
Migliorano i rapporti interpersonali, la riconversione delle competenze si fa più snella, l’impatto ambientale diminuisce gradatamente, ci si adatta prima e meglio ai cambiamenti dell’economia: questi i vantaggi che la Transizione 5.0 può portare anche alle piccole e medie imprese.
Un piano ambizioso che prevede investimenti per 6,3 miliardi di euro per il biennio 2024-2025 e che si compone di due incentivi distinti: da un lato quelli che ancora interessano la Transizione 4.0 per l’acquisto di beni e, dall’altro, i fondi della Transizione 5.0 per beni e attività che possono migliorare i consumi energetici.
I TRE PILASTRI
In realtà, il Piano 5.0 è sufficientemente complesso perché procede per integrazione. Nel senso che tre sono i pilastri, legati fra loro, sui quali deve fare leva l’attività imprenditoriale:
NIENTE DI NUOVO?
Il paradigma, parola amata dagli economisti, introdotto dalla Transizione 5.0 non è però nuovo: dati e intelligenza umana si sono già incontrati nel Piano Industria 4.0 sulla base di una “collaborazione” che ha posto l’uomo al centro delle decisioni; la resilienza è termine in voga dallo scoppio della pandemia da Covid 19, ma ha sempre attraversato la storia delle imprese (la stessa globalizzazione ha portato a ristrutturazioni e riorganizzazioni) chiamate ad affrontare eventi imprevedibili con creatività e spinta tecnologica. Infine, la sostenibilità: gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile inseriti nell’Agenda 2030 dell’Unione europea risalgono al 2015.
UNA SPINTA PER NAVIGARE NEL MERCATO GLOBALE
“Buzz word” (parola di tendenza), o meno, la Transizione 5.0 vuole aiutare le piccole e medie imprese a rispondere alla grande trasformazione economica attraverso un’unione sempre più funzionale tra digitalizzazione e sostenibilità ambientale. E lo fa con risorse che puntano ad ammodernare ulteriormente i processi tecnologici, ad aumentare competenze e conoscenze da parte dei collaboratori (la formazione, nel Piano, è rilevante) e ad incentivare l’introduzione nelle imprese di tutte quelle misure che le possano rendere più sostenibili. In pratica, si sollecita – attraverso gli investimenti – la dotazione di una “cassetta degli attrezzi” in linea con le sfide aperte dalla nuova economia. Sfide che stanno rivoluzionando il mondo del business.
I VANTAGGI PER LE IMPRESE
La parola che meglio descrive il Piano Transizione 5.0 è “integrazione”: diversi sono gli strumenti e i settori nei quali agire, ma una sola è la finalità. Quella di preparare le imprese, anche le Pmi, ad affrontare mercati sempre più soggetti a dinamiche imprevedibili. Ecco perché avvicinarsi, con i passi giusti, al Piano 5.0: