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Sostegni bis: aiuti in due tempi, cartelle a giugno, compensazione 4.0 più breve. Ma ci sono 3 nodi da sciogliere

Sostegni bis: aiuti in due tempi, cartelle a giugno, compensazione 4.0 più breve. Ma ci sono 3 nodi da sciogliere

#Rassegnastampa

DAI COLORI AI LIVELLI DI RISCHIO: ECCO COME CAMBIA L’ITALIA
Oggi, forse, sarà l’ultimo giorno in cui si parlerà di un’Italia “a colori”. Le Regioni, infatti, stanno facendo pressing sul governo affinché le fasce gialla, arancione e rossa vengano sostituite con tre livelli di rischio: alto, moderato e basso. Inoltre, i governatori chiedono anche di introdurre l’Rt ospedaliero che calcola l’andamento dei ricoveri e stima la loro progressione. «Da Roma si propone alle Regioni di prendersi la responsabilità delle misure da adottare», si legge su Repubblica. Le Regioni, invece, vogliono che la responsabilità delle chiusure e di altre restrizioni resti a livello nazionale.

SOSTEGNI BIS: LE NOVITA’

AIUTI IN DUE TEMPI

Lo scrivono il Sole 24 Ore e la Repubblica: «Confermato l’impianto in due tempi per la replica degli aiuti a fondo perduto alle imprese. La prima fase prevede l’erogazione automatica delle risorse in base alla perdita media del fatturato superiore al 30% con riferimento temporale al gennaio-marzo 2021 rispetto all’anno precedente. In questo caso, sarà la piattaforma dell’Agenzia delle entrate ad operare, come in passato, e ad erogare direttamente il bonifico con il rimborso alle imprese coinvolte. In una seconda fase, una volta chiusi i bilanci delle aziende, si aggiungerà il criterio delle perdite sull’utile: sarà creata una nuova piattaforma, un fondo di risorse, e i nuovi ristori aggiuntivi saranno naturalmente al netto di quanto già percepito in base al criterio del fatturato». Si è fatta strada anche l’ipotesi di un aiuto aggiuntivo su misura per le attività che sono rimaste chiuse o semichiuse anche nelle ultime settimane, come i ristoranti privi della possibilità di collocare i tavolini anche all’aperto.

CARTELLE ESATTORIALI A GIUGNO
Altra novità è quella che riguarda le cartelle esattoriali: la sospensione degli invii degli atti da parte dell’Agenzia delle entrate, già allungata fino alla fine di maggio, sarà estesa anche per il mese di giugno. Potrebbe invece essere rimandata ad un provvedimento successivo la rateizzazione fino a 10 anni delle cartelle per tutti coloro che hanno subito consistenti perdite di fatturato. «Una copertura aggiuntiva – scrive il Sole 24 Ore – servirà poi per garantire la possibilità di riprendere i pagamenti rateizzati per i contribuenti che sono decaduti dai precedenti piani di dilazione».

TRANSIZIONE 4.0: SI ACCORCIA IL PERIODO DI COMPENSAZIONE
Il Sole 24 Ore scrive che «sul tavolo del Governo c’è l’ipotesi di accorciare il periodo di compensazione per consentire alle imprese di concentrare il beneficio fiscale in un tempo più stretto. Attualmente, il piano già prevede che, per investimenti in beni strumentali tradizionali effettuati nel 2021, il credito di imposta sia utilizzabile in compensazione per un’unica quota annuale ma solo nel caso di soggetti con volume di ricavi o compensi inferiori a 5 milioni di euro». Si sta studiando una norma che estenda questo vantaggio eliminando la soglia dei 5 milioni. Anche la nuova misura riguarderebbe solo i beni strumentali tradizionali (ex superammortamento) che sono cosa diversa dai veri beni 4.0.

I NODI DA SCIOGLIERE
Sono principalmente tre i nodi che il Decreto Sostegni deve ancora sciogliere. Ne scrive la Repubblica:

  • Da luglio via ai licenziamenti: nel nuovo provvedimento non sarebbe prevista una ulteriore proroga del blocco generalizzato dei licenziamenti, destinato quindi a scadere a fine giugno. Però, fino ad ottobre resterà preclusa la possibilità di allontanare i propri dipendenti per le imprese che fruiscono di ammortizzatori sociali.
  • Liquidità con prestiti allungati: nelle prime bozze del decreto Sostegni bis è inclusa la proroga a fine anno della moratoria dei prestiti, che però non sarà più automatica e riguarderà solo la quota capitale. Per i finanziamenti garantiti dallo Stato è previsto un allungamento dei tempi e una riduzione della percentuale garantita: si passa dal 100 al 90% per gli importi fino a 30mila euro; dal 90 al 70 al 60% per gli importi superiori.
  • Superbonus per le imprese: la Ragioneria generale dello Stato aveva fatto saltare la possibilità di cedere i crediti di imposta legati ai bonus (100%, Industria 4.0, acquisto mobili ed elettrodomestici). Il timore è che Eurostat classifichi la voce come relativa ad un solo anno, appesantendo quindi il relativo deficit.