
La richiesta era già evidente nel 2022: le imprese erano pronte ad assumere 4,2 milioni di lavoratori, l’81,1% delle entrate previste, con competenze su risparmio energetico e sostenibilità ambientale. Un bisogno in crescita, considerando il fatto che nel 2021 la quota di assunzioni era al 76,3%.
COMPETENZE GREEN: NELLE MPI SI CHIEDE UN LIVELLO ALTO
Nel 41,7% delle entrate, le imprese richiedono la presenza di competenze green con un elevato grado di importanza (medio-alto e alto): nel 2021 la percentuale era al 37,9%. Il peso delle entrate con questa marcata caratterizzazione di competenze è più elevato nelle micro e piccole imprese (MPI), dove si raggiunge il 47,3%. Le piccole si collocano sul 41,9%.
Nel complesso:
IL BOOM DELL’EDILIZIA
Complice il traino degli interventi incentivati per ridurre il consumo energetico delle abitazioni, le Costruzioni – con il 48% - sono il settore nel quale si registra la quota più elevata di lavoratori che devono avere competenze su risparmio energetico e sostenibilità ambientale. Seguono i Servizi con il 46% e la Manifattura con il 36,8%. La maggiore richiesta di queste competenze si ritrova proprio nel Mezzogiorno, dove gli interventi del Superbonus pesano per il 68,6% del valore aggiunto territoriale delle costruzioni. La quota supera di 13,5 punti il 55,1% della media nazionale. Inoltre, nelle regioni meridionali di concentra il 40,2% della produzione di energia solare.
I SETTORI CON LA RICHIESTA MAGGIORE
I settori dove la domanda di lavoro nelle micro e piccole imprese è maggiormente caratterizzata da un elevato grado di importanza delle competenze green, con valori superiori alla media, sono:
IL FENOMENO SUI TERRITORI
Il fenomeno è più intenso in Puglia, dove al 49% delle entrate nelle Mpi viene richiesto - con un elevato grado di importanza - l’orientamento a processi energy saving e un ridotto impatto sull’ambiente. Seguono la Sicilia con il 48,3%, la Campania con il 47,4% e il Lazio con il 45%. Tra le altre regioni si osserva una maggiore accentuazione, superiore alla media, in Basilicata con 51%, Sardegna con 50,7%, Calabria con 49,7% e Molise con 48,6%.