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Supply chain provinciale: il ruolo di Malpensa nel nuovo ecosistema delle Pmi

Supply chain provinciale: il ruolo di Malpensa nel nuovo ecosistema delle Pmi

L’attuale momento storico rende necessaria una nuova visione di supply chain provinciale, che passi sempre di più dalla capacità di mettere in relazione produzione, logistica e trasformazione digitale del territorio.

In questo scenario evolutivo, Malpensa è determinante. Perché è il più importante hub cargo del Paese e uno dei principali del Sud Europa; punto di accesso strategico ai mercati extra-UE. Ma anche un “porto secco” capace di sostenere le Pmi nell’ingresso sui mercati globali. Questo il presupposto da cui parte il nostro confronto con Andrea Venegoni, professore associato di Economia politica della Liuc nonché responsabile dell’Osservatorio sull’impatto economico degli aeroporti milanesi della Liuc Business School.

MALPENSA, “PORTO SECCO”
Negli ultimi anni lo scalo ha conosciuto una netta ascesa soprattutto per quanto riguarda la movimentazione delle merci. Andrea Venegoni condivide alcuni dati presenti nel Report 2025 dell’Osservatorio sull'impatto economico degli aeroporti milanesi: Malpensa gestisce il 65,6% export aereo nazionale prodotti meccanici, il 76,1% export aereo tessile–abbigliamento, il 55,6% export aereo chimica/plastica e il 62,4% metallurgia. È dominante nel trasporto aereo e gioca un ruolo chiave per l’internazionalizzazione di intere filiere italiane.

Il ruolo di “porto secco” è reso possibile anche dal collegamento con la rete intermodale ferroviaria e autostradale e dalla vicinanza con il porto di Genova.

I punti di forza dello scalo risiedono quindi nella posizione, nell’inserimento in un sistema logistico articolato e nell’identità di hub. Si aggiunge la dimensione digitale: la Cargo City consente di integrare flussi fisici e flussi informativi, vantaggio determinante per la gestione di una moderna supply chain.

OLTRE I CONFINI AMMINISTRATIVI
Malpensa si configura come prezioso motore della trasformazione strutturale di un territorio già di per sé competitivo. Che ha unito alla classica vocazione manufatturiera una vocazione logistica, diventando uno snodo cruciale nella catena di valore globale. Il valore aggiunto generato da Malpensa per la provincia è costante in crescita.

Importante chiarire che i confini della supply chain provinciale non sono rigidamente amministrativi. L’ecosistema economico che gravita intorno a Malpensa tende a estendersi oltre l’area locale, quindi le province di Milano, Novara e Varese. In una logica economica più ampia, abbraccia l’intero Nord Ovest italiano.

L’IMPATTO SULLE FILIERE
Per le filiere, Malpensa rappresenta un fattore rilevante legato anche alle problematiche del trasporto via nave, che risente delle attuali tensioni geopolitiche. Malpensa risponde all’esigenza di essere sempre più vicini, in termini di tempi, ai mercati. Compresi quelli molto lontani.

Il tradizionale modello lineare della catena di fornitura è in fase di superamento. Si sta diffondendo il modello a rete, che integra tutti i “nodi” a prescindere dal posizionamento nella filiera produttiva. C’è un contatto diretto e puntuale tra imprenditori, operatori logistici, istituzioni, soggetti doganali. Nella filiera entrano inoltre i fornitori dei servizi logistici e chi gestisce le infrastrutture.

C’è un’integrazione anche dei processi, che consente di ottimizzare le attività, ridurre costi e tempi e aumentare l’efficienza operativa. Naturalmente, il sistema infrastrutturale – aria, ferro e gomma – resta fondamentale e si traduce in un efficientamento logistico con riduzione dei passaggi intermedi. Ma anche il digitale concorre a un’ottimale costruzione della supply chain, in primis grazie alla condivisione dei dati.

INTEGRAZIONE ECOSISTEMICA
Una simile infrastruttura non ha soltanto un impatto sulla mobilità delle merci, ma favorisce la collaborazione tra tutto il sistema produttivo e le istituzioni. Assume il ruolo di cluster logistico capace di influenzare le performance delle imprese e rendere il territorio più attrattivo, accessibile e visibile.

La provincia può diventare a tutti gli effetti un nodo strutturato della catena globale del valore e le Pmi si inseriscono in un vero e proprio ecosistema logistico. Malpensa ne favorisce anche la trasformazione/evoluzione. Da un lato alimenta quella vocazione alla qualità che già caratterizza il territorio: chi si serve dell’hub punta su servizi e merci premium. Su valori come rapidità, precisione, esclusività del prodotto.

Dall’altro lato, diventa strumento di resilienza. E basti considerare che le esportazioni tramite vettore areo stanno aumentando rispetto ad altre modalità di trasporto più esposte a interruzioni del traffico.

Il cargo via aereo, in questo periodo, è sovra performante. È in atto un upgrade organizzativo e di processo. Malpensa garantisce una migliore reazione a eventuali shock geopolitico, perché in generale la tratta aerea – al contrario di quella via mare, per esempio – difficilmente si interrompe, grazie all’innata flessibilità: non è troppo difficile trovare alternative se necessario.

UN’OPPORTUNITÀ PER TUTTE LE PMI
Alla luce di quanto osservato, è anche vero che Malpensa fa emergere una dicotomia tra Pmi più evolute, maggiormente orientate all’export e con maggiori capacità di investimento, e imprese meno vocate all’internazionalizzazione.

I vantaggi offerti dalla nuova visione sono evidenti soprattutto per le imprese che producono beni ad alto valore unitario, per le quali la velocità dei collegamenti, l’affidabilità logistica e l’integrazione tra infrastruttura fisica e digitale rappresentano fattori competitivi decisivi. Tuttavia Malpensa rappresenta un “jolly” per l’intero sistema produttivo territoriale, che può essere risolutivo anche in situazioni di emergenza o particolari necessità.

Certo, serve lungimiranza strategica. Anche se potrebbe sembrare il contrario, nella visione della supply chain provinciale la tecnologia conta 40 e il cambiamento organizzativo 60. Non ha senso investire su nuove tecnologie se poi non si sa come usarle e integrarle. Bisogna adattarsi ed evolversi, e qui appare inevitabile riferirsi anche alla Smart City di Malpensa. Il cambiamento è un volano, non un freno.

UN MODELLO REPLICABILE?
Il modello Malpensa è unico. Ma d’altra parte, il paradigma della supply chain integrata e smart può rappresentare un riferimento strategico per altre province italiane.

L’approccio può trovare applicazione anche nel trasporto marittimo e nella logica dei flussi portuali. Diversi porti del Nord Europa stanno infatti evolvendo verso sistemi di gestione più integrati e digitalizzati. In sostanza, il modello non dipende esclusivamente dalla natura dell’infrastruttura, ma dalla capacità di organizzare e mettere in rete i processi logistici. Questa la strada verso il futuro. Nadine Solano