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Transizione 5.0: il Piano che aiuta le Pmi a diventare più green, robuste e produttive

Transizione 5.0: il Piano che aiuta le Pmi a diventare più green, robuste e produttive

Migliorano i rapporti interpersonali, la riconversione delle competenze si fa più snella, l’impatto ambientale diminuisce gradatamente, ci si adatta prima e meglio ai cambiamenti dell’economia: questi i vantaggi che la Transizione 5.0 può portare anche alle piccole e medie imprese.
Un piano ambizioso che prevede investimenti per 6,3 miliardi di euro per il biennio 2024-2025 e che si compone di due incentivi distinti: da un lato quelli che ancora interessano la Transizione 4.0 per l’acquisto di beni e, dall’altro, i fondi della Transizione 5.0 per beni e attività che possono migliorare i consumi energetici.

I TRE PILASTRI
In realtà, il Piano 5.0 è sufficientemente complesso perché procede per integrazione. Nel senso che tre sono i pilastri, legati fra loro, sui quali deve fare leva l’attività imprenditoriale:

  • L’umano-centrismo: tradotto, significa aumentare l’attenzione nei confronti del lavoratore anche attraverso un ambiente di lavoro sempre più sicuro, il rispetto dei diritti umani e il potenziamento delle competenze. In pratica, si vuole rendere il rapporto tra uomini e macchine più semplice, senza intaccare i diritti fondamentali dei collaboratori
  • La resilienza: la capacità di resistere e adattarsi alle crisi economiche, climatiche e sociali con risultati positivi. Per agire sulla fragilità delle imprese italiane e renderle più robuste e produttive
  • La sostenibilità: uso sostenibile delle risorse rinnovabili, uso sostenibile delle risorse non rinnovabili, tasso di emissione sostenibile per inquinamento e rifiuti. Una sintesi di ciò che è l’economia circolare

NIENTE DI NUOVO?
Il paradigma, parola amata dagli economisti, introdotto dalla Transizione 5.0 non è però nuovo: dati e intelligenza umana si sono già incontrati nel Piano Industria 4.0 sulla base di una “collaborazione” che ha posto l’uomo al centro delle decisioni; la resilienza è termine in voga dallo scoppio della pandemia da Covid 19, ma ha sempre attraversato la storia delle imprese (la stessa globalizzazione ha portato a ristrutturazioni e riorganizzazioni) chiamate ad affrontare eventi imprevedibili con creatività e spinta tecnologica. Infine, la sostenibilità: gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile inseriti nell’Agenda 2030 dell’Unione europea risalgono al 2015.

UNA SPINTA PER NAVIGARE NEL MERCATO GLOBALE
“Buzz word” (parola di tendenza), o meno, la Transizione 5.0 vuole aiutare le piccole e medie imprese a rispondere alla grande trasformazione economica attraverso un’unione sempre più funzionale tra digitalizzazione e sostenibilità ambientale. E lo fa con risorse che puntano ad ammodernare ulteriormente i processi tecnologici, ad aumentare competenze e conoscenze da parte dei collaboratori (la formazione, nel Piano, è rilevante) e ad incentivare l’introduzione nelle imprese di tutte quelle misure che le possano rendere più sostenibili. In pratica, si sollecita – attraverso gli investimenti – la dotazione di una “cassetta degli attrezzi” in linea con le sfide aperte dalla nuova economia. Sfide che stanno rivoluzionando il mondo del business.

I VANTAGGI PER LE IMPRESE
La parola che meglio descrive il Piano Transizione 5.0 è “integrazione”: diversi sono gli strumenti e i settori nei quali agire, ma una sola è la finalità. Quella di preparare le imprese, anche le Pmi, ad affrontare mercati sempre più soggetti a dinamiche imprevedibili. Ecco perché avvicinarsi, con i passi giusti, al Piano 5.0:

  • Inserire in azienda processi sempre più rispettosi dell’ambiente e della sostenibilità, anche attraverso l’economia circolare, facilita una produzione in linea con i volumi richiesti dai clienti
  • Si efficientano l’uso delle risorse e il ciclo di vita dei prodotti per abbattere gli sprechi aziendali
  • L’impresa risponde in modo reattivo ai cambiamenti repentini dei mercati e aumenta la competitività nel breve, medio e lungo periodo. Le risorse vengono ottimizzate anche attraverso l’uso di linee produttive intelligenti, materiali sostenibili e tecnologie che monitorano in tempo reale gli impianti, da gestire in un’ottica sostenibile
  • L’ambiente di lavoro si fa più attrattivo per i giovani talenti. Le competenze sono allineate alle nuove tecnologie e tutti i dipendenti sono coinvolti nel cambiamento imprenditoriale. Si registra una maggiore considerazione dei collaboratori e delle loro potenzialità
  • L’ambiente di lavoro si fa più sicuro, privo di rischi e più inclusivo sia nella fase di recruiting che nella gestione dei collaboratori
  • La formazione diventerà ancora più mirata ed efficace perché le nuove tecnologie porteranno ad opportunità lavorative sempre più specializzate