
Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle foreste comunica che il Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN) è interessato da un complesso intervento di migrazione al Polo Strategico Nazionale (PSN) in ragione del quale potrebbero verificarsi alcuni disservizi. Che causeranno anche alcune difficoltà nel completare il pagamento per la registrazione al RIL, il Registro Imprese Legno.
RIL: DIFFICOLTA’ INFORMATICHE E POCHE ISCRIZIONI
A proposito del RIL, ricordiamo che Confartigianato si è espresso più volte sull’introduzione del “registro nazionale degli operatori che commercializzano legno e prodotti da esso derivati”, e lo ha fatto nuovamente in occasione della discussione dell’Atto Senato 1258 “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2024”.
Secondo la Confederazione, «l’introduzione del RIL, dato il basso numero delle imprese iscritte a fronte delle decine di migliaia che avrebbero dovuto iscriversi obbligatoriamente, non ha sortito gli effetti sperati, ma si è rivelato particolarmente problematico per gli operatori del settore foresta-legno italiano a causa delle irrisolte difficoltà di natura informatica insorte sin dai primi giorni di attivazione».
TROPPI ONERI SULLE IMPRESE
Se il Registro Imprese Legno, infatti, avrebbe potuto avere una ragion d’essere ai fini dell’attuazione del Regolamento UE 995/2010, questa decadrà completamente con l’attuazione del nuovo regolamento EUDR che, abrogandolo, obbliga gli operatori a iscriversi all’innovativo e omnicomprensivo registro comunitario (Sistema di Informazione EUDR) richiedente informazioni ben più precise e dettagliate di quelle già richieste dal RIL. Pertanto, «se quest’ultimo dovesse essere mantenuto costituirebbe soltanto un inutile duplicato e un ingiustificato gravame per le imprese tenute a effettuare una doppia iscrizione a registri pubblici equivalenti. Inoltre, il RIL impone agli operatori il pagamento di una quota annuale d’iscrizione e si è dimostrato uno strumento notoriamente problematico dal punto di vista tecnico-procedurale».
IL RIL DISCRIMINA LE PICCOLE IMPRESE
L’obbligo di iscrizione al RIL, inoltre, è previsto soltanto per le imprese del settore legno, ingiustamente penalizzate rispetto a quelle che commercializzano altri prodotti interessati dall’EUDR. Confartigianato ritiene che «questa condizione comporterebbe una sostanziale discriminazione delle migliaia di artigiani e micro-piccole imprese della filiera foresta-legno nazionale che, gravate da questo inutile obbligo addizionale (rispetto ai tanti altri già introdotti dall’EUDR), risulterebbero sfavorite rispetto a quelle consimili, operanti nei restanti Stati membri dell’Unione europea».
COSA CHIEDE CONFARTIGIANATO
E’ necessario predisporre, per il previsto periodo transitorio, forme di coordinamento tra le disposizioni dei regolamenti (UE) 2023/1115, (UE) n. 995/2010 e (CE) n. 2173/2005.