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Volano il mattone e i bonus Casa. Sorvegliati speciali sostenibilità e greenwashing

Volano il mattone e i bonus Casa. Sorvegliati speciali sostenibilità e greenwashing

IL POSTCOVID RILANCIA IL MATTONE. NEL 2022 SPRINT DEI RICAVI: +13%
Il comparto residenziale traina la crescita dei trend immobiliari. Seppur l’Italia sia ancora fanalino di coda in Europa (media del +40%), con dieci punti inferiori rispetto al 2020 per quanto riguarda le quotazioni, il 2021 si chiude in deciso rialzo: il fatturato è di oltre 123 miliardi di euro, +8,7% rispetto al 2020. Si legge sul Sole 24 Ore che “la ricerca di case più grandi, il desiderio di acquistare una seconda abitazione dove passare periodi più lunghi di un weekend, i nuovi spazi per gli uffici, resort che si aprono di più alla natura sono gli ambiti di cambiamento del nuovo ciclo immobiliare”. Per quanto riguarda gli investitori, la parte del leone la fanno sempre più i segmenti del living e della logistica. Ancora in fase negativa, rispetto al 2020, il segmento degli uffici. Le previsioni per il 2022 sono da record, con un incremento del 13,4% in 12 mesi.

PIU’ VIE PER LA CIRCOLAZIONE DEI BONUS CASA
Nel frattempo, anche il comparto dell’edilizia ha avuto la sua accelerazione. Grazie, anche, ai

Casa

tanti bonus casa e alle soluzioni offerte ai contribuenti per la loro circolazione: trasferimento della detrazione con l’immobile, cessione del credito di imposta o sconto in fattura, cessione del credito in anni successivi al pagamento, detrazione riservata all’acquirente dell’immobile ristrutturato. Ne scrive il Sole 24 Ore: “Per la detrazione del 50% per lavori edili, sono valide tutte e quattro le soluzioni. Per la detrazione del 50% per altri lavori si possono usare il trasferimento della detrazione con l’immobile e la detrazione all’acquirente. L’ecobonus ordinario punta su trasferimento della detrazione, cessione del credito o sconto in fattura e cessione del credito in anni successivi al pagamento”. Il Superbonus al 110% permette le quattro soluzioni, mentre il bonus facciate punta su trasferimento della detrazione, cessione del credito o sconto in fattura e cessione del credito in anni successivi al pagamento. Per il bonus facciate sono escluse tutte e quattro le soluzioni, mentre per il bonus giardini al 36% si accetta il trasferimento della detrazione con l’immobile.

ENTRA NEL VIVO LA NORMATIVA EU SFDR PER GLI INVESTIMENTI RESPONSABILI

Sostenibilità

Sta entrando nel vivo la normativa europea Sfdr (Sustainable finance disclosure regulation) con la quale scatta l’obbligo di “dichiarare, per ogni fondo, se include i rischi di sostenibilità nelle scelte di investimento (art. 6), se promuove – tra le altre – caratteristiche ambientali o sociali nelle politiche di investimento (art. 9) e se ha gli investimenti sostenibili come obiettivo principale di tali politiche (art. 9)”, scrive la Repubblica. Secondo una ricerca realizzata da Fida, per attribuire il rating Esg (Environmental, social and governance) a fondi e Sicav, emerge che oltre il 50% dei prodotti sono definibili “articolo 6”, il 40% “articolo 8” e il 6% “articolo 9”. Le prescrizioni comunitarie vogliono mettere ordine in un mercato ancora opaco “e non estraneo al greenwashing e a fenomeni di comunicazione imprecisa”. Nella mappa della sostenibilità, brilla il settore “risorse idriche” con una performance, da inizio anno, superiore al 26%.

UN INDICE SMASCHERA IL GREENWASHING
Infatti, la raccolta di fondi ed Etf sostenibili ha fatto boom, anche “se chi ha deciso di investire

Greenwashing

in questi prodotti si trova ad affrontare il rischio di una sostenibilità di facciata”. Il cosiddetto greenwashing, sia da parte delle imprese e sia da parte di chi propone strumenti finanziari “verdi” o sostenibili. Così, si legge su Repubblica, “Greenpeace Svizzera e quella del Lussemburgo hanno incaricato la società Inrate di analizzare 51 fondi sostenibili e la conclusione è che questi fondi sono a malapena riusciti a reindirizzare maggiori capitali verso un’economia sostenibile rispetto ai fondi convenzionali”. Insomma, serve una cultura sostenibile: che si rifletta nell’organizzazione interna delle società, nella disponibilità di risorse adeguate, nello sviluppo di un sistema proprietario di valutazione delle questioni Esg e nel ruolo di azionisti attivi. Alle società che si impegnano in questo percorso, verrà assegnato l’Esg Commitment Level.

PAGAMENTI E PRESTITI SMART, LA FINTECH A TUTTO CAMPO
La Fintech spinge i servizi finanziari oltre i confini tradizionali. A partire dal credito alle imprese che, si legge su Repubblica, “ha raggiunto nei primi tre mesi dell’anno in corso i 637 milioni di euro in finanziamenti erogati ad un totale di quasi 1.800 imprese, poco meno del triplo rispetto allo stesso periodo del 2020. A tirare, però, è sempre più il credito al consumo”. Ora, anche in Italia le aziende tradizionalmente lontane dal settore fintech si stanno attrezzando: Enel con Enel X Pay, PostePay che investe in Tink (piattaforma di open banking svedese); Telepass lancia Telepass Pay (per pagare non solo il casello ma anche taxi, carburante, bollo, skipass…); Tim tiene a battesimo TimFin.