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Visioni di futuro: Cig e licenziamenti, crisi d'impresa e la ripresa disomogenea e lenta

Visioni di futuro: Cig e licenziamenti, crisi d'impresa e la ripresa disomogenea e lenta

DAVIDE GALLI RICONFERMATO PRESIDENTE DI CONFARTIGIANATO VARESE
Prospettiva, visione e sviluppo: parte da qui il nuovo percorso di Davide Galli, rieletto alla presidenza di Confartigianato Imprese Varese nell’ambito del Congresso provinciale 2021 al quale hanno partecipato, con voto online, più di 900 imprenditori. Prospettiva, visione e sviluppo: tre perni di un programma che vede in campo anche la società di servizi Artser di Confartigianato Varese e Faberlab, l’hub dell’innovazione industriale. La resilienza è il fattore principale per imprese che dovranno investire in produttività, evoluzione digitale, compatibilità ambientale, internazionalizzazione. Sul fronte territoriale, il presidente Galli rilancia il progetto di legge “Aree di confine” a tutela delle aziende depauperate di professionalità dall’attrattività economica del Canton Ticino e punta sulla Zona Logistica Semplificata di Malpensa, oltre che su una rinnovata vocazione industriale orientata alla mobilità green sulla quale si è concentrata Confartigianato Varese con lo studio commissionato a The European House Ambrosetti e sulla quale stanno lavorando i Comuni di Varese (formazione) e Busto Arsizio (idrogeno).

CIG IN ALTERNATIVA AI LICENZIAMENTI
Il confronto sul tema dei licenziamenti continua. In attesa che il decreto legge arrivi in Consiglio dei Ministri, il Sole 24 Ore elenca le principali novità:

  • Manifatturiero: per le imprese del settore che hanno esaurito (o stanno per farlo) gli ammortizzatori sociali viene “azzerato il contatore” e potranno contare su un massimo di altre 13 settimane di cassa fruibili fino a dicembre. Queste nuove settimane di sussidio sono gratis e quindi, di fatto, chi le utilizza non può licenziare.
  • Priorità alla riforma degli ammortizzatori. Il governo ha chiesto alle parti sociali una dichiarazione congiunta in cui si impegnano «a raccomandare l’utilizzo degli ammortizzatori sociali che la legislazione vigente e il decreto legge in approvazione prevedono in alternativa alla risoluzione dei rapporti di lavoro». Il governo ha anche chiesto di accelerare sull’avvio delle politiche attive e dei processi di formazione permanente e continua.
  • Ulteriori settimane di cassa per il tessile-moda. Ai settori tessile-abbigliamento-pelletteria sono state accordate altre 17 settimane di Cig gratuita da fruire dal 1° luglio al 31 ottobre.

IL CODICE DELLA CRISI D’IMPRESA SLITTA AL 2023
Ilaria Pagni, presidente della Commissione ministeriale sulla riforma della disciplina fallimentare, anticipa al Sole 24 Ore i contenuti dell’intervento del Governo. La prima novità è che l’entrata in vigore del Codice della crisi, oggi fissata al 1° settembre, slitterà al 2023. Contestualmente sarà introdotta una nuova procedura di composizione della crisi, «accessibile da tutte le imprese, compresi i gruppi e le aziende agricole, dove centrale sarà il ruolo dell’esperto nel favorire, attraverso una negoziazione, un accordo con i creditori». Infine, tra i futuri gestori della crisi, accanto alle figure dei dottori commercialisti e degli avvocati, «troveranno posto anche consulenti del lavoro e manager che siano in grado di dimostrare la loro partecipazione a operazioni di ristrutturazione concluse con successo». Ricordiamo che il Codice della crisi si rivolge anche alle microimprese, e che fra gli obiettivi prioritari dello strumento c’è il risanamento e il mantenimento del valore d’impresa.

RIPRESA DISOMOGENEA E LENTA, BISOGNA PUNTARE SUL LUNGO TERMINE
Lo dice Claudio Borio, a capo del Dipartimento economico e monetario, al Sole 24 Ore: «La ripresa sarà disomogenea, lenta e relativamente ordinata. Di fronte a noi ci sono tre scenari: nel primo alcuni Paesi emergenti resteranno indietro, nel secondo le cose potrebbero andare peggio delle attese per l’incapacità delle autorità di controllare la pandemia, nel terzo la differenziazione tra Paesi potrebbe essere più marcata con maggiori pressioni sull’inflazione e pesanti condizioni sui mercati finanziari». La normalizzazione richiederà tempo e passerà anche da una politica fiscale più mirata che dovrà favorire la riallocazione di risorse in quei settori le cui prospettive sono più deboli. Inoltre, bisogna evitare una proliferazione delle “aziende zombie”. Come uscire in via ottimale dalla crisi? «Bisogna normalizzare le politiche fiscali e monetarie per recuperare margini di sicurezza. Il rapporto debito pubblico/Pil non è mai stato così alto e i tassi di interesse non sono mai stati così bassi, quindi per uscirne bisogna mantenere una visione di lungo periodo e aumentare la crescita anche attraverso politiche strutturali continue e vigorose».