulteriori provvedimenti. Continuerà tuttavia a monitorare la situazione e il 6 gennaio procederà a una nuova valutazione.

FRANCIA
COPROFUOCO ANTICIPATO IN 15 DIPARTIMENTI: Dalle 18 del 2 gennaio in 15 dipartimenti francesi il coprifuoco è anticipato alle 18 anziché alle 20. I dipartimenti interessati, situati prevalentemente nel Grand Est e nelle Alpi Marittime, sono: Hautes-Alpes, Alpes-Maritimes, Ardennes, Doubs, Jura, Marne, Haute-Marne, Meurthe-et-Moselle, Meuse, Haute-Saône, Vosges, Territoire de Belfort, Moselle, Nièvre, Saône-et-Loire. La città di Parigi NON è interessata dal provvedimento.

ENTRARE IN FRANCIA DALL’ITALIA

Non vi è obbligo di tampone o quarantena per chi rientra in Francia dall’Italia, neanche durante il periodo di Natale. Le uniche limitazioni sono quelle imposte per gli spostamenti durante il coprifuoco dalle 20 alle 6 a partire dal 15 dicembre, per i quali occorre un valido motivo e l’autocertificazione 

Per altre informazioni consultare https://ambparigi.esteri.it/ambasciata_parigi/it/ambasciata/news/dall_ambasciata/focus-coronavirus.html