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Pagamenti PA: 37 miliardi di euro oltre i termini di legge e 1.047 comuni che pagano oltre 60 giorni

Pagamenti PA: 37 miliardi di euro oltre i termini di legge e 1.047 comuni che pagano oltre 60 giorni

Il ritardo nei pagamenti alle imprese da parte di Enti nazionali e locali è ancora troppo elevato: se guardiamo alla direttiva europea, la UE/2011/7, con la quale si fissa il limite massimo a 30 giorni, in Italia le Amministrazioni dello Stato e le PA territoriali arrivano rispettivamente a 56 e 41 giorni. Un peso pari al 2,9% del Pil e il più alto nell’Unione europea dove fanno nettamente meglio la Germania (1,7%), la Francia (1,4%) e la Spagna (0,9%). Ma a superare l’Italia sono anche Romania, con il 2,3%, e Bulgaria con il 2%.
Di fronte ai costi della bolletta energetica e del gas, e di una finanza d’impresa messa anche a dura prova dal rialzo dei tassi di interesse sopraggiunti con la stretta monetaria della Bce per contenere l’inflazione, le aziende hanno più che mai bisogno di liquidità. Un dato racconta meglio di tutto il problema: per le Pmi, rispetto al 2021, il maggiore costo per le commodities energetiche ha raggiunto la cifra record di 23,9 miliardi di euro.

Negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, le Amministrazioni pubbliche hanno pagato fatture per un totale di 159,7 miliardi di euro: di questi 122,6 miliardi, pari al 76,8%, risultano effettuati entro i termini, mentre rimangono 37 miliardi di euro, pari al 23,2%, che sono realizzati in ritardo. In molti casi si tratta di ritardi leggeri ma, in altri casi si delineano situazioni critiche e concentrate territorialmente.

COSA ACCADE NEI COMUNI
I dati al secondo semestre 2022 dicono che il tempo medio di pagamento delle Amministrazioni comunali è di 32 giorni, in linea con la media calcolata per il totale delle Pubbliche amministrazioni. Entrando nello specifico, i tempi medi di pagamento dei Comuni sono di 42 giorni nel Sud e Isole, di 32 giorni nel Centro, di 26 giorni nel Nord Est e 25 nel Nord Ovest. La situazione è più critica si registra  nel Mezzogiorno, dove il costo del credito delle micro e piccole imprese è di 215 punti base superiori a quello del Centro Nord.

L’AREA CRITICA
Nonostante il tempo medio di pagamento dei Comuni sia in linea con i requisiti di legge, dopo dieci anni in cui la Direttiva è in vigore si contano ancora 1.047 Comuni – pari al 13,5% dei Comuni monitorati – che hanno ricevuto fatture nel primo semestre del 2022 per 2 miliardi di euro – che registrano tempi medi di pagamento superiori a 60 giorni, con una media di 78 giorni, oltre due volte e mezzo i termini di legge. Di questi, 630 comuni sono localizzati del Mezzogiorno, con una incidenza pari al 25,0% del totale delle Amministrazioni comunali della ripartizione, quasi tripla rispetto al 7,9% rilevata per i Comuni del Centro-Nord.

IL PUNTO SULLE REGIONI
I tempi medi più elevati si registrano per i Comuni della Calabria (54 giorni), seguiti dai comuni di Campania (48 giorni), Sicilia (46 giorni) Abruzzo e Basilicata (44 giorni) e Molise (43 giorni). All’opposto, le situazioni più virtuose si registrano per i Comuni in Lombardia, Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige (24 giorni), Friuli-Venezia Giulia (22 giorni) e Veneto (21 giorni).