
VIA AL GASDOTTO POSEIDON: PARALLELO AL TAP CON IL METANO DA ISRAELE
Si legge su Il Messaggero che «riparte il progetto East-Med-Poseidon. La rotta conduce nuovamente nella Puglia, fianco sud-orientale degli equilibri energetici e porta d’accesso per le infrastrutture strategiche». Per completare il cantiere ci vorranno tre-quattro anni: i lavori di costruzione dovranno cominciare entro l’ottobre 2023 e terminare due anni dopo. Il progetto, parallelo al Tap, è stato confermato «tecnicamente ed economicamente fattibile» ed entro la fine dell’anno saranno completate le attività di design e sviluppo. Il gasdotto Poseidon correrà per 1.900 chilometri con gas pescato dal Bacino Levantino nel Mediterraneo orientale tra Israele, Egitto e Cipro. Con approdo a Otranto, trasporterà in Italia 10-12 miliardi di metri cubi all’anno, ma la sua capacità potrà raddoppiare. Per spianare la strada al progetto «Israele si ritaglia un ruolo cruciale e smussa i rapporti con la Turchia (gli equilibri in acque contese sono da sempre delicati) per dare il via ad un sistema mediterraneo di gasdotti interconnessi».
GAS RUSSO IN RUBLI, IL G7 CHIUDE LA PORTA

Si legge su Il Sole 24 Ore che «la dichiarazione del Cremlino è netta: da aprile si accettano solo pagamenti in rubli per il gas venduto, ma il G7 dei ministri dell’Energia replica che la “proposta è inaccettabile”». Lo è perché il pagamento in rubli non c’è nel contratto, che prevede il pagamento in euro. Di fronte alla minaccia di Mosca di bloccare le forniture, «che alcuni analisti considerano un bluff», Germania, Italia, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Canada e Giappone considerano la presa di posizione russa «una chiara violazione unilaterale dei contratti esistenti». Nel frattempo, il traguardo della rinuncia al metano russo non è ancora a portata di mano: probabilmente si potrà raggiungere a fine 2023, «grazie e soprattutto a un maggiore ricorso ai fornitori africani e a un’accelerazione delle estrazioni in Italia». Uno stop alle forniture, inoltre, peserebbe sulle casse dello Stato russo: l’anno scorso Mosca ha incamerato 54,7 miliardi di dollari grazie all’export di gas via gasdotto e altri 7,6 miliardi con il Gnl.
CRISI UCRAINA: OK DALLA UE PER FAVORIRE LA LIQUIDITA’ DELLE IMPRESE
Arriverà a breve l’autorizzazione di Bruxelles alle misure straordinarie per favorire

l’accesso alla liquidità per le imprese colpite dalla crisi ucraina. Scrive Italia Oggi che «garanzie pubbliche e finanziamenti agevolati potranno essere accordati dal sistema bancario nazionale alle aziende di ogni dimensione».
FUORI DALL’EMERGENZA: BAR, RISTORANTI E NEGOZI NEL POST COVID

Il primo aprile scompariranno molti dei divieti che hanno limitato la vita degli italiani negli ultimi due anni. Con La Repubblica vediamo cosa si potrà tornare a fare da venerdì: