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Truffe in aumento: i consigli per affrontarle anche in azienda

Truffe in aumento: i consigli per affrontarle anche in azienda

Il gioco è tanto semplice quanto insidioso: basta cambiare una vocale ad un indirizzo mail, appropriarsi dell’identità digitale di un amministratore delegato, di un commerciale o di una persona ben conosciuta all’interno di un’azienda, segnalare un nuovo IBAN con la scusa che il vecchio conto è stato chiuso. E la truffa è servita. Questo è solo uno tra i tanti esempi, diretti alle imprese, che hanno scaldato la platea presente l’altra sera a Gallarate per l’evento “Prevenire le truffe: incontro con le forze dell’ordine”.

Organizzato dall’Associazione Nazionale Anziani e Pensionati (Anap), in collaborazione con Confartigianato Imprese Varese, l’appuntamento è entrato nel merito del fenomeno grazie agli interventi del Sostituto Commissario Marco Grandinetti e dell’Assistente Capo Coordinatore Danilo Di Fruscia (entrambi della Polizia) e del Capitano Pierpaolo Convertino, comandante della Stazione dei Carabinieri di Gallarate (nella foto, i relatori con il presidente provinciale Anap Giacomo Ciriacono).

La gravità dei pericoli in rete è stata fotografata dalla Polizia Postale: in Italia, dal 2022 al 2023 le truffe sono aumentate del 20% con ricavi che sono passati dai 114 milioni di euro ai 137 milioni. A preoccupare maggiormente sono le analisi sul falso trading online: 3.360 casi trattati, 188 persone denunciate e profitti totali per 109 milioni di euro.
Se si osserva il fenomeno dal punto di vista generale, dal 2022 al 2023 i casi trattati sono aumentati del 6%, le persone indagate hanno registrato un incremento del 2% mentre le somme sottratte hanno fatto +20%.

LE DUE REGOLE DA SEGUIRE
A dare i primi consigli è il Capitano Convertino: «Parliamo di truffe fisiche. Quando qualcuno si presenta al proprio cancello, due sono le regole da rispettare: se si ha un dubbio sull’identità della persona, non bisogna aprire a nessuno. Secondo, bisogna contattare subito il 112. Polizia o Carabinieri interverranno immediatamente».
 

Foto Truffe Telefoniche

COME RICONOSCERE IL TRUFFATORE
Dipende da truffa e truffa, ma chi si presenta in “divisa” solitamente commette alcuni errori. Ad elencarli è ancora il Capitano dei Carabinieri: «E’ importante controllare l’uniforme di chi si spaccia per un rappresentante delle forze dell’ordine: solitamente, il truffatore presenta un’uniforme che non è riconoscibile. Cioè, non ha berretto, alamari e bandoliera. I Carabinieri operano in coppia e con vetture di servizio, non si presentano mai con felpe o pettorine, agiscono in borghese solo in determinate zone e per specifiche operazioni. La stessa Polizia, quando è in borghese (in questo caso bisogna sempre chiedere di mostrare la placca o il tesserino di riconoscimento), si fa anticipare da alcuni colleghi in uniforme. Le stesse attenzioni vanno usate nei confronti dei falsi tecnici del gas, luce o acqua: durante gli interventi è bene essere sempre in due».

LE IMPRESE A RISCHIO
Le truffe colpiscono grandi e piccole imprese di ogni settore. L’Assistente Capo Coordinatore Danilo Di Fruscia e il Sostituto Commissario Marco Grandinetti mettono l’accento soprattutto su chi opera sui mercati esteri, acquistando o vendendo: «I Paesi più rischiosi sono quelli asiatici, in particolar modo la Cina. Per estorcere denaro, la truffa più utilizzata è quella del falso account mail: spesse volte si cade nella rete per fretta o distrazione, perché i prezzi sono particolarmente convenienti o perché si ha fiducia nel nostro contatto. Il problema è che i controlli sui conti correnti asiatici sono impossibili, le rogatorie internazionali hanno tempi lunghissimi e nel 90% dei casi i soldi versati su conti esteri non vengono recuperati. L’unica strada percorribile è quella di fare leva sulle banche. Il danno morale supera, spesso, quello materiale: il colpo, a livello psicologico, è devastante e incide sul futuro della vittima. Che da quel momento perderà la fiducia in sé stesso e negli altri».

LE TRUFFE PIU’ UTILIZZATE NEI CONFRONTI DELLE IMPRESE
Phishing, Vishing e Smishing sono gli strumenti più utilizzati per sottrarre dati alle imprese. Ma anche ai

Foto Truffe Telefoniche

cittadini. Sono sistemi di truffe online che, nel caso del Vishing, utilizza i video e le videochiamate, mentre nel caso dello Smishing fa leva sugli Sms. I casi trattati, dal 2022, sono aumentati del 15%; le persone indagate hanno registrato un incremento dell’8%, mentre le somme sottratte hanno fatto +4%.
I consigli? Ancora Danilo Di Fruscia e Marco Grandinetti: «Oggi i dati sono denaro, e il truffatore si evolve con l’evolversi della tecnologia: pensiamo a tutti i falsi numeri telefonici creati con VoIP. Oppure, ai messaggi su WhatsApp con i quali si chiede di attivare il proprio Bancomat digitando il PIN. Con successivi messaggi si riceveranno alcuni codici con i quali il truffato autorizzerà le operazioni degli hacker. Le banche non sono responsabili se il codice è stato dato di propria volontà».

LE TRUFFE TELEFONICHE

Foto Truffe Telefoniche

Sono molto diffuse, ma colpiscono soprattutto la popolazione anziana. A parlarne è il Comandante Pierpaolo Convertino: «Solitamente i truffatori telefonano dalle ore 08.00 alle ore 10.00 perché sanno di trovare in casa persone ormai in pensione. Sul territorio di Gallarate abbiamo notato che i giorni della settimana più gettonati sono il lunedì, martedì, mercoledì e alcune volte anche il giovedì. Le truffe sono rarissime durante il maltempo perché a casa potrebbero esserci famigliari. L’obiettivo è carpire informazioni e dati e convincere la vittima a fare versamenti a favore di un parente che, per esempio, ha avuto un incidente. Anche se la telefonata viene chiusa, ricordiamo che i truffatori mantengono la linea aperta e rispondono nel caso il malcapitato decida di contattare un parente». I consigli: per evitare le truffe telefoniche sarebbe bene oscurare il proprio numero dalle Pagine Bianche, addirittura non possedere una linea fissa o, se si è contattati da un truffatore, passare il ricevitore ad un proprio parente. La frase magica: “Chiamo la Polizia o i Carabinieri per una verifica”.

TRUFFE SENTIMENTALI
E’ quello che, in gergo, viene definito “romance scam”. Come avviene? Una persona viene adescata facendo leva sulle sue passioni e sulle sue debolezze: il truffatore crea un feeling con la vittima, offre regali e dà affetto, condivide e ascolta, crea con lei un forte rapporto di fiducia. «Diventa addirittura premuroso – conclude il Capitano Convertino – fino ad arrivare ad un vero e proprio avvinghiamento. E da lì inizia il ricatto con la richiesta, ripetuta nel tempo, di piccole somme. Raggiunto l’obiettivo, il criminale non si fa più trovare. Il vero problema è che queste truffe spesso non vengono denunciate perché la vittima prova un forte senso di vergogna».