
Nella crisi del gasolio la parola che conta di più per un’impresa di autotrasporto non è «stanziamento». È «fattura». Il decreto-legge urgente approvato dal Consiglio dei ministri, ora in vigore, aggiunge risorse al credito d’imposta e congela per cinque mesi le rate dei leasing. La norma destinata a durare, però, è un’altra: nei contratti presi a voce, la parte del prezzo che serve a pagare il carburante va scritta in fattura e calcolata su valori fissati dal ministero. Per la prima volta il costo del gasolio smette di essere un problema solo di chi guida il camion.
Unatras, il coordinamento delle associazioni nazionali dell’autotrasporto a cui aderisce Confartigianato Trasporti, ha apprezzato la rapidità del provvedimento, arrivato a pochi giorni dall’incontro in Prefettura a Milano con il ministro Matteo Salvini. «È la dimostrazione che il malessere e il disagio di un’intera categoria avessero bisogno di risposte immediate per la liquidità aziendale», commenta Claudio Riva di Confartigianato Trasporti. Le richieste del settore erano precise: sbloccare i pagamenti delle risorse già stanziate dopo l’accordo di Palazzo Chigi di maggio, aggiungere fondi per il credito d’imposta sul gasolio, rafforzare l’adeguamento automatico del prezzo del trasporto al costo del carburante. Riva ringrazia la premier Giorgia Meloni e il vicepremier Salvini e chiede che il confronto con le federazioni prosegua, a partire dal Tavolo permanente dell’autotrasporto e della logistica convocato al ministero.
IL CREDITO D’IMPOSTA SI DIVIDE IN DUE FINESTRE
Il credito d’imposta è uno sconto sulle tasse: non arriva come bonifico, si usa nel modello F24 per ridurre i versamenti di imposte e contributi. Copre fino al 70% della spesa in più sostenuta per il gasolio rispetto al prezzo medio di febbraio 2026, per i veicoli Euro V ed Euro VI.
Per gli acquisti da marzo ad agosto il decreto aggiunge 66,4 milioni, in modo da coprire per intero le domande già presentate; questo credito va usato entro il 31 dicembre 2026. Per gli acquisti dal 1° settembre al 5 ottobre ci sono altri 60 milioni, compensabili fino al 31 dicembre 2027. Unatras indica che la piattaforma per le domande della seconda finestra aprirà ai primi di novembre; il testo del decreto non fissa ancora modalità e scadenze.
I conti meritano una precisazione. Un decreto di settembre aveva già destinato 21,2 milioni all’estensione del credito a ottobre: quella norma viene cancellata e le somme confluiscono nei 66,4 milioni. Le risorse davvero nuove sono quindi 45,2 milioni, che con i 60 della finestra autunnale fanno 105,2 milioni. Secondo il viceministro Edoardo Rixi, per i sei mesi da marzo ad agosto la dotazione complessiva arriva a 480 milioni.
LEASING, CINQUE MESI DI RESPIRO
Le imprese di autotrasporto merci per conto terzi iscritte all’Albo possono chiedere di sospendere i canoni di leasing dei veicoli in scadenza tra il 1° novembre 2026 e il 31 marzo 2027, oppure di rinviare solo la quota capitale continuando a pagare gli interessi. Fino al 31 marzo la società di leasing non può risolvere il contratto, che si allunga di un periodo pari a quello sospeso. È liquidità, non uno sconto: il debito resta intero e gli interessi maturati nel frattempo si pagano. Il decreto non stabilisce ancora come e entro quando presentare la richiesta.
LA QUOTA CARBURANTE ENTRA IN FATTURA
La legge prevedeva già che, nei contratti con prestazioni distribuite su più di trenta giorni, la parte di prezzo legata al carburante venisse aggiornata quando il gasolio si discosta di oltre il 2% dal valore di riferimento. Restava aperta la domanda di fondo: quanto pesa il carburante sul prezzo di un trasporto? Ora la risposta la dà il ministero dei Trasporti, che pubblicherà ogni tre mesi valori minimi e massimi di incidenza, distinti per classe di peso dei veicoli.
Le conseguenze cambiano secondo la forma del contratto. Negli accordi non scritti, quelli presi a voce o con un semplice ordine, i valori minimi diventano il parametro obbligatorio: le fatture per le prestazioni eseguite dall’entrata in vigore del decreto devono indicare a parte la quota legata al gasolio, anche nei rapporti cominciati prima. Nei nuovi contratti scritti i valori del ministero sono un riferimento e il prezzo resta libero, ma il contratto deve riportare il costo del carburante alla firma e la sua incidenza sulle prestazioni. Il decreto non prevede sanzioni specifiche per chi non si adegua.
Per la Pmi manifatturiera che affida le spedizioni a un vettore di fiducia senza contratto formale, la conseguenza è concreta: il prezzo del trasporto seguirà il gasolio, con un calcolo trasparente.
CHI SPEDISCE DEVE VERIFICARE CHI TRASPORTA
Il decreto riscrive l’articolo del Codice civile che regola i contratti di logistica, cioè gli appalti che comprendono deposito, custodia, spedizione e distribuzione di merci. D’ora in poi, alle fasi di trasferimento delle merci si applicano in ogni caso le regole del contratto di trasporto, anziché quelle dell’appalto. Per deposito e custodia non cambia nulla.
Il punto pratico è la responsabilità solidale, cioè l’obbligo del committente di rispondere dei salari e dei contributi non pagati da chi lavora per lui. Nell’appalto il committente risponde fino a due anni dalla fine del contratto. Nel trasporto vale un regime diverso: chi, prima di firmare, verifica la regolarità del vettore sul portale dell’Albo degli autotrasportatori non risponde; chi omette la verifica risponde per un anno, limitatamente alle prestazioni ricevute. Per chi affida trasporti, quel controllo preventivo diventa la tutela più semplice.
LA LETTERA DI VETTURA DIVENTA DIGITALE, SENZA OBBLIGHI IMMEDIATI
Nasce la lettera di vettura elettronica nazionale: il documento che accompagna la merce (destinatario, natura, peso, luoghi di carico e consegna) potrà viaggiare in formato digitale su piattaforme certificate a livello europeo. Dal 9 luglio 2027 polizia, carabinieri e guardia di finanza dovranno accettarla nei controlli. Le imprese potranno comunque continuare a usare la carta: il decreto non fissa obblighi né sanzioni per vettori e committenti. Le regole tecniche arriveranno con decreti ministeriali da adottare entro sessanta giorni.
Il Governo ha infine confermato l’impegno a contenere i prezzi del gasolio extrarete, quello acquistato direttamente da depositi e grossisti da chi ha cisterne aziendali. È un impegno politico: nel decreto non c’è una norma su questo.
Il provvedimento deve essere convertito in legge dal Parlamento entro sessanta giorni dalla pubblicazione e in quel passaggio può cambiare. Le misure di liquidità sono già operative; quelle sui contratti chiedono a vettori e committenti di rimettere mano al modo in cui si accordano.