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Il tessile-abbigliamento cresce. E investe su Impresa 4.0 e formazione

Il tessile-abbigliamento cresce. E investe su Impresa 4.0 e formazione

Nonostante tutto, la filiera del tessile-moda-abbigliamento regge. Nonostante il rincaro dell’energia e delle materie prime, i costi in forte salita della logistica e, in ultimo, le tensioni geopolitiche dettate dal conflitto tra Russia e Ucraina. Questa propensione delle imprese ad affrontare, e superare, le crisi con una determinazione creativa viene definita resilienza. Ma c’è molto di più: non solo gli imprenditori si adeguano alle situazioni globali, ma riescono anche a trovare soluzioni innovative, e sostenibili, con ottimismo. Che, nella situazione odierna è cauto ma riesce a mantenere una spinta positiva.

PRODUZIONE IN SALITA: INCORAGGIANTI I RISULTATI DEL MONDO TESSILE
Secondo i dati di Unioncamere, per le aziende lombarde il 2022 è iniziato con il giusto passo nonostante un andamento congiunturale che sembra non lasciare tregua. Eppure, nel periodo gennaio-marzo 2022 la produzione è salita dell’1,8% rispetto al trimestre precedente (+11,2% rispetto al primo trimestre 2021) e i settori mostrano numeri in rialzo e commesse da portare a termine.
A segnare risultati incoraggianti è proprio il vasto mondo del tessile: l’abbigliamento fa +27,6%, le pelli-calzature +29% e il tessile +22,8%. Secondo un’indagine di Sistema Moda Italia, l'87% delle imprese sentite non ha ridotto la produzione a seguito dell'incremento dei costi e delle difficoltà di approvvigionamento e il 57% confida in una stabilità delle condizioni di mercato rispetto a gennaio. Il 32%, però, teme che la congiuntura settoriale possa peggiorare: nella rilevazione dello scorso gennaio, la percentuale era al 21%.

TRE MILIARDI PER RAGGIUNGERE I LIVELLI PRE COVID: SI PUNTA SULL’EXPORT
Il settore ha chiuso il 2021 con un fatturato di 52,9 miliardi di euro (+18,4%), 8,2 miliardi in più rispetto al 2020. Il divario che lo separa dal 2019 non è stato ancora colmato: rispetto ai livelli pre Covid, infatti, si resta sotto del 5,4% (circa 3 miliardi). Ma il 2022 fa ben sperare soprattutto grazie all’export, che se nello scorso anno ha registrato una crescita del 18% (poco più di 32,4 miliardi di euro) con un divario di 422,5 milioni sul 2021 (-1,3%), nei primi due mesi di quest’anno segna un +15,9% (5,3 miliardi) rispetto a gennaio-febbraio 2021.

IL RISCATTO DELLA FILIERA: IMPRESA 4.0 E GIOVANI DAGLI ITS
Tutto questo può essere frutto di una ripresa, o di un rimbalzo, ma fatto sta che il tessuto manifatturiero italiano non è più quello di anni fa: gli investimenti in macchinari 4.0 si sono affiancati ad una ricerca e sviluppo che ha portato a prodotti sempre più tecnologici, innovativi e sostenibili e numerose risorse sono state dedicate all’occupazione di giovani che, come è il caso dell’ITS Cosmo con sede al Centrocot di Busto Arsizio, si specializzano nella figura del Technology Sustainability Manager. Colui che porta in azienda gli strumenti giusti (non solo tecnici ma anche organizzativi, gestionali e giuridici) per fare della sostenibilità un vero punto di forza.
Una sfida aperta, quella della filiera, per mantenersi intatta e per conservare quella qualità che l’ha resa celebre in tutto il mondo.

MATERIE PRIME ALLE STELLE: IL COTONE SFIORA UN RINCARIO DEL 111%
Materie prime permettendo, perché nel 2022 il cotone ha registrato un andamento tendenziale dell’89,5%. Quota che sale al 111% se confrontiamo il valore di quest’anno – cotone Usa Pima - con quello di aprile 2021. Quello proveniente dall’Asia Centrale ha registrato un aumento dell’80%, mentre il cotone greco del 56,8%.
Se le lane hanno avuto un incremento del 10,5% rispetto ad aprile 2021, le fibre sintetiche come poliestere, nylon e acrilico si assestano su base annua su un +22,5%. Altre tipologie, come la viscosa, si fermano ad un rialzo del 13%. Per quanto riguarda la seta greggia, l’aumento su base tendenziale potrebbe essere del 30%.