
BOLLETTE: GLI AUMENTI SONO FINITI. SI RISCHIA LO TSUNAMI SU IMPRESE E FAMIGLIE
In poco più di tre mesi, le bollette elettriche sono aumentate di quasi il 40% e il prezzo del gas non accenna a scendere. E il gas, in Italia, viene bruciato per produrre energie elettrica: si rischia il crash. Arera – l’Autorità di regolamentazione dell’energia – annuncia che nel primo quadrimestre del 2022 ci sarà “un ulteriore significativo aumento dei prezzi”, scrive MoltoEconomia. Dal primo gennaio, in bolletta torneranno anche gli oneri di sistema e le differenze tra mercato libero e tutelato si fanno già sentire: imprese e famiglie che hanno scelto il primo, per ora non hanno subito l’impennata dei prezzi, ma il campanello d’allarme potrebbe suonare anche per loro. Lo ricorda Confartigianato: l’83% del totale delle imprese è sul mercato libero e, ad oggi, pagano il prezzo unico nazionale 55 euro al Megawattora; a dicembre, la previsione è di 155 euro. I rimedi possibili ci sono: il governo dovrebbe confermare la riduzione dell’Iva sul gas e introdurre una misura simile anche per l’energia elettrica, magari eliminando dalla base di calcolo dell’Iva almeno gli oneri di sistema pagati dai consumatori. L’Arera, invece, pensa “di destinare stabilmente i ricavi delle aste per l’assegnazione delle quote di CO2 pagate dai grandi inquinatori alla riduzione degli oneri generali di sistema. Inoltre, andrebbero spostati dalla bolletta alla fiscalità generale quegli oneri che con il gas e l’energia non hanno niente a che fare, da quelli connessi allo smaltimento delle centrali elettronucleari fino al regime tariffario speciale per le Ferrovie”.
BONUS EDILIZI, TORNANO SCONTO IN FATTURA E CESSIONE DEL CREDITO

Ne scrive il Sole 24 Ore: “Il testo definitivo della legge di bilancio potrebbe portare buone notizie. La prima riguarda i bonus edilizi, per i quali si riaffacciano lo sconto in fattura e la cedibilità del credito anche negli interventi che non rientrano nel super-sconto del 110%”. Il ritorno di questi meccanismi punta anche “ad attenuare l’effetto regressivo dei bonus, che sono sfruttabili con le detrazioni solo da chi ha la liquidità per sostenere i costi iniziali e la capienza Irpef per scontare poi l’incentivo dalle imposte”. L’obiettivo del nuovo testo è di prorogare il sistema introdotto per il biennio 2020-2021 dal decreto Rilancio dell’anno scorso, che aveva previsto sconto in fattura e cedibilità del credito per sei filoni di intervento: recupero del patrimonio edilizio, interventi di efficienza energetica, misure antisismiche, recupero o restauro delle facciate, installazione di impianti fotovoltaici o di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici. La legge di bilancio lavora su una proroga al 31 dicembre 2024 del sismabonus al 50%, dell’ecobonus al 65%, del bonus mobili (riduzione della spesa a 5mila euro; attualmente a 16mila) e del bonus verde. Per il bonus facciate è prevista la proroga all’anno 2022, ma con una riduzione della detrazione dal 90% al 60%.
LA FINANZA DIVENTA GREEN: SOLDI SOLO A CHI NON INQUINA
Da Glasgow, dove si sta tenendo la Cop26 sul clima, arriva un annuncio che cambierà anche le

regole del credito: “Il 40% del mondo della finanza, banche e investitori ha infatti promesso di rispettare gli accordi della Cop di Parigi del 2015 in termini di taglio di emissioni”, scrive Repubblica. Da qui, l’impegno di “reimmaginare la finanza: i 2/5 degli istituti che ne fanno parte si sono impegnati a versare soldi in progetti a emissioni zero”. Ma un altro problema che preoccupa è il greenwashing, cioè i falsi investimenti verdi delle aziende per ottenere fondi e credibilità. In meno di 20 anni, il valore dei fondi che si concentrano su questioni ambientali, sociali e di governance (Esg) è arrivato a superare i 30mila miliardi di dollari, e solo nel 2020 c’è stato un balzo da 1.700 miliardi. La Banca europea degli investimenti dice che, dal 2022, “esaminerà più severamente i contraenti dei prestiti: già da quest’anno, tutti i progetti approvati devono essere in linea con la Cop di Parigi”. Perché “dei 650 miliardi di euro che le banche elvetiche hanno utilizzato nel 2020 per attirare clienti ecologici, solo una parte è finita a finanziare grossi gruppi che, di verde, hanno ben poco”.
IMPRESE ARTIGIANE E SCONTO INAIL: PREMIO RIDOTTO DEL 7,38%
Lo scrive Italia Oggi: “Sale al 7,38% lo sconto dei premi Inail spettante alle imprese artigiane

per il corrente 2021 (lo scorso anno è stato del 6,81%)”. Ricordiamo che l’incentivo spetta alle imprese in regola con le norme sulla sicurezza del lavoro nel biennio 2016/2017, che risultano in regola con gli adempimenti contributivi e “che non hanno denunciato infortuni nel biennio precedente quello della validità dello sconto”. Il biennio di riferimento, precisa l’Inail, “è quello che precede immediatamente ogni singola annualità cui si riferisce il premio dovuto a titolo di regolazione. Per l’anno in corso, dunque, il biennio di riferimento per il quale non devono risultare denunce di infortuni è il 2019/2020”. Per gli anni dal 2008 al 2010, l’incentivo è stato fruito da tutte le imprese artigiane. Dal 2011, invece, occorre fare specifica richiesta in sede di dichiarazione delle retribuzioni.