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Recovery: semplificazione, ma anche digitale e formazione. Poi, il nostro Speciale sulle materie prime

Recovery: semplificazione, ma anche digitale e formazione. Poi, il nostro Speciale sulle materie prime

#Rassegnastampa

RINCARO PREZZI METALLI: IL RAME AI MASSIMI DA DIECI ANNI
Il tema lo abbiamo trattato nello Speciale “rincaro prezzi delle materie prime” pubblicato nei giorni scorsi su www.impreseterritorio.org. Un approfondimento dove all’analisi dei fatti e delle cause che hanno portato all’aumento dei prezzi, si propongono anche alcune soluzioni – con l’aiuto di professionisti e docenti – che possono essere praticate anche dalle piccole e medie imprese. Nel frattempo, il Sole 24 Ore scrive dell’impennata del rame, «che raggiunge il record da dieci anni. L’alluminio, invece, è ai massimi da tre, acciaio e palladio a prezzi senza precedenti. La domanda dei metalli ha recuperato quindi i livelli pre-Covid e non sta crescendo solo in Cina, ma anche in Europa e negli Stati Uniti, dove si prevede un boom di consumi grazie ai piani di stimolo». Il rame, indispensabile per l’elettrificazione, è tra le materie prime favorite da chi scommette sulla rivoluzione verde, ma anche da chi è più ottimista sulle sorti dell’economia.

RECOVERY PLAN: LE PRIORITA’ DI DRAGHI PER RICOSTRUIRE IL PAESE
Green, infrastrutture, formazione, scuola, coesione sociale. Ma, soprattutto, «promuovere e sostenere la trasformazione digitale e l’innovazione del sistema produttivo del Paese. Perché il governo ha deciso di investire nella crescita dimensionale delle nostre imprese e in filiere ad alta tecnologia», si legge sul Foglio. Perché la trasformazione digitale porterà i giovani italiani ad avere accesso alle migliori esperienze educative e «i nostri imprenditori, piccoli e grandi, potranno lanciare e far crescere le loro attività rapidamente ed efficientemente». Ma il Pnrr non è soltanto un piano di investimenti, ma anche e soprattutto di riforme. Per esempio, quella della giustizia. Dove i ritardi sono ancora eccessivi e – anche questi – concorrono a frenare la crescita delle aziende. Come ha detto il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti a Milano Finanza, «le risorse devono essere accompagnate da riforme strategiche, perché l’Italia non deve essere solo una meta scelta dai turisti ma anche dagli investitori. Inclusi quelli italiani, che investono altrove».

RECOVERY NEL NOME DELLA SEMPLIFICAZIONE
Semplificazione è la parola d’ordine che sta alla base del Piano del governo Draghi. Semplificazione per velocizzare la Pa e le procedure ambientali; per il Superbonus e gli appalti; per avviare «senza indugi alcune delle riforme sui cui il governo scommette con l’obiettivo di far ripartire il Paese», scrive il Sole 24 Ore. In agenda, anche le riforme del processo penale e civile e della giustizia tributaria; l’adozione di una speciale Via (Valutazione impatto ambientale) statale; nuove norme per la concorrenza, il Fisco e il federalismo fiscale, le nuove regole Anti-corruzione.

FORMAZIONE PERENNE: E’ QUESTO IL MOTORE DELLA COMPETITIVITA’ E DEL WELFARE
«Cambiano i modelli di consumo, le organizzazioni del lavoro, i bisogni delle aziende e dei lavoratori. E il Covid ha accelerato tutto»: lo racconta al Messaggero Paolo Boccardelli, direttore della Luiss Business School. Che affronta il tema della centralità del “capitale umano” per far ripartire il Paese: «Il cambiamento verso la digitalizzazione ha cambiato tutto. Ed è proprio questa trasformazione che impone la centralità delle risorse umane nelle organizzazioni del lavoro. Chi è fuori dall’innovazione è fuori dal business: vale per le imprese e vale per i lavoratori. La creatività è fondamentale, le competenze devono essere aggiornate continuamente. E la formazione deve essere riorientata all’apprendimento non delle funzioni ripetitive, ma alla capacità di generare innovazione e di gestire le novità. Sono i talenti che faranno la differenza. E l’azienda deve essere attrattiva per i talenti».

IN LOMBARDIA AUMENTA IL NUMERO DELLE STARTUP INNOVATIVE
Lo scrive Varesenews: «L’ultimo rapporto del Mise, realizzato con la collaborazione di InfoCamere, dice che nell’ultimo trimestre le startup innovative in Italia sono oltre 12mila (in aumento di 662 unità; +5,6%) rispetto al trimestre precedente. Il maggior numero si trova in Lombardia: 3.375, pari al 26,9% del totale nazionale. Solo a Milano si trova il 18,8% del totale nazionale. Prediligono il settore dei servizi alle imprese, in particolare la produzione di software (36,9%) e le attività di ricerca e sviluppo (14,2%). Il 17% opera nel manifatturiero: fabbricazione di macchinari (3,1%) e di computer e prodotti elettronici e ottici (2,6%). La Lombardia è la regione in cui ne è localizzato il maggior numero». Il 12,9% delle startup è a prevalenza femminile, mentre il 17,4% è nelle mani degli under 35.