
La sicurezza nei luoghi di lavoro è un tema sul quale si concentra con forza il decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2022 perché, ha commentato giorni fa il Presidente del consiglio Mario Draghi, «vogliamo dare un segnale inequivocabile: non si risparmia sulla vita dei lavoratori”. La promessa fatta dal governo verrà mantenuta incrementando gli organici degli Ispettorati del lavoro, inasprendo le sanzioni per quelle imprese che non rispetteranno le regole, dando nuovo impulso al processo di informatizzazione e condivisione dei dati tra gli enti per migliorare i controlli. Le misure introdotte dal governo, dunque, non solo vogliono incrementare e migliorare il sistema dei controlli nel campo della sicurezza e della salute sul posto di lavoro, ma puntano anche ad organizzare un efficace coordinamento dei soggetti competenti in materia di prevenzione.
Per raggiungere l’obiettivo, il governo “interviene, in primo luogo, con modifiche” al decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81 (Testo Unico Sicurezza sul Lavoro) e, in particolare, all’art. 14”.
Vediamo nei dettagli le misure che avranno il maggior impatto sul mondo imprenditoriale:

Il provvedimento cautelare della sospensione dell’attività dell’impresa scatterà se il 10% del personale “in nero” è presente sul luogo di lavoro. Il Testo Unico Sicurezza sul Lavoro fissava la quota al 20%. Ai fini dell’adozione del provvedimento non si richiede alcuna “recidiva”: la misura non prevede avvisi bonari dopo la prima infrazione, ma una sanzione immediata che scatterà subito a fronte di gravi violazioni prevenzionistiche.
La percentuale che porta alla sanzione deve essere calcolata sul numero complessivo di lavoratori presenti: quelli in regola e quelli irregolari. A seconda di quanti giorni il lavoratore abbia lavorato in nero si aggiunge una sanzione che può andare da 1.800 per arrivare fino a oltre 42.000 euro. Sono previsti ulteriori aumenti della sanzione, nel caso in cui il datore di lavoro sia recidivo, faccia lavorare minori non in regola o stranieri senza permesso di soggiorno. Stesso discorso se non sono rispettate le norme sulla sicurezza.
L’impresa, inoltre, per tutto il periodo di sospensione non potrà contrattare con la pubblica amministrazione. Ciò significa che all’impresa può essere negata la partecipazione alle gare d’appalto: in questo caso partirà una segnalazione all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) e al Ministero delle Infrastrutture.
Non sono escluse conseguenze anche sul lavoratore nel caso in cui, per esempio, continui ad essere iscritto nelle liste di disoccupazione, godendo della Naspi o dell’assegno del reddito di cittadinanza.
Le violazioni che fanno scattare il provvedimento di sospensione dell’impresa sono contenute nell’Allegato I (Gravi violazioni ai fini dell’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale) del D.Lgs. 81/2008, con specifico riferimento all’articolo 14 (Disposizioni per il contrasto del lavoro irregolare e per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori). La sospensione dell’attività scatta in mancanza dei seguenti requisiti:
Una volta sospesa, l’attività dell’impresa potrà riprendere solo se le regolari condizioni di lavoro verranno ripristinate e se ci sarà il pagamento di una somma aggiuntiva di importo variabile a seconda delle violazioni. L’importo della sanzione raddoppia se, nei 5 anni precedenti, l’impresa è già stata interessata da un provvedimento di sospensione.
Nell’infografica allegata, tutte le fattispecie delle violazioni e gli importi delle somme aggiuntive che dovranno pagare i datori di lavoro.

Le competenze dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) per quanto riguarda la salute e sicurezza del lavoro sono state estese, l’organico degli ispettori aumenta con 1.024 nuove assunzioni (il personale dell’Arma dei Carabinieri passa da 570 a 660) e per incrementare la strumentazione informatica adatta a svolgere l’attività di vigilanza il governo mette a disposizione 3,7 milioni di euro. Inoltre, viene rafforzato il Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP), per una maggiore condivisione delle sue informazioni, e gli organi di vigilanza dovranno aggiornare e alimentare un’apposita sezione della banca dati dedicata alle sanzioni applicate nell’ambito dell’attività di vigilanza svolta nei luoghi di lavoro. Da parte sua, l’Inail dovrà rendere disponibili alle Aziende sanitarie locali (Asl) e all’INL i dati che riguardano le aziende assicurate e gli infortuni denunciati.
È previsto il rifinanziamento per le misure adottate al fine dell’equiparazione della quarantena per Covid 19 alla malattia.
I lavoratori dipendenti, o autonomi, genitori di minori di 14 anni possono astenersi dal lavoro nel caso in cui sia sospesa l’attività didattica o educativa del figlio per tutta o in parte la durata dell’infezione o per la quarantena disposta dalle autorità competenti.