News

Granelli al Governo: una manovra per la crescita e meno tasse sulle imprese

Granelli al Governo: una manovra per la crescita e meno tasse sulle imprese

All’Assemblea nazionale di Confartigianato Imprese il presidente Marco Granelli stima in 296,3 miliardi il costo degli shock che hanno colpito l’economia italiana dal 2022. La richiesta al Governo è usare meglio la spesa pubblica e ridurre il carico fiscale, per lasciare alle imprese risorse da investire.

La relazione del presidente Marco Granelli ha aperto l’Assemblea nazionale di Confartigianato Imprese, a Roma oggi, 28 ottobre 2026, prima dell’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Granelli ha messo in fila il conto pagato dalle imprese negli ultimi cinque anni e le richieste che l’associazione rivolge al Governo in vista della legge di bilancio.

IL CONTO DEGLI ULTIMI CINQUE ANNI

Secondo le stime di Confartigianato, gli shock che hanno colpito l’economia italiana tra il 2022 e il 2026 hanno un costo cumulato di 296,3 miliardi di euro. Per Granelli quella cifra ha conseguenze precise sulla vita delle imprese: «Sono risorse sottratte agli investimenti, all’innovazione, alle assunzioni», ha detto, e quindi alla crescita del Paese.

LE RICHIESTE PER LA LEGGE DI BILANCIO

Da qui la prima richiesta: una manovra costruita attorno alla crescita e alla produttività, capace di creare lavoro. Per Granelli la questione principale riguarda il modo in cui lo Stato spende. Le risorse pubbliche vanno usate meglio, in modo che rafforzino la competitività delle imprese.

Il secondo fronte è il fisco. Confartigianato stima per il 2026 un carico fiscale pari al 43,2% del prodotto interno lordo, cioè la quota della ricchezza prodotta in un anno che finisce in tasse e contributi. La media dell’Unione europea si ferma al 41,1%. Granelli chiede di ridurre questo divario, superiore a due punti, abbassando le tasse e destinando le risorse liberate agli investimenti e al lavoro.

LA CONTINUITÀ GENERAZIONALE

Nella relazione il numero uno dell'associazione ha indicato il ricambio generazionale come la questione più urgente per le imprese del settore. Nel suo intervento la presidente del Consiglio ha annunciato una misura per favorire l’affiancamento tra maestri artigiani prossimi alla pensione e giovani under 35, con un’agevolazione contributiva fino a tremila euro all’anno alle condizioni previste dal provvedimento.

LA RIFORMA DELLA LEGGE QUADRO

Dal palco dell’Assemblea Meloni ha annunciato anche che il decreto che aggiorna la legge quadro sull’artigianato del 1985 sarebbe andato in Consiglio dei ministri nella stessa giornata. Ha anticipato inoltre una norma in legge di bilancio che consentirà alle imprese artigiane da almeno sette anni di mantenere la qualifica anche aumentando i collaboratori.

È una riforma che Granelli sostiene da tempo. A inizio ottobre, a margine di un incontro con il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, aveva definito quella del 1985 «una legge che va ammodernata» sul fronte tecnologico, del credito e delle dimensioni d’impresa. Aveva sottolineato anche che l’intervento non comporta costi aggiuntivi per lo Stato e dà alle imprese uno strumento adatto a mercati più competitivi.

Quanto delle richieste di Confartigianato troverà spazio nella manovra si vedrà dal testo che il Governo porterà in Parlamento.