News

Taxi, sciopero e motivazioni: facciamo il punto

Taxi, sciopero e motivazioni: facciamo il punto

I tassisti di tutta Italia protestano affinché l’articolo 10 del Ddl Concorrenza Tpl (Trasporto pubblico locale non di linea), Taxi e Ncc, possa essere stralciato. E lo fanno con uno sciopero che, iniziato questa mattina martedì 6 luglio, proseguirà per 48 ore. Nonostante il tentativo di mediazione del Ministero dei Trasporti, le macchine bianche hanno spento i motori.
Sotto accusa quell’articolo 10 che delega al governo «l’adeguamento dell'offerta di servizi alle forme di mobilità che si svolgono mediante l'uso di applicazioni web che utilizzano piattaforme tecnologiche per l'interconnessione dei passeggeri e dei conducenti". E che, dicono i tassisti, faranno entrare nel mercato alcuni colossi del trasporto come Uber e Lyft. Sistemi in cui chiunque può operare senza licenza o alcun tipo di permesso. La delega, insomma, dà spazio a quegli strumenti web di intermediazione che agiscono senza regole e danneggerebbero sia i tassisti sia i loro clienti.
Ma sotto i riflettori c’è anche il secondo punto dell’articolo 10, quello che chiede «promozione della concorrenza, anche in sede di conferimento delle licenze, al fine di stimolare standard qualitativi più elevati». Insomma, per i tassisti la riforma sulla quale si sta concentrando il governo non funziona e puntano ad una riscrittura delle norme per migliorare il settore attraverso una legge delega inserita sì in un Ddl Concorrenza, «ma attraverso un provvedimento di confronto tra categoria, governo e sindacati».

Per dovere di cronaca, si ricorda che il servizio taxi è un servizio essenziale e come tale, per codice di autoregolamentazione adottato nel 2002, deve essere garantito per le fasce deboli della popolazione (anziani, disabili e malati e in alcune fasce orarie notturne).