News

Stagflazione no ma inflazione sì: ecco cosa ci aspetta nei prossimi mesi

Stagflazione no ma inflazione sì: ecco cosa ci aspetta nei prossimi mesi

In un’economia così traballante, dove sembra non ci siano punti d’appoggio o d’approdo, pensare alla stagflazione (la recessione in condizioni di alta inflazione) non è un esercizio da economisti.
Per ora, siamo salvi. A tranquillizzare imprese e cittadini sono i dati: il Pil italiano scende dello 0,1% e non dello 0,3% così come pronosticato nel mese di novembre 2022. E per quest’anno, le previsioni per l’economia italiana puntano ad una crescita dello 0,6%. Non sono notizie da brindisi, ma un po’ rincuorano.
Certo, la volatilità dei prezzi dell’energia e la stretta monetaria europea, con il rialzo dei tassi, non rendono agevole il percorso verso la ripresa. Infatti, nel 2023 la crescita della nostra economia, così come quella francese, si indebolisce. E addirittura ristagna quella tedesca. Però, la stagflazione resta – per ora – nell’angolo.

In calo i prezzi di gas ed energia elettrica
Sono in calo, anche se restano superiori ai livelli pre-crisi. La bolletta energetica sale a 104 miliardi di euro e si sta facendo strada l’ipotesi che lo shock energetico possa diventare permanente. Purtroppo per l’Italia: Paese che nella Ue occupa la prima posizione per la crescita dei prezzi dell’energia elettrica ed è secondo, tra i 36 Paesi Ocse, per la crescita dei prezzi energetici. A salire sono anche i prezzi dei carburanti: il gasolio è sempre più alto di quello della benzina.

Rallenta l’inflazione e accelerano i tassi bancari
I prezzi delle commodities energetiche diminuiscono e fanno rallentare l’inflazione: a dicembre 2022 si posiziona sul 9,2% nell’Eurozona (era al 10,1%) ed è inferiore al 12,3% in Italia (12,6% il mese prima). Ma la politica europea, che ha aumentato di 300 punti base i tassi, fa scricchiolare la tenuta delle imprese: su i tassi e giù gli investimenti, la produttività e le transizioni green e digitale. A soffrirne è anche la filiera delle Costruzioni e immobiliare, perché la manovra della Bce ha portato anche ad un importante aumento dei mutui. E anche i prestiti alle imprese oscillano: da un lato crescono grazie ai Servizi, dall’altro rallentano perché diminuisce la richiesta per gli investimenti e sale quella per finanziare scorte e capitale circolante. Peggiorano, ovviamente, le condizioni per poter accedere al credito.

Si ferma il credito alle imprese
Su MF i dati di Bankitalia: nel credito alle imprese, nell’ultimo mese c’è stato un calo di 14 miliardi di euro. E i tassi alle imprese sono passati dal 3% di novembre al 3,55%. Banca d’Italia sottolinea che «i criteri di offerta nel credito si sono irrigiditi soprattutto per le imprese nel comparto manifatturiero ad alta intensità energetica e in quello immobiliare». Il credito alle imprese si è bloccato in Italia e Spagna, mentre è salito in modo significativo in Francia (+8,1%) e Germania (+10,7%).

I fattori di incertezza per il 2023
Stretta monetaria, guerra, instabilità finanziaria, prezzi dell’energia, rallentamento della Cina, ritardi nell’attuazione del Pnrr: la bomba è innescata e pesa, come è normale che sia, sull’indice di fiducia delle imprese. E così resta alta l’incertezza delle aziende manifatturiere sull’andamento futuro dei propri affari con un quinto delle imprese esportatrici che registra scarsità di materiali. Su quasi una su tre pesa l’influenza negativa di costi e/o prezzi, mentre sembra migliorare il problema dei tempi di consegna, complice anche il forte calo dei costi del nolo di container dopo l’escalation del 2021.

Produzione manifatturiera in calo; costruzioni in aumento
La produzione della manifattura ha registrato un calo congiunturale dello 0,5% nel trimestre settembre-novembre 2022, ma è cresciuta nei primi 11 mesi del 2022 trainata da moda, gioielleria, occhialeria e legno, settori con ampia presenza dell’artigianato: è questo che riesce a crescere lievemente. Sempre nei primi 11 mesi del 2022, il volume delle esportazioni è cresciuto dello 0,3% grazie ai beni di consumo (+4,3%), ad una maggior spinta dai settori a maggior presenza di MPI e dei mercati europei e degli USA (terzo partner commerciale del nostro Paese). Le Costruzioni, invece, continuano a salire grazie anche ai bonus edilizi.

Periodo incerto ma cresce la domanda di lavoro stabile
Nonostante i cigni neri, le imprese assumono: 2 occupati permanenti su 3 sono richiesti dalle Pmi. Ecco perché le imprese prevedono un trend in crescita nel I trimestre 2023. In pole position si trova il Manifatturiero (soprattutto Meccanica ed elettronica) e a seguire le Costruzioni. Il paradosso del mismatch occupazionale, però, resiste: le imprese faticano a reperire il 45,6% delle entrate previste. La percentuale sale al 55,8% per quanto riguarda la richiesta di operai specializzati e conduttori impianti. Le imprese in maggiore difficoltà sono quelle dell’Edilizia, del Legno, della Moda e del settore meccanico.

Prezzi alla produzione, rallenta la crescita ma restano al +10%
I prezzi alla produzione “no energy”, a dicembre 2022, rallentano la crescita (primo calo da metà 2020) ma si attestano su un +10%. I prezzi dei prodotti manufatti per l’edilizia seguono gli stessi trend anche se la crescita resta più alta.

Focus sulla riqualificazione del patrimonio edilizio ed efficienza energetica
Nel 2021, la spesa per il rinnovo degli edifici residenziali (riqualificazione del patrimonio edilizio ed efficienza energetica) è stata di 75,1, miliardi di euro. Il 62,8% di questi ha interessato una riqualificazione collegata agli incentivi. L’analisi del patrimonio immobiliare e delle scelte di tipologia di immobili degli italiani, evidenzia un maggior consumo di energia in abitazioni unifamiliari e i dati desunti dalle richieste di rilascio di attestati di prestazione energetica mostrano che ben tre quarti delle abitazioni residenziali sono nelle tre classi energetiche peggiori: E, F e G. Secondo le linee della proposta di direttiva europea sulla prestazione energetica nell’edilizia, saranno queste ad essere le maggiori interessate dalle azioni di miglioramento.