
Come dovrà essere utilizzato il nuovo Modello Unico Parte III previsto per le procedure relative agli impianti da fonti rinnovabili?
Confartigianato, insieme alle altre associazioni delle piccole imprese, ha chiesto una risposta rapida al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).
I DUBBI DELLE IMPRESE E IL RISCHIO DA EVITARE
Perché? Perché alcune imprese stanno incontrando dubbi e difficoltà nell’applicazione delle nuove regole. Una procedura pensata per semplificare rischia di creare nuovi adempimenti, e responsabilità, soprattutto per le imprese installatrici. E si tratta di un rischio da evitare.
I PUNTI SUI QUALI FARE CHIAREZZA
E’ per questo che la Confederazione chiede di fare chiarezza su alcuni aspetti:
I DATI DELLE IMPRESE SONO GIA’ DISPONIBILI
Confartigianato, e le altre Associazioni, chiede di evitare di richiedere alle imprese dati che la Pubblica Amministrazione possiede già.
Le informazioni disponibili presso GSE, gestori di rete, Terna e altre amministrazioni dovrebbero essere recuperate direttamente dai sistemi pubblici, senza imporre nuovi passaggi a cittadini e imprese.
“Una semplificazione deve essere tale anche per cittadini e imprese. Servono regole chiare, procedure concretamente applicabili e responsabilità ben definite”, rimarca Confartigianato.
REGOLE CERTE E INDICAZIONI UFFICIALI
A questo punto, al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), vengono chieste indicazioni ufficiali e uguali per tutti in tempi rapidi, così da permettere alle imprese di lavorare con regole certe e accompagnare in modo efficace la digitalizzazione del settore delle energie rinnovabili.