
Il 23 aprile, a larga maggioranza, il Parlamento europeo ha espresso la propria posizione sulla Proposta di regolamento relativo ai ritardi di pagamento. I deputati europei hanno approvato la relazione della Commissione Parlamentare Mercato interno che mantiene, secondo Confartigianato Imprese, i punti fondamentali della proposta della Commissione europea.
Respinte, invece, le richieste di rinvio del voto e gli emendamenti che miravano ad indebolire le norme a tutela delle micro e piccole e medie imprese.
TERMINI DI PAGAMENTO PIU’ CHIARI E PMI TUTELATE ANCHE NEGLI APPALTI PUBBLICI
Eliminata la clausola del termine “gravemente iniquo”, che si era dimostrata inefficace nel prevenire gli abusi da parte delle imprese di grandi dimensioni, i termini di pagamento diventano chiari e restano inalterate le tutele per le micro e PMI negli appalti pubblici, soprattutto per le opportunità che il settore offre nel contesto del PNRR. Un punto, questo, sempre difeso dalla Confederazione.
Infine, resta anche la disposizione che obbliga gli Stati membri a designare un’autorità di contrasto in grado di combattere gli squilibri contrattuali a danno delle imprese più piccole, alleviandole così dai costi e dai ritardi dei ricorsi alla giustizia.
NO ALLA DIRETTIVA, SI’ AL REGOLAMENTO. PER NORME COMUNI E UGUALI PER TUTTI
Gli eurodeputati hanno poi confermato la scelta della Commissione europea di avere un regolamento, anziché una direttiva. Si tratta di una scelta di fondamentale importanza, perché il regolamento è direttamente ed immediatamente applicabile in tutti gli Stati membri.
L’Unione europea, quindi, potrebbe avere una normativa comune e uguale per tutti, superando le differenze applicative della attuale direttiva che avevano reso le imprese di alcuni Stati membri in posizione di maggiore competitività rispetto a quelle di altri Paesi.
SERVONO MISURE SERIE ED EFFICACI PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE
Marco Granelli, presidente di Confartigianato: «Il voto del Parlamento europeo rappresenta una tappa importante di questo iter complesso, nel quale Confartigianato Imprese si è dovuta confrontare con l’enorme diversità di interessi in gioco, aggravata poi dalle differenze normative tra i vari Stati membri. Il testo è frutto di un compromesso assai delicato, che ha in parte allentato la proposta iniziale della Commissione europea. Tuttavia, crediamo sia stato dato un messaggio politico importante: servono misure serie ed efficaci per riportare le micro e piccole e medie imprese ad investire e a generare ricchezza, in termini economici e sociali».
IN ATTESA DEL TESTO FINALE
Se è vero che molti Paesi hanno già fatto sapere la loro contrarietà a certi punti del testo, l’approvazione di oggi al Parlamento europeo, per niente scontata, sarà un elemento che gli Stati membri dovranno tenere in considerazione durante i propri lavori al Consiglio. Una volta che anche quest’ultimo avrà adottato la sua posizione, potranno cominciare i negoziati per la definizione del testo finale.