
Carollo Stampi Srl
carollo@carollostampi.it


Carollo Stampi Srl
carollo@carollostampi.it
“I migliori anni della nostra vita” sono un bagaglio pieno di ricordi, emozioni, oggetti. E per alcuni rappresentano uno spartiacque tra la fanciullezza e la maturità, dove esiste un punto fermo che fa da guida.
I trenini elettrici della Rivarossi (fondata nel 1945, in pochi anni conquista i mercati mondiali) hanno accompagnato molti italiani nel passaggio tra il mondo dei giocattoli a quello del collezionismo e, ancora oggi, sono un emblema di quei “migliori anni” e un esempio di preziosa artigianalità.
Allineati sulle librerie, chiusi nelle vetrinette, gelosamente conservati tra i “must have” di un’epoca che va ben oltre l’età dei calzoni corti, questi elaborati hanno trovato in Mario Carollo, che la Carollo Srl, costruttrice di stampi per le materie plastiche, l’ha fondata nel 1974 nella vecchia stalla di suo padre, un amplificatore di passione e cura dei dettagli.
DAGLI OVETTI KINDER ALLA SOCIETA’ CON UN EX DIPENDENTE
Nel 1985, la sede dell’azienda si sposta da Lozza a Venegono Superiore e la Bticino, per la quale si realizzano stampi per gli interni degli interruttori e le placche elettriche, è già un cliente consolidato. Nel tempo, i settori e le tecnologie si ampliano e agli stampi a iniezione si affiancano quelli per il costampaggio di bi e tri materiali anche per il medicale (valvole cardiache), il food (cialde per il caffè), la profumeria e l’agricoltura (particolari per i gocciolatori utilizzati nell’irrigazione).
Una storia nella storia che ha inizio nel 2013 quando Roberta Carollo, figlia di Mario, decide di dare continuità a questa realtà che papà avrebbe voluto chiudere: «Posso dire di essere nata in questi capannoni perché l’aria dell’officina la respiravo anche a casa. Ricordo che papà, seduto a tavola per il pranzo, mi regalava gli ovetti Kinder e poi mi chiedeva dove era il punto di iniezione dei bossoli nei quali erano contenute le sorprese. Così, dopo la laurea in Economia e Commercio alla Cattolica ho lavorato per due anni in un’azienda di proprietà di un progettista nostro collaboratore per imparare a progettare gli stampi, a leggere il disegno e a modellare in 3D. La mia vera passione, però, è l’amministrazione. Per mantenere viva l’azienda avrei dovuto avere una guida tecnica: agli inizi pensai ad una cooperativa con i dipendenti, ma da subito divenne tutto molto complicato. Così, proposi ad un nostro dipendente, Giuliano Telch, di entrare in società con me».
A fine 2013, la firma davanti al notaio.
GIULIANO TELCH E LA NUOVA VITA DA IMPRENDITORE
Giuliano Telch ha tre figli, Roberta Carollo anche: «Ad oggi – dicono i due - nessuno vuole fare l’imprenditore perché si fa troppa fatica e la resa è poca».
E’ il destino di tante piccole e medie imprese. Non solo in provincia di Varese. Se da un lato si vuole sfuggire alla acquisizione da parte di un’azienda più grossa, o alla vendita ad un fondo nazionale o estero, dall’altro non si può indugiare sulle decisioni. E così hanno fatto Roberta Carollo e Giuliano Telch.
Quest’ultimo, che oggi ha cinquantasette anni ed è in azienda da quarantuno, conosce i ritmi e gli equilibri della produzione e garantisce quella continuità che tiene allacciati al territorio saperi ed esperienze imprenditoriali. Nel 2013, all’età di quarantaquattro anni, diventa ufficialmente socio e co-titolare della Carollo Srl. Le frasi che lo hanno convinto: «O si fa così, o si chiude» da Roberta Carollo e “te lo sei meritato!”, da parte di sua moglie. Però, dice lui, «non ce l’avrei fatta senza Mario, perché è stato lui ad incoraggiarmi e a darmi la giusta carica».
