News

Arrivi: ad Arcisate la stangata sulla Tari; in Italia gli aiuti alle imprese dal 20 al 60% del calo fatturato

Arrivi: ad Arcisate la stangata sulla Tari; in Italia gli aiuti alle imprese dal 20 al 60% del calo fatturato

#Rassegnastampa

ARCISATE, ARRIVA LA STANGATA SUI RIFIUTI

«Non si tratta di una mossa politica – ha detto il sindaco di Arcisate, Gianluca Cavalluzzi – ma di una mossa necessaria per legge», scrive la Prealpina. La mossa è questa: aumentare la tassa rifiuti. Un aumento dettato dai maggiori costi (soprattutto alle voci smaltimento e conferimento dei rifiuti ingombranti) del servizio: più 40mila euro nel 2020 rispetto al 2019. «Poi – prosegue il quotidiano – ci sono diverse aziende che non utilizzano più il servizio del Comune per quanto riguarda lo smaltimento». Gli aumenti per le famiglie andranno dal 7% al 17%. Le imprese, invece, subiranno un rincaro compreso tra il 5 e il 10%.

AIUTI DAL 20 AL 60% DEL CALO DI FATTURATO MENSILE 2020
«Nel decreto sui sostegni, gli indennizzi valgono fra il 5% del calo di volume d’affari annuo delle attività più piccole all’1,7% delle più grandi», si legge sul Sole 24 Ore. Ecco alcuni esempi: per un piccolo esercizio commerciale che ha avuto una perdita di fatturato di 40mila euro nel 2020 (perdita mensile media di 3.333 euro), l’assegno statale sarà di 2mila euro; il 5% del fatturato scomparo nell’anno del Covid. Per una perdita di fatturato di 120mila euro (perdita media 10mila euro),l’assegno sarà di 5mila euro; per una perdita di fatturato di 300mila euro (perdita media 25mila euro), l’assegno sarà di 10mila euro. In media, l’aiuto dovrebbe essere di 3.700 euro.

BANKITALIA: 32MILA AZIENDE IN CRISI DI LIQUIDITA’
«Ancora 32mila le imprese in deficit di liquidità, per un fabbisogno complessivo di 17 miliardi di euro», si legge sul Sole 24 Ore. Senza gli aiuti del governo, però, le imprese sarebbero state 142mila per un deficiti di 48 miliardi. Insomma, Banca d’Italia dice di «mantenere le misure di sostegno perché hanno ridotto l’incidenza delle società di capitali in deficit patrimoniale dal 14 al 12% contro il 7% registrato prima della crisi». Dunque, bisogna rafforzare la struttura finanziaria delle aziende sfruttando anche il Next Generation Eu: per agevolare la patrimonializzazione, la raccolta di capitale sul mercato, la divesificazione delle fonti di finanziamento e i processi di ristrutturazione rapidi ed efficaci.

OLTRE IL 56% DELLE IMPRENDITRICI HA DETTO SI’ AL DIGITALE
«In questo anno di pandemia, quasi il 43% delle imprenditrici ha fatto leva sulla resilienza. E oltre il 56% ha intrapreso una o più azioni specifiche per migliorare, o avviare, l’utilizzo del digitale. Portando il proprio business su piattaforme di e-commerce o sviluppando progetti di comunicazione online». Lo scrive “Il Dubbio” sulla base dei dati dell’Osservatorio Qvc: il 96,8% delle aziende guidate da donne rientra nelle microimprese con meno di 10 addetti; il 2,9% nelle Pmi e solo lo 0,3% è composto da aziende medio-grandi. Solo l’11,3% è nella mani di donne under 35.La pandemia ha avuto un impatto negativo per l’87% delle imprenditrici.