
UNA NUOVA CULTURA DEL CREDITO PER IL DOPO PANDEMIA
Il Sole 24 Ore scrive che “le misure di sostegno alla liquidità si stanno riducendo; il numero delle imprese in difficoltà finanziaria aumenterà; alcune stanno ristrutturando i loro modelli di business. Ma quale supporto sarà fornito dagli istituti di credito?”. I nuovi orientamenti della European banking authority (Eba) suggeriscono, alle banche, “di orientare la valutazione del merito creditizio delle imprese verso il futuro, attribuendo crescente peso alle proiezioni economiche e finanziarie e di valutare ex ante l’impatto dei possibili scenari prospettici di mercato sulle performance economiche e finanziarie attese del cliente. I modelli di rating dovranno attribuire maggiore peso alle variabili qualitative e dovrà prevalere, da parte delle banche, l’esigenza di valutare il merito creditizio di progetti di ristrutturazione e risanamento di imprese in difficoltà finanziaria piuttosto che progetti di sviluppo di imprese finanziariamente solide”. Per farlo, le stesse banche dovranno ristrutturare i loro sistemi di concessione e di monitoraggio del credito; sviluppare una maggiore tempestività nella percezione e nella gestione delle crisi aziendali; introdurre al loro interno idonei percorsi di formazione per sviluppare una “nuova cultura del credito”.
SARONNO VUOLE IL SUO ITS

“Un Its sull’automazione industriale a Saronno? Il sogno potrebbe finalmente concretizzarsi. E’ questo di cui si è parlato nei giorni scorsi al Faberlab con i responsabili dell’hub per l’innovazione di Confartigianato Varese che ha sede all’ex Lesa di Saronno”, scrive la Prealpina. L’Its, che manca completamente a Saronno, potrebbe prendere forma grazie alla volontà comune dell’amministrazione civica e di Faberlab. “La nascita di un Istituto tecnico superiore – prosegue il quotidiano – farebbe salire a 10 il numero delle scuole superiori a Saronno. Nel frattempo, con Faberlab si sono affrontati alcuni temi riguardanti la possibilità di cooperazione con il Comune per poter trovare sinergie sul tema dell’attrattività della città coniugato con le sue vocazioni produttive, industriali e commerciali. Inoltre, amministrazione e Faberlab si sono trovati in sincronia sui temi dell’istruzione, dell’orientamento post-diploma e dell’innovazione tecnologica e digitale. Perché – ha fatto sapere il Comune – Faberlab è una risorsa per la città”. E per le imprese, che si affidano alla struttura in via Gaudenzio Ferrari per innovare prodotti, processi (anche nel campo del design) e organizzazione.
TRANSIZIONE GREEN: OPPORTUNITA’ DAL PNRR PER IL 53,1% DELLE IMPRESE
In totale, conteggiando le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e quelle del

fondo complementare, alla transizione green sono destinati 68,66 miliardi di euro. L’ultimo Osservatorio Mpi di Confartigianato Lombardia ha intervistato 1.800 imprenditori per capire come affronteranno le sfide della transizione ecologica: per il 53,1% delle aziende, i finanziamenti europei sono un’opportunità. I settori più coinvolti dalla svolta green sono quelli dell’edilizia, dell’installazione di impianti, dei prodotti in metallo, del legno-arredo e dell’autoriparazione. Si legge, sul Quotidiano Energia, che “tra le conseguenze sulle aziende della transizione green, il 56,7% degli intervistati segnala il cambiamento di produrre, comunicare e distribuire; il 54,7% aggiorna le competenze dei dipendenti”. Il 67,8% delle micro e piccole imprese del manifatturiero già realizza almeno un’attività/azione a favore della sostenibilità ambientale. Il 41,7% del campione punta sulla riduzione dei consumi di energia e acqua, il 32,4% sull’utilizzo di materiale più facile da riciclare, il 25,2% sulla revisione delle modalità dell’offerta, il 21,3% sul rinnovo del parco veicolare. Il 42% si dedica all’economia circolare. Quota che sale al 51% nel settore delle costruzioni.
LA MOBILITA’ DEL DOMANI: ECCO PERCHE’ INVESTIRE SULLA SETTIMA RIVOLUZIONE

La “settima rivoluzione è quella che nasce dalle innovazioni che contemporaneamente, oggi, sono in atto in diversi settori e sono potenzialmente disruptive: non solo auto, bus, treni, navi e aerei che guidano soli scambiandosi informazioni fra loro e non solo mezzi elettrici o a idrogeno”, scrive il Sole 24 Ore. Sotto i riflettori c’è un “sistema che permette ai viaggiatori di scegliere in un menù di opzioni il programma di viaggio con alternative che, a seconda dei casi, includono veicoli a guida autonoma o in condivisione; tratti in bici e in treno con orari e prezzi diversi in funzione dei livelli di congestione e dell’anticipo di prenotazione con un impatto sulle funzioni urbane, sul costo del trasporto (con la riconversione al lavoro di autisti ed equipaggi), sulla riorganizzazione della produzione e della logistica con l’automazione di carico, scarico e trasporto delle merci”. La settima rivoluzione è già qui e avrà un impatto sulle filiere industriali e sull’economia in generale: “C’è un interesse italiano dentro quello europeo? Ci sono comparti industriali e centri di ricerca competitivi sui quali investire? Possiamo ritornare ad essere quel Paese le cui industrie automobilistiche e ferroviarie, nel secondo dopo guerra, erano eccellenze a livello mondiale?”.