Avanchair, la rivoluzione su due ruote che dà leggerezza alla disabilità

Avanchair, la rivoluzione su due ruote che dà leggerezza alla disabilità

Andrea Depalo Avanchair

a.depalo@avanchair.com

“Il progetto ha le gambe per andare”, dice con tono ironico Andrea Depalo, trentasettenne da sempre su una sedia a rotelle e ormai prossimo a lanciare sul mercato, nel 2022, la Avanchair. Progetto finanziato con oltre 130mila euro grazie a contributi di privati ma anche e soprattutto da Enel e da Banco BPM. Per sostenere Avanchair – così è stata battezzata la sedia a rotelle super tecnologica che può rendere autonomi i portatori di disabilità in quegli spostamenti che sono fondamentali nella vita di tutti i giorni - è sufficiente dare un contributo sulla piattaforma di crowdfunding Eppela. Avanchair è anche il nome della start up fondata da Andrea.

AUTONOMIA CONTRO ASSISTENZIALISMO
Nella vita Andrea ha avuto “fortuna”? Per molti sarebbe un no secco ma per lui la parola fortuna si lega anzitutto alla parola famiglia: «La mia c’è sempre stata e c’è ancora proprio nei momenti più critici, anche se so che non per tutti è così. Con questo progetto ho cercato di fare tesoro delle difficoltà che un portatore di handicap deve affrontare durante la sua vita per realizzare qualcosa di utile e di positivo. Non solo per me, ma anche per quei 75 milioni di persone che al mondo sono costrette su una sedia a rotelle», dice ancora Andrea. E aggiunge: «Dal punto di vista tecnico, in Italia quello della disabilità è un mercato ancora poco servito perché tanto “ci sono sempre le famiglie. Oppure lo Stato”. E’ un impegno e un dovere uscire dal concetto tutto italiano di assistenzialismo: con Avanchair vogliamo contribuire all’autonomia del disabile ma anche allo sviluppo di un nuovo modo di pensare».

UNO SPRINT PER POTER VIVERE CON LEGGEREZZA E AGILITA’
Se chiedete a questo giovane perché si dovrebbe scegliere Avanchair, la risposta è di una concretezza disarmante: «Per poter andare in bagno da soli». Ma anche per poter andare a letto, sedersi in ufficio, in treno o in automobile. Insomma, Avanchair «sarà un vero sprint». Perché “la seduta si alza e si abbassa ma, soprattutto, si sposta lateralmente al livello delle superfici sulle quali ti devi sedere, assicurando così anche la giusta distanza per muoversi con una buona dose di leggerezza e agilità». Ciò accade anche grazie alle ruote omnidirezionali che impediscono alla sedia di piroettare e di incastrarsi. La batteria è sotto test, ma il team che sta lavorando all’Avanchair – Emilio e Roberta Rigolio, Paolo Grisorio, Giovanni Nanini e Andrea – assicura che si starà nei parametri stabiliti dalla normativa (autonomia di 30 chilometri continuativi a 15 all’ora) cercando però anche di fare meglio.

PRONTI PER L’EUROPA E GLI STATI UNITI, CON BPM ED ENEL
Un primo prototipo è stato definito anche grazie alle risorse ricavate con il crowdfunding su piattaforma Eppela. Andrea Depalo lo definisce “dimostratore tecnologico” perché «bisogna ancora affinare l’aspetto ingegneristico, ergonomico ed elettronico. Soprattutto, la vera sfida è quella di recuperare sugli ingombri e ottimizzare la usability e il design. Una volta terminata la “messa a punto”, nel 2022 saremo pronti per i mercati». Quello italiano tanto per cominciare. Poi, il primo brevetto della sedia è già stato registrato in Europa e negli Stati Uniti, che hanno dato risposta affermativa. Ora, si attende un cenno dalla Russia.
Un successo, già da ora, che nasce da una collaborazione a tutto campo con Banco Bpm ed Enel. Il primo con un sostegno economico importante; la seconda, anche come «mentor che ha accelerato il nostro lavoro attraverso il suo incubatore di start up, ci ha aiutati a creare un business plan solido e ha lavorato su un’analisi di mercato molto mirata. Poi ci sono altri sponsor, tutti visibili sul nostro sito, e citati nei social che si sono aggiunti e grazie ai quali stiamo raggiungendo i traguardi economici che ci eravamo prefissati», aggiunge Andrea Depalo.

UNA BUONA PRASSI CONDIVISA DA ANGLAT E CENTRO VETERANI DELLA DIFESA
Nel frattempo, la Anglat - l’Associazione nazionale che opera per tutelare i diritti delle persone con disabilità con particolare attenzione al settore della mobilità, della guida, del trasporto e dell’accessibilità – ha riconosciuto pubblicamente «come buona prassi il progetto Avanchair». Ed è già stata aperta la collaborazione con il Centro veterani della Difesa per affinare gli aspetti ergonomici e di postura della sedia: «I medici del Centro – sottolinea con il giusto orgoglio Andrea Depalo – ci aiuteranno a progettare il prototipo definitivo facendo leva sulla loro esperienza nell’assistere i veterani che per diverse ragioni si trovano su una sedia a ruote».

UN TEAM DI VISIONARI PER FARE QUELLO CHE GLI ALTRI NON FANNO
Ma a far la differenza è anche un team di inventori e tecnici più che appassionato. Tutto è iniziato nel 2015, quando Andrea Depalo racconta la sua idea a Emilio Rigolio, imprenditore nel settore automazione industriale e robotica che nel suo lavoro quotidiano ha un obiettivo preciso: riuscire a fare tutto quello che non riescono a fare gli altri. E così è stato: «A Emilio ho presentato la mia idea; lui l’ha realizzata in modo un po' diverso, ed è stato meglio. Quando gli ho chiesto come lo avrei dovuto ricompensare del lavoro fatto, lui mi ha risposto che non sarebbe stato necessario perché l’idea ce la stavo mettendo io. E ha aggiunto: “io la costruisco e tu la vendi. E nel caso non la vendessi, io sono ugualmente contento perché questa sedia la userai tu”». Un’esplosione di entusiasmo condivisa da Giovanni Nanini (che cura la parte elettronica e dei servizi digitali), Roberta Rigolio (ricercatrice in neuroscienze, segue l’area scientifica del progetto) e Paolo Grisorio, responsabile della comunicazione e amministratore unico di Avanchair.

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