Cosa è cambiato dal prima al dopo? Tutto. Ora, Telch arriva alle 06.45 e, a volte, se ne va alle 20; alcuni giorni sono infiniti, altri volano; agli inizi «non hai sicurezze e ti manca la consapevolezza del rischio d’impresa», dice l’imprenditore; ora «ho conquistato la fiducia dei clienti e ne ho portati di nuovi». Il collante tra il prima e il dopo? Le competenze. A volte, il socio vorrebbe tornare a dieci anni fa perché «tutto è troppo complicato», ma dopo il battesimo del fuoco con il suo primo investimento – un nuovo macchinario da centinaia di migliaia di euro – si supera di tutto. Anche i momenti di stanchezza. Che non mancano. Una cosa non è cambiata: il dare tutto sé stesso, anima e corpo, al lavoro.
COME SUPERARE I TEMPI DURI
Lavoro che «non è più quello di anni fa», sostiene Roberta Carollo, «perché non c’è stabilità: durante il periodo Covid abbiamo imparato – seppur per poco – ad usare la cassa integrazione (alcuni nostri clienti dei settori elettrico e agricoltura sono rimasti attivi), poi è intervenuta la bolla energetica e le nostre bollette sono passate da quattromila a ventimila euro al mese. Gioco forza, ci siamo dovuti ridimensionare: da otto dipendenti siamo scesi a quattro, ma nessuno è rimasto senza lavoro perché tutti sono stati ricollocati in altre aziende. D’altronde, di fronte ad un numero crescente di preventivi (anche per un grosso impianto di irrigazione in Sud America), a novembre 2025 non abbiamo ricevuto nessun ordine, a dicembre abbiamo realizzato due soli stampi mentre nei primi mesi del 2026 sono arrivate nuove commesse che fanno sperare nel futuro».
Vendendo a gruppi che lavorano con aziende attive anche nei “beni di consumo”, la partita non è facile. Ancora la titolare: «Le risorse economiche a disposizione delle famiglie sono erose dall’inflazione e dagli eventi geopolitici. Inoltre, i mercati sono saturi. Il nostro punto di sfogo non sono più i nuovi progetti, ma i servizi di manutenzione. Da ultimo, quello con una grande multinazionale dell’automotive».
CONSULENZE E SERVICE: QUANDO GLI ORDINI NON SONO “COMPITINI”
Tra diversificazione dei settori, metamorfosi (negli anni Ottanta il business d’impresa è passato dai trenini Rivarossi agli articoli tecnici) e investimenti in nuovi macchinari (negli anni Novanta si è scommesso sull’erosione a filo), il vero cambiamento sta nella natura dei clienti. Perché, come sottolinea Roberta Carollo, «i clienti sono persone: a volte basta una telefonata, o un preventivo al volo, ma il rapporto deve sempre essere basato sull’etica. Qui alla Carollo Srl gli ordini non sono “compitini” perché il nostro ruolo è anche, e soprattutto, quello di dare le giuste consulenze per poter migliorare e valorizzare al massimo il modello inviato dal cliente. E’ anche per questo motivo che ci siamo specializzati nei Baby Plast, gli stampi utilizzati per realizzare prototipi di particolari molto piccoli, o produzioni di pochi pezzi. Però, la diffusione delle stampanti 3D ha inciso anche su questa specializzazione».
LA RETE TRA IMPRESE: NECESSARIA, MA DIFFICILE
Così come incide la mancanza del fare rete tra le imprese del territorio. Una mancanza che la titolare considera una debolezza degli imprenditori: «Le Pmi si considerano entità singole, e ogni realtà guarda alla sua vicina come ad una diretta concorrente. Non ci si fida gli uni degli altri. E le imprese chiudono anche perché da sole è difficile affrontare le crisi epocali, o il ricambio generazionale».