
IMPRESE E FAMIGLIE, BALZO DELLA FIDUCIA
Rilevazione più che positiva quella realizzata dall’Istat sulla fiducia di imprese e famiglie nel mese di maggio. L’indice delle aziende «è salito per il sesto mese consecutivo da 97,9 a 106,7 e per trovare un valore più elevato bisogna tornare al 2017», scrive il Corriere della Sera. Il miglioramento è diffuso, in particolare, nell’industria manifatturiera (settori dei beni strumentali e dei beni di consumo) e, con un indice a 153,9 (nuovo massimo da ottobre 2001), nelle costruzioni (più spiccato nel settore dei lavori specializzati). Nel commercio al dettaglio l’indice è meno ampio, mentre migliora nel settore del turismo e in quello del trasporto e magazzinaggio. Le famiglie, invece, passano da 102,3 a 110. Complici del risultato, l’abbinata vaccini-ottimismo (ha portato ad un vivace aumento dei consumi in quasi tutti i settori) e il ruolo della manifattura «che ha garantito il mantenimento del ranking internazionale del Paese anche nei mesi più difficili e che è pronta ad affrontare le trasformazioni ecologica e digitale».
RECOVERY FUND: IN ESTATE L’ANTICIPO DI 25 MILIARDI ALL’ITALIA
I fondi sono attesi tra fine luglio e inizio agosto: un anticipo estivo che ammonta al 13% del totale. La quota più sostanziosa spetta all’Italia: 25 miliardi dei 190 che ci spettano. Di quei 25, solo 11 saranno emessi sotto forma di prestiti (da rimborsare nel lungo periodo), mentre gli altri sono “grants”, cioè sovvenzioni a fondo perduto. «Il decreto Recovery, atteso oggi in consiglio dei ministri, contiene le norme di semplificazione e la cabina di regia per la gestione dei fondi europei», scrive Repubblica. Nel testo spicca l’accordo sugli appalti, il nuovo codice Spid per accedere ai servizi della PA, nasce il Ministero dei Beni Culturali, prende il via la valutazione di impatto ambientale (Via), si introduce una supercommissione con 40 tecnici al Comitato speciale del Consiglio superiore dei Lavori pubblici e prende forma la Banca dati nazionale dei contratti pubblici dell’Anac.
APPALTI SENZA GARA FINO AL 2023 E SUPERBONUS AGLI ALBERGHI
Si sciolgono i nodi nella nuova versione del decreto Semplificazioni. Delle novità in arrivo ne scrivono il Sole 24 Ore e Repubblica:
- Deroghe al Codice Appalti. Le proroghe degli affidamenti senza gara vengono limitate al 30 giugno 2023. Un taglio di due anni e mezzo rispetto alle iniziali deroghe al Codice Appalti indicate a tutto il 2026. Inoltre, non ci sarà il temuto allargamento della pratica del massimo ribasso. Resta, invece, l’appalto integrato che consente di affidare in tandem l’opera al progettista e all’esecutore. Sul subappalto potrebbe restare il nodo del 40%. Vanno garantiti rispetto delle regole Ue, tutela del lavoro e legalità. Si riduce il numero delle stazioni appaltanti e ci sarà una proroga delle deroghe già in vigore.
- Superbonus al 110%. Si estende agli interventi su alberghi e pensioni, ma solo per i soggetti titolari del reddito di impresa (società di capitali, enti commerciali, cooperative e trust residenti in Italia). Per avviare i lavori basterà la Cila, la comunicazione di inizio lavori asseverata. Questo non comporterà alcun condono di abusi, esplicitamente escluso dalla norma. Gli immobili su cui siano stati realizzati abusi potranno accedere all’agevolazione per l’efficientamento energetico.